By Dieter Dinna – www.pack-consult.org

L’industria del packaging sta attraversando una fase di profonda trasformazione e la carta si conferma uno dei materiali protagonisti di questa evoluzione. Tra pressioni normative, aspettative dei consumatori e innovazione tecnologica, il settore è chiamato a trovare nuovi equilibri tra prestazioni, sostenibilità e riciclabilità.
Sono stati questi i temi al centro della prima edizione di Inno-Fiber, il nuovo format ideato da Innoform Coaching GmbH e dedicato alle carte funzionali per imballaggio. L’evento, svoltosi lo scorso mese di aprile a Osnabrück, ha riunito produttori di materiali, fornitori di tecnologie, trasformatori ed esperti del settore per analizzare opportunità e criticità degli imballaggi a base fibra. La seconda giornata si è svolta presso lo stabilimento Felix Schoeller, offrendo ai partecipanti anche l’opportunità di visitare gli impianti produttivi.

La carta cresce, ma la transizione resta complessa
Ad aprire i lavori è stato Matthias Giebel di Berndt+Partner Consultants, che ha illustrato come il crescente utilizzo della carta negli imballaggi flessibili sia fortemente influenzato dalle nuove politiche europee, dal Green Deal al PPWR. Se da un lato le carte funzionali stanno acquisendo importanza grazie alle loro proprietà barriera sempre più evolute, dall’altro restano aperte questioni cruciali legate alla riciclabilità e alle infrastrutture di recupero. Secondo Giebel, il passaggio dalla plastica alla carta rappresenta una tendenza destinata a consolidarsi entro il 2030, ma richiede ancora importanti progressi tecnologici e una migliore integrazione tra progettazione degli imballaggi e sistemi di riciclo.
Anche Eleonore Eisath (M.I.L.K. GmbH) ha evidenziato come la percezione positiva della carta da parte dei consumatori non coincida sempre con reali vantaggi ambientali. Le scelte d’acquisto sono infatti guidate spesso da criteri di praticità, prezzo e familiarità. Per questo motivo, il successo delle nuove soluzioni passa attraverso miglioramenti graduali, comunicazione trasparente e un utilizzo della carta realmente coerente con le esigenze funzionali dell’applicazione.

Riciclabilità e contaminazione: le sfide della filiera
Uno dei temi più dibattuti è stato quello della gestione dei materiali compositi all’interno dei processi di riciclo.
Arne Krolle (PROPAKMA GmbH) ha richiamato l’attenzione sulla crescente presenza di contaminanti nei flussi di carta da macero: rivestimenti barriera, bioplastiche, cere e residui alimentari stanno mettendo sotto pressione i processi esistenti. Da qui la necessità di definire metodologie condivise per la misurazione dei contaminanti, criteri uniformi di progettazione per il riciclo e limiti tecnici chiari lungo tutta la filiera.
Una posizione condivisa anche da Robin Huesmann (LEIPA), che ha ribadito come il successo dei compositi a base carta dipenda dalla capacità di integrare funzionalità, sostenibilità economica e compatibilità con le infrastrutture di riciclo esistenti. In questa prospettiva, la riduzione della complessità dei materiali e l’eliminazione delle sostanze contaminanti diventano elementi fondamentali.
Le nuove frontiere delle carte barriera
Ampio spazio è stato dedicato all’evoluzione delle tecnologie barriera.
Tiemo Arndt (Reflex GmbH & Co. KG) ha presentato soluzioni basate su carte trasparenti ad alta densità, completamente prive di plastica e caratterizzate da elevate prestazioni contro ossigeno, aromi, oli minerali e grassi. Grazie alla loro biodegradabilità e riciclabilità, queste carte rappresentano una delle alternative più promettenti ai tradizionali imballaggi plastici.
Alexander Schroeder (Sappi Alfeld) ha invece sottolineato come la sostenibilità non possa essere valutata esclusivamente in termini di riciclabilità. Peso dell’imballaggio, consumo di risorse, energia, acqua e emissioni di CO₂ devono essere considerati all’interno di un approccio complessivo. Una maggiore riciclabilità, infatti, non garantisce automaticamente un migliore bilancio ambientale.
Flore Mees (Siegwerk) ha presentato la piattaforma di rivestimenti barriera CIRKIT, sviluppata per favorire la sostituzione delle strutture multimateriale con soluzioni monomateriale a base carta. I risultati dimostrano come l’efficacia delle barriere dipenda dall’interazione tra rivestimento, supporto cartaceo e processo applicativo, rendendo indispensabile una stretta collaborazione lungo tutta la catena del valore.
Tecnologie di coating e nuovi materiali
Christian Werner (Kroenert) ha illustrato le più recenti tecnologie di spalmatura per materiali a base fibra, evidenziando come processi quali coating con rullo anilox e coating a cortina consentano di ottenere elevate prestazioni funzionali utilizzando quantità minime di materiale.
Anna Helgert (Dow) ha affrontato il tema dell’equilibrio tra prestazioni tecniche e conformità al PPWR, presentando soluzioni per estrusione e coating in grado di migliorare proprietà barriera, sigillabilità e lavorabilità.

