RTS apre il confronto sul futuro

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Nell’ormai consueto appuntamento annuale giunto alla terza edizione, RTS ha delineato la visione strategica dell’azienda davanti a oltre 100 persone fra clienti e prospect, mettendo al centro del dibattito l’intelligenza artificiale e l’importanza delle persone nei processi decisionali in un percorso di innovazione costruito su esperienza, sicurezza dei dati e integrazione tecnologica

L’intelligenza artificiale al servizio delle decisioni ha rappresentato il filo conduttore del convegno organizzato da RTS il 24 aprile, nella splendida cornice di Palazzo di Varignana a Castel San Pietro sui colli bolognesi, un appuntamento che ha riunito clienti, partner e operatori del settore per una giornata di approfondimento dedicata ai nuovi scenari della trasformazione digitale grazie a un programma ricco di contenuti, casi applicativi e testimonianze concrete, confermando l’interesse crescente verso soluzioni capaci di coniugare dati, automazione e intelligenza artificiale ma sempre con l’uomo al centro. “La nostra visione è molto chiara: AI with Humans. L’intelligenza artificiale può elaborare dati a velocità incredibile, ma sono le persone a creare intuizioni, opportunità e decisioni di valore”, ha detto Robertino Piazza CEO di RTS in apertura di evento (qui accanto nella foto).
Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato il percorso compiuto da RTS, che proprio quest’anno festeggia i 45 anni di attività e oggi parte del gruppo internazionale TSS.
Piazza ha quindi evidenziato il lavoro svolto internamente dall’azienda, dove è stato creato un team specializzato composto da giovani professionisti digital native affiancati da figure di lunga esperienza. “Abbiamo scelto di mettere insieme nuove generazioni e conoscenza storica del settore. È da questo mix che stanno nascendo i risultati più interessanti”.
Non meno importante il richiamo ai temi della sicurezza e della gestione dei dati, aspetti centrali in ogni processo di trasformazione digitale. “Quando si introduce l’intelligenza artificiale, la prima domanda che tutti si fanno è: dove vanno i miei dati? Per questo abbiamo lavorato da subito su soluzioni che garantiscano protezione, riservatezza e pieno controllo delle informazioni”.
L’intervento di apertura ha così delineato con chiarezza il filo conduttore dell’intera giornata: mostrare come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti, capaci di semplificare i processi, valorizzare il know-how aziendale e supportare decisioni sempre più rapide ed efficaci.
“L’intelligenza artificiale è una frontiera ancora tutta da esplorare”, ha concluso Piazza. “Ma vogliamo farlo con metodo, competenza e insieme ai nostri clienti”. Una dichiarazione che sintetizza bene l’approccio RTS: tecnologico, pragmatico e profondamente orientato al valore delle relazioni.

Prompting advantage: il supporto dell’AI per pensare meglio nell’era dell’obsolescenza accelerata
È stato uno degli interventi più apprezzati del convegno, capace di aprire una profonda riflessione nel pubblico sul ruolo dell’intelligenza artificiale non tanto come strumento operativo, ma come fattore che sta trasformando profondamente il nostro modo di pensare.
Il prof. Riccardo Silvi del Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna, ha spiegato come la trasformazione digitale e l’AI abbiano accelerato in modo drastico l’obsolescenza delle competenze, spostando il focus dal semplice “sapere” al “saper pensare”. La sua crescente affidabilità percepita rischia però di produrre un effetto collaterale rilevante: la progressiva delega del pensiero umano.
Il rischio evidenziato è quello di una “delega cognitiva”, in cui l’uso dell’AI porta a una riduzione del pensiero critico, non per incapacità delle persone, ma per abitudine a fidarsi delle risposte prodotte dalle macchine. In questo scenario, il pericolo non è l’errore dell’algoritmo, ma la rinuncia a porre domande realmente critiche e approfondite. La differenza sta proprio nell’atteggiamento dell’utente: usare l’AI per pensare meglio oppure per evitare di pensare.


