Plastylenia veste di colore le idee dei brand owner

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Da sinistra l’Ing. Francesco Stenta, titolare di Plastylenia con il direttore di stabilimento Giovanni Sartini

Plastylenia è leader nella stampa e trasformazione di imballaggi flessibili per il settore tissue, che rappresenta il core business di questa realtà a gestione familiare, con 70 collaboratori, tecnologie di stampa flexo, rotocalco, una nuova laminatrice, 3 taglierine-ribobinatrici; a breve prevista l’installazione di una nuova macchina da stampa flexo, per continuare a crescere nel settore degli imballaggi per tissue ma anche in quello alimentare, vestendo di colore le idee dei clienti, come recita il claim aziendale.

Il settore del tissue ha sempre rappresentato per la famiglia Stenta più di un semplice lavoro, infatti come spesso è accaduto in passato, dopo un periodo di esperienza in un’azienda, le persone più intraprendenti e volenterose, quelle a cui non mancava di certo visione strategica e orizzonti temporali di larga scala, il più delle volte finivano con il voler intraprendere nuove avventure e giocare in prima persona sul mercato. Ed è proprio ciò che è accaduto per Plastylenia, azienda fondata 30 anni fa da Filippo Stenta, tecnico esperto e socio di un’azienda che produceva prodotti in tissue: Filippo pensò fosse arrivato il momento di mettere a frutto le competenze acquisite nel settore degli imballaggi e decise di aprire la sua società. Siamo a Campi Bisenzio, alle porte di Firenze, a pochi chilometri da Lucca, dove l’industria cartaria, il tissue in particolare, ha sviluppato un’attività florida riuscendo a ritagliarsi un ruolo importante a livello europeo.

“Tutto è iniziato in piccolo capannone con una piccola macchina, grazie alla quale mio padre mise a frutto l’esperienza acquisita, e anche grazie alle diverse conoscenze del settore, si specializzò fin da subito nella produzione di imballaggi per il settore tissue”, ci racconta l’ing. Francesco Stenta, figlio del fondatore che oggi, insieme alla sorella Ilaria, gestisce Plastylenia, sempre supportato dai genitori ancora attivi in azienda.

Plastylenia è oggi una realtà che esporta in tutto il mondo, realizzando un fatturato di circa 22 milioni di €, dove gli imballaggi per tissue rappresentano l’80% della produzione mentre il restante 20% è destinato al settore beverage e alimentare.

Un reparto stampa flexo e rotocalco all’avanguardia
L’azienda è nata con il processo di stampa flessografica, nel corso degli anni è arrivata ad avere in reparto fino a 4 linee contemporaneamente: oggi sono operative 2 macchine flexo ed è in fase di definizione l’acquisto di una terza linea flessografica 8 colori, larghezza di stampa 1300 mm, per inchiostri sia a solvente che base acqua.

Plastylenia qualche anno fa ha deciso di inserire nel reparto stampa anche una macchina rotocalco Bobst, ampliando dunque la propria offerta, impianto con il quale oggi vengono prevalentemente stampati imballaggi in carta, applicazione di nicchia, che però segue le tendenze del mercato che richiede imballaggi in materiali alternativi alla plastica. “La confezione in carta è senza dubbio una tendenza in crescita negli ultimi anni, anche se per noi rappresenta una piccola percentuale della produzione totale. In Plastylenia perseguiamo la strada della sostenibilità e della riciclabilità, pertanto sia che si tratti di materiali plastici che cartacei, cerchiamo sempre soluzioni che consentano ai nostri clienti di poter comunicare all’utente finale che gli imballaggi dei loro prodotti sono riciclabili e sostenibili. Insieme al brand nostro cliente abbiamo di fatto creato un prodotto che non esisteva prima, lo abbiamo potuto realizzare sia per il grande lavoro di R&D che grazie alle innovative tecnologie di cui siamo dotati, anche se di fatto questa soluzione in carta è ancora poco utilizzata rispetto agli imballaggi in plastica”, dice Francesco Stenta.

Sebbene la tecnologia di stampa flexo abbia compiuto passi da gigante negli ultimi anni, e Plastylenia crede fermamente in questo processo produttivo, è però vero che poter stampare anche in rotocalco consente all’azienda di poter offrire un’altissima qualità di stampa, anche su film flessibili di basso spessore in vari settori.

