Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 25 giugno, presso Palazzo Rospigliosi a Roma, l’Assemblea Pubblica di Federazione Carta e Grafica moderata da Celestina Dominelli de Il Sole24Ore con la partecipazione degli Onorevoli Elisa Montemagni, firmataria della proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale del riciclo della carta, Alberto Gusmeroli, Presidente della Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera dei Deputati, Pierfrancesco Maran, Presidente della Commissione Ambiente, Clima e Sicurezza Alimentare del Parlamento Europeo e Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

“Nel 2025 la Filiera Carta e Grafica ha registrato un fatturato complessivo di 26,3 miliardi di euro, in flessione del 2,3% rispetto al 2024, mantenendo tuttavia un saldo commerciale positivo di 2,7 miliardi di euro. La filiera, composta da 15.400 imprese e 162.000 addetti, rappresenta l’1,2% del prodotto interno lordo e costituisce una delle più importanti espressioni della manifattura del Made in Italy” ha affermato il Presidente di Federazione Carta e Grafica Andrea D’Amato in apertura d’Assemblea. A influenzare i risultati dell’anno sono stati soprattutto la debolezza delle vendite interne della produzione nazionale in calo del 3,3% e la crescita delle importazioni, aumentate del 6,7%, mentre l’export ha sostanzialmente tenuto, registrando una lieve flessione dello 0,6% in un contesto caratterizzato da una crescente pressione competitiva sui mercati internazionali.
In questo scenario, l’Italia continua a distinguersi per la propria forte vocazione internazionale. Il 63% delle esportazioni della filiera è destinato ai mercati dell’Unione Europea, mentre il restante 37% è diretto verso i mercati extra-UE. Una diversificazione geografica che rappresenta uno dei principali fattori di resilienza e competitività del comparto.
La filiera italiana della carta, della stampa, del packaging e delle tecnologie per il printing e il converting si conferma uno dei principali sistemi industriali europei del comparto. È quanto emerge dal primo Rapporto Economico 2025 della Federazione Carta e Grafica – quest’anno alla sua prima edizione – che dedica uno specifico approfondimento al posizionamento della filiera nell’Unione Europea.
“L’Italia si colloca stabilmente al secondo posto in Europa dopo la Germania e rappresenta oltre il 14% dell’occupazione dell’intera filiera europea, avvalorando il proprio ruolo strategico in un settore che integra manifattura, economia circolare, innovazione tecnologica, informazione e cultura” ha evidenziato D’Amato.
“Non siamo una specializzazione marginale né una nicchia industriale. Siamo uno dei pilastri manifatturieri europei della carta, della grafica e del packaging, con competenze, tecnologie e capacità produttive che contribuiscono in modo determinante alla competitività del sistema economico nazionale ed europeo” ha dichiarato Andrea D’Amato.
La filiera italiana del packaging rappresenta inoltre una delle eccellenze continentali, inserita in una catena del valore che va dalla produzione delle materie prime alle tecnologie per la stampa e il converting, dalla trasformazione dei substrati fino al confezionamento dei prodotti destinati ai mercati nazionali e internazionali.
“Pensiamo soltanto all’industria alimentare italiana, che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 204 miliardi di euro e un export di circa 60 miliardi, o all’industria farmaceutica, che ha registrato 74 miliardi di fatturato e oltre 69 miliardi di esportazioni”, ha sottolineato D’Amato. “Sono numeri che dimostrano quanto il packaging sia un elemento essenziale per garantire sicurezza, qualità, conservazione e competitività delle produzioni italiane nel mondo.”
Il Rapporto conferma anche la leadership italiana nell’economia circolare. Gli imballaggi in carta e cartone vengono riciclati stabilmente oltre l’85%, consentendo all’Italia di raggiungere con largo anticipo gli obiettivi europei fissati per il 2030. Le fibre secondarie rappresentano il 65 % delle fibre utilizzate dall’industria cartaria nazionale, che si conferma il secondo riciclatore europeo. A livello nazionale, il riciclo della carta rappresenta il 43% dei materiali riciclati nell’ambito del sistema CONAI.
“Il nostro settore dimostra concretamente che sostenibilità e sviluppo industriale possono procedere insieme”, ha affermato D’Amato. “L’esperienza italiana del riciclo è un modello europeo di successo che deve essere preservato e valorizzato. Per questo riteniamo fondamentale che l’attuazione delle normative europee, a partire dal PPWR, avvenga nel rispetto degli equilibri raggiunti e garantendo certezza del diritto alle imprese.”
Nel corso del suo intervento, il Presidente della Federazione ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di sostenere gli investimenti in innovazione e tecnologie, semplificando gli strumenti di incentivazione destinati alla transizione industriale e favorendo la competitività delle imprese.
“Dobbiamo evitare che complessità burocratiche e incertezze normative rallentino gli investimenti di cui il Paese ha bisogno – ha evidenziato D’Amato – non può esistere transizione ecologica senza transizione tecnologica. E non può esserci sostenibilità senza un’industria forte e competitiva.”
Infine, D’Amato ha ribadito il valore culturale della carta e della stampa in una società sempre più digitale.
“Difendere la lettura su carta, l’informazione stampata e la cultura materiale non significa difendere il passato. Significa tutelare strumenti fondamentali per la diffusione della conoscenza, la qualità dell’apprendimento e la formazione delle nuove generazioni. Difendere la filiera della carta, della stampa e dell’imballaggio significa difendere una parte essenziale del futuro industriale, culturale ed europeo del nostro Paese” ha concluso D’Amato.



















