BBOX: la nuova innovativa taglierina ribobinatrice di BIMEC

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La fiera DRUPA, programmata (e poi annullata) nel giugno 2020, avrebbe dovuto essere il palcoscenico per l’anteprima mondiale dell’ultima nata in casa BIMEC: BBOX.
La nuova macchina, nata da un’evoluzione della TCA 64 E, è una taglierina ribobinatrice innovativa, che rispecchia la continua evoluzione della tecnologia e dell’azienda.
Fin dalla scelta del nome, l’azienda ha voluto sottolineare la più grande innovazione della macchina: la struttura compatta che permette comunque di ottenere la massima efficienza e produttività mantenendo tutte le peculiarità che già contraddistinguono ogni modello Bimec sul mercato, ovvero semplicità di utilizzo, versatilità, compattezza strutturale, ergo-nomia e il giusto prezzo.

Come la precedente la TCA 64 E, BBOX è una taglierina a cambio automatico con svolgitore separato, passaggio aereo del film e avvolgimento sotto il ponte, ma la novità è l’aggiunta e integrazione di soluzioni tecniche completamente automatiche e semi-automatiche, introdotte con l’obiettivo di diminuire i tempi improduttivi tra ogni ciclo di lavoro.
Da un’attenta analisi dell’operatività delle macchine presenti sul mercato è emerso che la loro grande efficacia produttiva era inficiata solo dai “tempi morti” necessari per il carico delle nuove anime, ripartenza, scarico e pallettizzazione delle bobine figlie.
Questi passaggi costringevano infatti gli operatori a diminuire la velocità di lavoro per poter reggere il ritmo della macchina.
Sul mercato questo problema era ovviato, in alcune “taglierine automatizzate” da soluzioni tecniche che velocizzano tali processi ma gli automatismi di cui sono dotate sono “rigidi” e “costosi” oltre al fatto che la loro integrazione in soluzioni di handling necessita di un accurato studio della logistica e di grandi spazi intorno alla taglierina.
La nuova BBOX risulta essere una macchina salvaspazio, infatti linee complete di handling richiedono mesi di studi logistici, di installazione e avviamento mentre BBOX può essere collocata in spazi ristretti e gestita in maniera compatta.
Con altre soluzioni ogni variazione di lavoro (dimensione bobine, chiusura/confezionamento bobine figlie) comporta un set-up macchina lungo e talvolta impossibile, i tempi di setup della BBOX sono più veloci. La sua versatilità e il funzionamento automatico la rendono conveniente anche dal punto di vista economico.
La particolare configurazione e l’integrazione dei nuovi dispositivi consentono all’operatore di trovarsi per la maggior parte del tempo nella posizione di scarico, permettendogli di dedicarsi al confezionamento delle bobine pur tenendo sotto controllo e comando le principali sezioni della macchina (svolgitore, avvolgimento e scarico).
La nuova BBOX sarà presentata molto presto a tutto il mondo: BIMEC sta preparando un grande evento digitale al quale potranno partecipare tutti gli interessati alla nuova macchina o, in generale, al resto della gamma di prodotto.
Anche Bimec non ha perso tempo restando inattiva, ma ha subito iniziato a potenziare nuovi strumenti e a definire nuove procedure che le permettessero di essere il più possibile operativa, efficace, presente.

“A guardar bene, come spesso succede in occasione di una crisi, le novità che abbiamo introdotto o le procedure che abbiamo potenziato si configurano come veri e propri mi-glioramenti destinati, almeno in parte, a durare, anche quando la Pandemia sarà terminata.
Abbiamo riorganizzato e migliorato il servizio di assistenza e collaudo da remoto sulle nostre macchine, riducendo spostamenti e ottimizzando tempi e costi. Abbiamo approntato nuovi strumenti di comunicazione digitale che ci permettessero di migliorare gli scambi tra colleghi ed essere sempre accanto ai clienti, fornendo informazioni ma anche anticipazioni e novità. Abbiamo alzato i nostri standard di sicurezza sul lavoro, introducendo nuove procedure di distanziamento per la protezione dei lavoratori e di tutti i visitatori.
Abbiamo provato a inserire non solo un sistema di regole ma a favorire una vera e propria evoluzione della cultura aziendale, promuovendo la conoscenza di ciò che ci tiene al sicuro. In attesa di stringerci la mano. Sì, perché noi a questo non vogliamo rinunciare.
È vero che i nuovi strumenti di comunicazione digitale rimarranno operativi anche in futuro ma auspichiamo di poterli integrare con lo scambio e il confronto che solo un incontro fisico può regalare. Per noi questo è particolarmente importante per permettervi di toccare, anche con mano, il nostro lavoro”, ha commentato Elena Bottoli di Bimec.