Attraverso casi aziendali come Cartamatic e KTM, Silvi ha mostrato come un’analisi superficiale basata su dati apparentemente solidi e su prompt generici possa portare a valutazioni fuorvianti. Aziende con indicatori positivi possono nascondere fragilità strutturali che emergono solo ampliando il contesto di analisi: qualità dei ricavi, dinamiche di magazzino, ciclo economico, costo del denaro e segnali deboli non immediatamente visibili.
Il punto centrale, ha sottolineato il professore, non è dunque la qualità della risposta dell’intelligenza artificiale, ma la qualità delle domande che le vengono poste. Prompt generici generano risposte generiche, ma potenzialmente ingannevoli perché apparentemente coerenti.
Da qui l’evoluzione necessaria delle competenze: non più solo capacità tecniche di analisi, ma soprattutto pensiero critico, sistemico e contestuale. Il prompting stesso diventa una metodologia di ragionamento, utile per esplorare scenari alternativi, interrogare assunzioni implicite e leggere le connessioni tra variabili economiche e di mercato.

La partnership con RTS e i progetti futuri: la parola a Euroscatola e Ondulkart
Due le testimonianze presentate da parte di clienti storici di RTS che hanno parlato del percorso costruito insieme alla software house in questi anni.
Nel primo intervento, Luca Diamante Responsabile Supply Chain e Luca Naccari Responsabile IT, (qui accanto nella foto), hanno raccontato il percorso di digitalizzazione di EuroScatola, realtà con oltre 60 anni di storia, quattro stabilimenti e circa 180 addetti, oggi impegnata in un processo di crescita e integrazione industriale supportato da RTS.  In particolare sul fronte tecnologico, sono stati presentati tre principali progetti sviluppati proprio con RTS: Data Extractor che automatizza l’inserimento ordini tramite AI, riducendo fino al 60% i tempi di gestione. Easy Setup che ottimizza la gestione delle fustelle e impianti stampa tra i diversi stabilimenti, migliorando l’efficienza operativa del 25-30%. Infine la App Sales di RTS con funzionalità di intelligenza artificiale e chatbot agentico, pensata per garantire accesso sicuro e immediato ai dati aziendali.
Nel complesso, l’esperienza di Euroscatola evidenzia come l’integrazione digitale lungo la supply chain stia diventando un fattore chiave per aumentare efficienza, velocità decisionale e controllo dei processi produttivi.

La seconda case history ha visto invece protagonisti Riccardo Buoso, Direttore Generale di Ondulkart, (qui accanto nellafoto) insieme a Stefano Zaratin, Responsabile IT, che hanno presentato il percorso di evoluzione dell’azienda, oggi in una fase cruciale di sviluppo industriale e transizione generazionale. Ondulkart è una realtà familiare con oltre 55 anni di storia, oggi giunta alla terza generazione. Il gruppo opera con quattro stabilimenti nell’area di Cessalto (Treviso), con circa 320 addetti e una ventina di linee produttive. Negli ultimi anni l’azienda ha avviato un importante piano di investimento e ampliamento, sviluppando un nuovo polo produttivo integrato in collaborazione con Progroup, all’interno di un’area industriale condivisa di oltre 150.000 m². Il progetto rappresenta un’evoluzione strategica che combina crescita produttiva e integrazione fisica e digitale tra le due realtà. Parallelamente, Ondulkart continua a operare sui siti storici, mantenendo la gestione tradizionale della supply chain.
Nel sistema Ondulkart, la complessità informativa non è un effetto collaterale ma una componente strutturale da governare. Il modello attuale si fonda su una rete di interfacce che collega sistemi interni, piattaforme dei partner – in particolare Progroup – e soluzioni di logistica e automazione. Al centro dell’architettura si trova il sistema RTS, che consente la comunicazione diretta con i fornitori, soprattutto per la gestione della materia prima. Sul piano commerciale, Ondulkart ha integrato i sistemi di RTS Salesforce, e strumenti di business intelligence come Qlik, creando un flusso continuo che collega preventivazione, ordini e consuntivi. Le informazioni commerciali vengono così trasformate in dati operativi sincronizzati lungo tutta la catena.
Nel complesso, il modello descritto evidenzia una supply chain completamente connessa, in cui il flusso informativo non si limita a supportare la produzione, ma ne diventa elemento guida. In questo contesto, RTS assume il ruolo di infrastruttura centrale di orchestrazione dei dati, capace di coordinare fornitori, produzione e mercato in un unico ecosistema integrato.