Sul fronte dei materiali innovativi, Thomas Strieder (OutNature) ha presentato la paglia come nuova materia prima per la produzione di carta da imballaggio. Considerando la crescita prevista della domanda mondiale di packaging a base fibra, l’utilizzo di sottoprodotti agricoli rappresenta una delle strade più promettenti per diversificare le fonti di approvvigionamento. LEIPA prevede già dal 2027 l’avvio della produzione industriale di carta contenente il 20% di fibre di paglia.

Dalla carta alla macchina: le sfide della trasformazione
L’introduzione di materiali cartacei nelle linee di confezionamento richiede spesso una revisione delle tecnologie esistenti.
Henry Drut (FormerFab) ha mostrato come le tradizionali spalle formatrici progettate per film plastici risultino spesso inadatte alla lavorazione della carta, rendendo necessario lo sviluppo di componenti specifici in grado di gestire le diverse caratteristiche meccaniche del materiale.

Lo stesso tema è stato approfondito da Anina Leipold (ROVEMA), che ha illustrato le principali criticità nella produzione di sacchetti in carta su confezionatrici verticali, e da Herbert Hahnenkamp (SACMI Packaging & Chocolate), che ha evidenziato l’importanza di un approccio metodico nello sviluppo dei nuovi formati per garantire stabilità produttiva e prestazioni elevate.

PPWR ed EPR accelerano il cambiamento
La pressione normativa rappresenta uno dei principali motori dell’innovazione.
Dominik Lichtenthäler (Interzero Circular Solutions Germany) ha analizzato il sistema europeo delle tariffe EPR, evidenziando come in numerosi Paesi i contributi ambientali per gli imballaggi cartacei siano significativamente inferiori rispetto a quelli applicati alla plastica o ai materiali compositi.
L’introduzione di sistemi bonus-malus e di criteri di eco-modulazione rende sempre più conveniente progettare imballaggi riciclabili e facilmente classificabili all’interno dei flussi di recupero esistenti. Tuttavia, i criteri di classificazione variano ancora da Paese a Paese e rivestimenti o coating possono determinare il passaggio dalla categoria carta a quella dei materiali compositi, con un conseguente incremento dei costi.
Una piattaforma per accompagnare la trasformazione del settore
Le conclusioni affidate a Julian Thielen hanno sintetizzato efficacemente il messaggio emerso durante le due giornate: le carte funzionali rappresentano una delle principali leve di innovazione per il futuro degli imballaggi, ma il loro successo dipenderà dalla capacità dell’intera filiera di sviluppare soluzioni che combinino prestazioni, sostenibilità, riciclabilità e competitività economica.
Con Inno-Fiber, Innoform Coaching GmbH ha dato vita a una nuova piattaforma di confronto che, grazie all’elevato livello tecnico dei contenuti e alla partecipazione dell’intera catena del valore, si candida a diventare un appuntamento di riferimento per il settore degli imballaggi a base fibra.




