Tutte le macchine da stampa, flexo e rotocalco, di Plastylenia sono inoltre dotate dei più moderni sistemi di controllo del processo di stampa volti a garantire una qualità di stampa elevata.

Una nuova accoppiatrice-laminatrice per crescere anche negli imballaggi accoppiati
L’azienda si è sempre distinta per una forte propensione all’investimento in risorse tecnologiche ma anche umane; al di là della nuova flexo che a breve arriverà in azienda, Plastylenia lo scorso giugno ha portato avanti e finalizzato un investimento in una nuova accoppiatrice-laminatrice Duplex fornita da Bobst grazie alla quale ha aperto nuovi e importanti sbocchi di mercato, chiudendo di fatto il ciclo di produzione che ora è completo, dalla stampa alla trasformazione. La società ha anche portato avanti una ristrutturazione aziendale, inserendo in organico la figura di Giovanni Sartini, una vita spesa nel settore dell’imballaggio flessibile, che ha assunto la carica di direttore di stabilimento, portando tutta la sua esperienza nel campo degli imballaggi accoppiati che per Plastylenia sono una novità. Con l’arrivo nel giugno 2021 dell’accoppiatrice Bobst è stato assunto personale specializzato con anni di esperienza su queste tecnologie, ed è stata anche acquisita la certificazione BRC, necessaria per poter operare nel settore degli imballaggi accoppiati per il settore alimentare.

Dilemma carta – plastica: il focus è la riciclabilità
“Abbiamo scelto di inserire la tecnologia per accoppiamento e spalmatura Bobst e lo abbiamo fatto dotandoci di una configurazione particolare con gruppo rotocalco per spalmatura a registro, che ci consente di poter eseguire diverse lavorazioni nell’ambito dell’imballaggio flessibile, utilizzando prodotti a base solvente, senza solvente e sigillatura a freddo. In particolare, vista la richiesta del mercato di poter avere almeno una parte di imballaggi per tissue in carta e non solo in plastica, dopo la stampa delle bobine in carta sulla nostra macchina rotocalco, inseriamo queste bobine sull’accoppiatrice per spalmare uno strato di vernice a registro, ovviamente compostabile, passaggio indispensabile per poter rendere saldabile la carta”, interviene Giovanni Sartini mentre con cura e dovizia di particolari ci spiega con orgoglio quest’ultimo investimento che ha consentito a Plastylenia di crescere notevolmente nell’ultimo anno e mezzo, complice anche un mercato, quello del tissue e dell’alimentare che proprio durante la pandemia sono cresciuti parecchio.

“È vero che il mercato, i nostri clienti e soprattutto i consumatori finali spingono verso soluzioni ecosostenibili, e quindi anche noi abbiamo dovuto far fronte a questa esigenza, riuscendo a trovare il giusto equilibrio nella lavorazione e i materiali più idonei per non avere problemi nelle linee di confezionamento; tuttavia è evidente che non tutto può essere sostituito con la carta, e quindi bisogna trovare la soluzione migliore in relazione al prodotto da imballare, senza dimenticare che la cosa più importante è che la confezione, plastica o carta che sia, deve essere riciclabile a fine vita”, sottolinea Francesco Stenta.

Nel reparto di taglio, dove sono presenti 3 taglierine-ribobinatrici Bimec, è stato inserito in linea su una di queste anche un impianto per la perforazione laser che esegue un pre-taglio per facilitare l’apertura della confezione, una lavorazione apparentemente semplice che però ha rappresentato una sfida importante. Piccoli accorgimenti dietro ai quali si nascondono grandi competenze tecniche, passione e voglia di offrire al cliente sempre qualcosa di innovativo.

“Usciamo da un biennio che ricorderemo a lungo: oggi possiamo affermare con certezza che da un punto di vista lavorativo è andata anche molto bene, anche se non dobbiamo dimenticare il clima di incertezza generale che abbiamo vissuto; siamo riusciti a effettuare due investimenti importanti come l’accoppiatrice e la nuova macchina flexo, e queste scelte ci consentiranno di affrontare le nuove sfide con ancor più consapevolezza nelle nostre capacità”, conclude Francesco Stenta.