Grazie a Packz, Cloudflow e la retinatura Velvet di Hybrid Software, Roflex ha sviluppato un flusso di lavoro orientato a efficienza, stabilità cromatica e qualità per gli stampatori flexo. Ne parliamo in questo articolo e videointervista con Gianni Romano, titolare del service pugliese
Roflex nasce nel 1982 da un’idea di Nicola Romano, che iniziò a produrre cliché per stampa flexo per shopper in polietilene, evolvendosi poi verso la fornitura di fotopolimeri liquidi e in lastra, utilizzati per il settore del cartone ondulato, che oggi rappresenta il suo mercato di riferimento principale.
“Oggi l’azienda ha 13 dipendenti ed è un punto di riferimento per le aziende che stampano imballaggi flessibili e in cartone ondulato, non solo in Puglia, ma in tutta Italia, perché abbiamo scelto di avere tanti clienti con volumi produttivi medio-piccoli che ci consentono di avere la garanzia di avere un buon fatturato, distribuito su tutto il territorio nazionale, siamo molto flessibili e riusciamo a gestire bene un parco clienti molto variegato e fedele”, ci spiega Gianni Romano, che gestisce l’azienda insieme al fratello Giuseppe. Roflex dispone di due linee produttive con tecnologia LAM tradizionale e un sistema Kodak Flexcel NX.
Dialogo tra scuola e azienda
Roflex guarda con interesse al mondo della formazione tecnica, infatti ha sviluppato un ottimo rapporto con l’Istituto Tecnico G. Marconi di Bari. “Per noi questi contatti diretti sono fondamentali per favorire lo sviluppo di competenze aggiornate, avvicinare gli studenti alle tecnologie utilizzate in azienda e contribuire alla crescita professionale del territorio. Siamo anche disponibili ai PCTO, cioè i Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento, grazie ai quali gli studenti delle scuole superiori svolgono attività presso le aziende per acquisire competenze pratiche e conoscere l’industria grafica, che è uno sbocco di lavoro interessantissimo e soprattutto con un elevato livello tecnologico”, dice Gianni.
La tecnologia aperta delle soluzioni Hybrid Software garantisce la massima libertà operativa che Roflex stava cercando
Roflex ha deciso di usare Packz e Cloudflow perché sapeva di poter contare su un flusso di lavoro aperto e flessibile, capace di integrarsi con tecnologie e periferiche diverse, garantendo efficienza oggi e libertà di evoluzione per il futuro. Il rapporto è iniziato nel 2016, quando Hybrid Software era all’inizio della sua attività. Il concetto di base è che il software non è legato a un unico produttore di lastre o di apparecchiature, ma può pilotare e integrarsi con dispositivi di diversi marchi. “Ed è proprio questo aspetto che distingue Hybrid Software da altri marchi perché supporta un ecosistema aperto, integrandosi con sistemi CtP di vari produttori; apparecchiature di esposizione e sviluppo di diversi costruttori; montacliché e sistemi di controllo qualità. Non volevamo un sistema chiuso dove flusso di lavoro, RIP e hardware appartengono allo stesso fornitore: avere un’infrastruttura basata su Hybrid Software ci consente di ricevere file PDF dai clienti, di effettuare trapping, step&repeat e controllo qualità; di generare TIFF 1-bit o dati di esposizione e di inviare il lavoro a diversi sistemi di produzione lastre senza cambiare flusso di lavoro”, afferma Gianni.
Ma non solo, un altro aspetto importante è la possibilità di personalizzare il flusso di lavoro, e per fare questo il fornitore deve ascoltare il proprio utilizzatore. E così è stato anche con Roflex. “Ho spiegato ai tecnici di Hybrid Software le caratteristiche del flusso di lavoro di cui avevamo bisogno e ci hanno ascoltato, infatti il nostro Cloudflow non è standard ma creato su misura per noi, adeguandolo alle nostre esigenze”, spiega Gianni.
A proposito di capacità di ascolto Hybrid Software attribuisce grande valore al dialogo con i service di prestampa, considerandoli partner attivi. “Prima di fare proposte concrete i tecnici hanno cercato di comprendere le nostre specifiche esigenze operative adattando le loro soluzioni, tutte flessibili e personalizzabili, al nostro modello produttivo e alle nostre sfide di mercato”, sottolinea Gianni.
Velvet: il retino che dona morbidezza alle immagini e precisione alla stampa
Roflex utilizza Velvet Screening di Hybrid Software, una tecnologia avanzata di retinatura integrata in Cloudflow, che consente di ottimizzare la resa delle alte luci e migliorare le sfumature. Gianni ci spiega perché lo hanno scelto: “con questo strumento possiamo ottimizzare la resa di singoli elementi grafici, intervenendo dove la qualità dell’immagine e la morbidezza delle sfumature fanno realmente la differenza nel risultato finale di stampa. E totalmente diverso dalle retinature tradizionali AM o FM, perché a differenza dei metodi di retinatura fissi, la retinatura Velvet consente di controllare autonomamente la dimensione minima del punto, la risoluzione e la lineatura, senza essere vincolati a una sola configurazione. Il risultato sono sfumature uniformi, artefatti di bordo non visibili e una migliore riproduzione dei dettagli più fini, tutto questo solo dove è necessario”.
Roflex offre quindi ai propri clienti lastre flexo progettate per garantire una resa più uniforme, passaggi tonali più morbidi e prestazioni elevate in stampa. Il suo impiego offre flessibilità, facilità d’uso e perfezione di stampa, senza compromessi in termini di qualità o velocità. Con Velvet e Packz il service ha creato flussi di lavoro di prestampa PDF nativi e completamente automatizzati con un controllo preciso del colore e della retinatura.
Questo a tutto vantaggio dei clienti che, grazie a un comportamento più prevedibile delle alte luci e a un minor numero di difetti di stampa, riducono o addirittura annullano la necessità di interruzioni della stampa, risparmiando inchiostro, tempo e supporti. “Naturalmente la retinatura Velvet è indipendente dalla lastra e funziona con tutte le lastre flessografiche ad alta risoluzione e i principali sistemi CtP. È stata progettata per la stampa flexo e utilizza un algoritmo proprietario di rimozione dei punti, offrendo sfumature impeccabili e controllo delle alte luci su qualsiasi lastra o risoluzione; attualmente la usiamo soprattutto per clichè che serviranno per la stampa di imballaggi flessibili e di etichette, migliorando quindi la qualità di stampa finale degli imballaggi”, afferma Gianni.

Modulo personalizzato per il monitoraggio del consumo delle lastre
Roflex sta sviluppando con Hybrid Software e sempre all’interno di Cloudflow, un progetto dedicato al monitoraggio del ciclo di vita e del consumo delle lastre flexo, con l’obiettivo di raccogliere dati utili sulla loro durata, sulle prestazioni in macchina e sulla ripetibilità dei risultati nel tempo. “Vogliamo migliorare il controllo del processo, analizzando il consumo e l’utilizzo dei cliché durante il loro ciclo operativo. L’obiettivo è trasformare i dati raccolti in informazioni utili per prevedere le prestazioni delle lastre e ottimizzare le specifiche di produzione e supportare gli stampatori nella pianificazione delle ristampe, favorendo una maggiore prevedibilità dei processi, riducendo gli sprechi e contribuendo a garantire standard qualitativi costanti nel tempo”, ci spiega Gianni. In questo modo Roflex sarà in grado di affiancare i clienti non solo come semplice fornitore di cliché, ma come partner tecnico in grado di supportarli nell’ottimizzazione dell’intero processo produttivo.




















