Allarme filiera del packaging, Pro-Gest: la pressione sui costi energetici rischia di ribaltarsi sul consumatore finale

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Pro-Gest S.p.A si unisce all’appello lanciato da Assocarta per far fronte al grave impatto del caro energia che sta colpendo in modo significativo il comparto.

Pro-Gest Zago

“Rispetto alla crisi energetica del 2022, quando il mercato e una domanda sostenuta riuscivano ad assorbire i forti rincari, il quadro attuale appare nettamente più complesso”, dichiara Valentina Zago, Responsabile della Comunicazione del gruppo. “La nuova impennata dei costi produttivi si innesta infatti in un contesto economico globale caratterizzato da una domanda debole e stagnante, e da economie europee affaticate e politicamente non sempre stabili”.

Pur comprendendo che la definizione dei costi energetici sia il risultato di un insieme articolato di fattori congiunturali, Pro-Gest ritiene fondamentale che le istituzioni italiane intervengano con strumenti specifici e urgenti per sostenere la produzione nazionale.

“A pesare sull’industria cartaria italiana è un marcato e crescente svantaggio competitivo nei confronti dei produttori esteri, dal momento che le aziende competitor europee beneficiano di condizioni operative strutturalmente più favorevoli, a partire proprio dal costo dell’energia”, dichiara Zago. “Inoltre nessuna barriera è presente per importazioni di prodotti in carta e cartone dall’estero, in particolare da Paesi come Turchia o Asia, complicando ulteriormente la situazione per le filiere italiane”.

In assenza di adeguate misure correttive, la forte pressione sui costi rischia di ripercuotersi in modo inevitabile anche sui prezzi dei beni di uso quotidiano: quasi ogni prodotto Made in Italy è trasportato su scatole in cartone che giocano un ruolo fondamentale nella logistica e nella catena del valore. Inoltre le esportazioni dei prodotti italiani continuano a crescere a conferma che le filiere italiane sono apprezzate nel mondo e vanno sostenute in ogni loro componente.

“Restare competitivi è imperativo. Salvaguardare la manifattura cartaria italiana significa difendere la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali ed evitare che questi shock energetici si trasformino in un ulteriore peso per le famiglie e per il tessuto distributivo del Paese”, conclude Zago.