Tutte le ultime novità presentate da RTS
Spazio ovviamente anche alle ultime novità messe in campo da RTS. Inizio modulo Andrea Danielli, R&D Manager RTS, ha illustrato l’evoluzione di RTS Hub, piattaforma pensata per migliorare l’interfacciamento con sistemi terzi e facilitare il dialogo tra software diversi. Al centro dell’intervento, il valore dell’integrazione, la gestione intelligente dei flussi documentali e il ruolo crescente del Data Warehouse come base informativa evoluta per analytics e business intelligence.
Spazio poi a uno dei progetti più innovativi della giornata con Domenico Marono, Product Specialist RTS, e Livio Zito, Project Manager, che hanno presentato K-Pilot, sistema sviluppato per valorizzare la conoscenza aziendale attraverso l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è semplice quanto strategico: mettere a disposizione di ogni utente informazioni corrette, aggiornate e immediatamente reperibili tramite chatbot evoluti, riducendo tempi di ricerca, inefficienze e dispersione del know-how interno.
Marco Trastu, Product Manager RTS, ha quindi mostrato l’evoluzione dei prodotti aziendali con funzionalità di Generative AI integrata, confermando come l’intelligenza artificiale stia progressivamente entrando negli strumenti quotidiani utilizzati dalle imprese, con benefici concreti in termini di velocità operativa, automazione e supporto alle attività decisionali.

La parola ai partner di RTS

Tra i momenti di maggiore spessore manageriale l’intervento di Induvation, con Jan Bredereck e Alberto Berri, dedicato all’Integrated Business Planning e al ruolo dell’AI nella costruzione di scenari decisionali sempre più accurati, tempestivi e dinamici.
Sul fronte operativo, Onit, con l’intervento del CEO Claudio Gambetti, ha presentato il valore della collaborazione con RTS per ridurre inefficienze nella logistica e rendere più fluidi i processi sul campo, confermando come l’innovazione digitale trovi applicazioni immediate anche nelle attività quotidiane.
Non è mancato un approfondimento su uno dei temi oggi più sensibili per le imprese: la cybersecurity. Paolo Rosetti, CEO di Consulenti Privacy, ha fatto il punto sulla direttiva NIS2, illustrando obblighi, compliance digitale e governance necessari per farsi trovare pronti di fronte alle richieste di clienti e mercato.

A chiudere la giornata sono state le conclusioni di Robertino Piazza, che ha ribadito la volontà di RTS di accompagnare le aziende in un percorso concreto di innovazione, fatto di tecnologia, competenze e visione industriale. Il messaggio emerso con forza dall’evento è chiaro: l’intelligenza artificiale non è più un tema del futuro, ma uno strumento già disponibile oggi per costruire imprese più efficienti, integrate e competitive. “Non stiamo solo osservando il futuro – ha sottolineato – stiamo provando a dargli una forma concreta, trasformando le idee in soluzioni operative”, dice Piazza.
Un futuro che oggi si misura in cicli sempre più rapidi, dove le trasformazioni avvengono nell’arco di mesi, se non settimane. Una velocità che rende sempre più necessario disporre di una visione condivisa e di strumenti capaci di adattarsi con la stessa rapidità del mercato. “Siamo tutti, in qualche modo, sulla stessa barca nei prossimi anni”, ha ricordato Piazza, sottolineando come le sfide del mercato richiedano sempre più collaborazione lungo tutta la filiera.
L’obiettivo non è soltanto adottare nuove tecnologie, ma costruire un percorso di crescita comune che permetta alle aziende di affrontare il cambiamento con maggiore consapevolezza e solidità.