I&C-Gama – SisTrade: come scegliere un sistema ERP senza creare un sistema “Frankenstein”

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Il secondo incontro dedicato a “Sistemi ERP nativi per il Printing & Packaging rispetto ai sistemi ERP Frankenstein” si è svolto lo scorso 7 maggio 2026. Si tratta di una un’iniziativa di I&C-GAMA Group in collaborazione con SisTrade: una miniserie di Focus Room con unico filo conduttore: esiste un ERP che conosce davvero la mia azienda?  Questi incontri non sono tecnici né dimostrativi: sono sessioni brevi, basate su immagini e commenti, pensate per aiutare le aziende e i loro manager a leggere meglio i propri processi. Vengono affrontati temi operativi ma anche strategici.

Lo scorso maggio, sempre con linguaggio operativo e non informatico, si è parlato dei “sistemi Frankenstein”, cioè sistemi non integrati, ancora molto diffusi, e delle differenze rispetto a un sistema ERP nativo. Sono sistemi costruiti nel tempo collegando software diversi: gestionale legacy, fogli Excel, CRM separato, software di magazzino, integrazioni API/manuali.

Un sistema ERP nativo offre un’architettura unificata con database centralizzato, integrazioni native, dati coerenti, reporting in tempo reale, manutenzione più semplice, maggiore scalabilità, sicurezza uniforme ed esperienza utente coerente, richiedendo però investimenti iniziali più elevati; al contrario, un sistema “Frankenstein” nasce dall’unione di applicazioni eterogenee con database multipli e integrazioni spesso fragili o manuali, risultando inizialmente più economico e flessibile, ma anche più complesso da mantenere, meno affidabile nei dati, più difficile da scalare e fortemente dipendente da personalizzazioni e persone chiave.

È stato affrontato anche un altro tema importante: il concetto di personalizzazione, che dovrebbe essere letto in modo meno “romantico” e più concreto. Infatti, la personalizzazione viene offerta come plus, mentre nella realtà è un’attività di “compensazione” al fatto che chi la offre non conosce al 100 % i processi delle aziende del settore della stampa e degli imballaggi. Le aziende di questi settori sono come un puzzle le cui tessere sono uguali al 95 % con differenze solo in termine di dimensione e quantità. Per cui la reale personalizzazione possibile è solo del 5% e riguarda solo le specificità di ogni singola azienda. Perciò l’offerta di personalizzazione al 100% andrebbe considerata con grande attenzione prima di assumerla come vantaggio competitivo.

 

Si è parlato anche del viaggio percorso dai dati all’interno di un sistema Legacy con un MES collegato confrontato con il viaggio all’interno di un sistema ERP nativo. Nel primo caso il dato non resta lo stesso durante il viaggio: nasce, poi viene copiato in altri strumenti, il dato cambia quindi compaiono versioni diverse, il dato reale viene catturato ma fuori del sistema MES, poi allineato manualmente: quindi non è lo stesso di prima. Con un sistema ERP nativo il dato nasce nell’ERP e strutturato nel sistema gestionale e usato per pianificare, poi eseguito nel piano reale di produzione: il dato non cambia mai identità perché non viene ricostruito, di conseguenza sono i processi che usano lo stesso dato.

In sintesi: da questo secondo incontro è emerso che il problema non è avere un sistema ERP, un MES o tanti moduli, ma avere un modello industriale coerente. Un sistema Frankenstein può anche funzionare ma spesso solo perché l’azienda ha imparato a compensarlo e con fatica a mantenerlo stabile, perché continua a cucire insieme dati, reparti e sistemi.

Un sistema ERP nativo, invece, nasce già con una logica industriale integrata e non prevede moduli o attività di compensazione o riallineamento, quindi la differenza non è estetica ma gestionale: solo un sistema ERP nativo aiuta davvero l’azienda a lavorare con un solo flusso, una sola identità del dato, una sola verità operativa.

Il prossimo webinar si terrà a luglio.