A poco più di un anno dall’ingresso di Open Imballaggi nel perimetro di VPK Group che ha segnato un passaggio strategico importante non solo per l’azienda bergamasca, ma anche per il rafforzamento della presenza del gruppo in Italia, siamo andati a trovare il CEO Cristiano Pessina nella sede di Calcinate (Bg) per farci raccontare obiettivi e strategie future

Open Imballaggi è una storica realtà produttiva nel settore del cartone ondulato, fondata negli anni ’50-’60 dalla famiglia Marsetti che l’ha fatta crescere fino a farla diventare un punto di riferimento per il territorio bergamasco. La sede attuale di Calcinate (Bg), sviluppata circa vent’anni fa e ampliata per fasi successive, rappresenta oggi il cuore produttivo dell’azienda: un’area coperta di circa 30.000 m² su un lotto complessivo di 50.000 m², con un’ulteriore espansione già pianificata. Un elemento, quest’ultimo, che ha avuto un peso rilevante anche nella decisione di acquisizione da parte di VPK. Open Imballaggi è balzata agli onori delle cronache un paio di anni fa proprio grazie all’operazione di acquisizione del Gruppo belga VPK, avviata tra la fine del 2024 e conclusa nel 2025, nata da una convergenza di fattori: da un lato, la mancanza di un ricambio generazionale all’interno della famiglia fondatrice e dall’altro, la volontà di inserire Open Imballaggi in un contesto industriale più ampio e strutturato.
VPK Group è un gruppo internazionale integrato attivo nel packaging a base carta, con 70 siti produttivi distribuiti in 21 Paesi, che genera un fatturato di 2 miliardi di euro e impiega oltre 7.000 persone. La governance rimane saldamente nelle mani del management locale, che mantiene un approccio diretto e operativo, pur all’interno di una struttura organizzativa complessa.
“Non si tratta semplicemente di entrare in un gruppo più grande ma di adottare un modello industriale preciso, fatto di processi, standard e obiettivi condivisi. Questo ha comportato cambiamenti significativi, sia dal punto di vista organizzativo sia culturale”, esordisce Cristiano Pessina che è stato scelto dal gruppo VPK per guidare in qualità di CEO lo stabilimenti di Open Imballaggi, che anche come denominazione conserva la storia ragione sociale.

Integrazione e sinergie: una filiera sempre più completa
L’acquisizione di Open Imballaggi si inserisce in una strategia più ampia di integrazione verticale in Italia, che coinvolge anche altre realtà del gruppo come Zetacarton e IEMME. L’obiettivo è chiaro: chiudere progressivamente la filiera, dalla produzione della carta fino al prodotto finito. Un modello che consente di ridurre la dipendenza dal mercato, garantire continuità produttiva e aumentare il controllo su qualità e costi. “Integrare significa anche proteggersi – sottolinea Pessina – Se controlli la materia prima e i passaggi chiave della produzione, riduci drasticamente i rischi legati alla volatilità del mercato o alle criticità dei fornitori”.
Un sito con ampi margini di sviluppo per servire al meglio i settori di riferimento Attualmente Open Imballaggi impiega circa 65 persone e lavora su un turno, ma l’obiettivo è quello di passare a due turni nel prossimo futuro. Sono già in programma nuovi investimenti, in linea con quanto fatto in altre aziende del gruppo, con l’introduzione di macchinari di ultima generazione e un potenziale raddoppio della capacità produttiva. La posizione geografica, nel cuore della Lombardia, rappresenta un ulteriore punto di forza: qui si concentra circa il 70% del mercato italiano del cartone ondulato, stimato in oltre 8 miliardi di metri quadrati.
L’azienda opera principalmente nei settori food & beverage e manifatturiero, con una distribuzione piuttosto equilibrata. Accanto ai comparti tradizionali, si stanno sviluppando nuove opportunità, come il mercato ortofrutticolo, dove Open Imballaggi ha recentemente fatto il proprio ingresso.
L’offerta comprende sia prodotti standard sia soluzioni su misura, con una particolare attenzione alle esigenze logistiche e di confezionamento. In alcuni casi, la produzione viene affiancata da una rete di centri di montaggio distribuiti sul territorio, per garantire efficienza nella consegna del prodotto finito.

Qualità e tecnologia: la vera leva competitiva
Uno dei tratti distintivi di Open Imballaggi è il posizionamento su una fascia qualitativa elevata. Una scelta precisa, che si traduce in investimenti continui in tecnologie e competenze. Il parco macchine include soluzioni dei principali player di mercato, come Bobst ed Emba, mentre sul fronte produttivo si punta sempre più su automazione, precisione e ripetibilità.
“Oggi il packaging non è più solo un contenitore – evidenzia Pessina – ma un elemento funzionale all’intera catena produttiva del cliente. Le tolleranze sono sempre più strette e le macchine di confezionamento viaggiano a velocità elevatissime: l’imballaggio deve essere perfetto”. Parallelamente, cresce anche l’importanza della qualità grafica, con stampe ad alta definizione e una maggiore attenzione all’impatto visivo, pur mantenendo un equilibrio con le esigenze di riciclabilità.

Digitalizzazione, nuovi modelli produttivi e sostenibilità come pilastro strategico
Accanto alla produzione tradizionale, il gruppo ha introdotto anche tecnologie di stampa digitale single pass, utilizzate per applicazioni specifiche e per rispondere a esigenze di personalizzazione o piccoli lotti. Un altro ambito di sviluppo è il fanfold, che consente di fornire soluzioni flessibili e integrate per la logistica, permettendo ai clienti di produrre scatole on demand.
La sostenibilità rappresenta un elemento centrale nella strategia di VPK e delle sue controllate. Il gruppo ha ottenuto importanti certificazioni a livello internazionale e si distingue per un’impronta ambientale particolarmente contenuta. Tra le iniziative più rilevanti, l’autoproduzione di energia tramite diversi sistemi e un’attenzione costante alla riduzione delle emissioni di CO₂ lungo tutta la filiera. “Non è solo una risposta alle richieste del mercato – sottolinea Pessina – ma un valore interno all’azienda. Vogliamo garantire che il nostro prodotto abbia il minor impatto possibile, dall’inizio alla fine del ciclo”.
Un mercato in trasformazione
Il settore del cartone ondulato sta attraversando una fase di profonda evoluzione. Dopo il picco di domanda registrato durante il periodo Covid, il mercato si è progressivamente stabilizzato, mentre la capacità produttiva è aumentata grazie agli investimenti effettuati negli ultimi anni. Il risultato è un contesto più competitivo, in cui diventa fondamentale differenziarsi attraverso qualità, servizio e integrazione. “Non è un mercato in crisi – osserva Pessina – ma sicuramente più selettivo. I grandi gruppi continueranno a crescere, mentre le realtà più piccole dovranno trovare spazi specifici, puntando su flessibilità e servizio”.
L’espansione di VPK in Italia non si fermerà qui. Dopo le acquisizioni di Zetacarton, IEMME e Open Imballaggi, il gruppo continuerà a valutare nuove opportunità, coerentemente con una strategia di crescita che, dagli anni ’90 a oggi, ha portato il fatturato da poche decine di milioni a circa 2 miliardi di euro. Per Open Imballaggi si apre così una nuova fase, fatta di investimenti, integrazione e sviluppo.
Una sfida industriale a tutti gli effetti, che – come sottolinea Pessina – “non riguarda solo l’aumento dei volumi, ma la costruzione di un modello capace di creare valore nel lungo periodo”.




















