Emilabel prosegue il proprio percorso di crescita nel settore etichette, tra flessografia e digitale, con l’ingresso della nuova Durst TAU 340 RSC E-Led che segna un nuovo salto in termini di qualità, efficienza e dinamicità produttiva, rafforzando al tempo stesso il ruolo centrale delle persone in azienda

“Prima di iniziare a raccontare la storia e l’evoluzione di Emilabel, vorremmo chiedervi la gentilezza di dedicare questa intervista a nostro padre Romeo, scomparso circa un anno fa, perché se oggi siamo qui lo dobbiamo a lui, al suo coraggio di intraprendere questa avventura nella quale ha successivamente coinvolto anche noi”, esordiscono Matteo e Luisa Venturi, che oggi guidano l’azienda. Una realtà giovane e dinamica con sede a Novi di Modena, 25 collaboratori, un fatturato di circa 5 milioni di euro e una forte voglia di crescere ed esplorare nuovi mercati, mantenendo però saldi i principi ereditati da papà Romeo: etica, centralità delle persone, attenzione alla qualità e massima cura del servizio al cliente.
Entrare in Emilabel significa respirare un clima familiare autentico, fatto di relazioni vere e di una quotidianità in cui il lavoro scorre con naturalezza. È qualcosa che si percepisce immediatamente, ancora prima di parlare di macchine, tecnologie o mercati. Ci sono aziende che si descrivono con i numeri e altre che si raccontano attraverso le persone. Emilabel appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Matteo e Luisa ci accolgono con semplicità e con quel pizzico di emozione che accompagna questa che è, per loro, la prima intervista su una rivista di settore.
Una storia costruita passo dopo passo ma sempre con l’etichetta come core business
Emilabel nasce nel 1984 da un’intuizione di Romeo Venturi, già attivo nel settore come agente di commercio per un importante etichettificio milanese. L’idea iniziale è quella di avviare una realtà produttiva sul territorio emiliano in un momento in cui il mercato iniziava a mostrare segnali di sviluppo interessanti. Dopo una prima fase di collaborazione con altri partner, Romeo decide di proseguire autonomamente, costruendo nel tempo un’azienda solida, radicata e in costante evoluzione. Il passaggio generazionale con l’ingresso di Matteo negli anni Novanta e successivamente della sorella Luisa segna una nuova accelerazione nello sviluppo. Negli anni Emilabel cresce, cambia sede, investe e si struttura fino ad arrivare all’attuale assetto, con uno stabilimento produttivo di proprietà, moderno ed efficiente e con una prospettiva di ulteriore espansione, oggi sempre più concreta vista la saturazione degli spazi. Un elemento, però, resta immutato: l’attenzione al cliente e la volontà di mantenere un’identità precisa. “Abbiamo sempre preferito fare bene ciò che conosciamo, piuttosto che inseguire tutto”, racconta Matteo.
Il percorso tecnologico segue l’evoluzione naturale del settore, passando dalla tipografia alla flessografia, che per anni rappresenta il cuore produttivo dell’azienda. L’apertura al digitale arriva circa cinque anni fa, come un primo passo importante ma non definitivo, che lascia spazio a ulteriori riflessioni e confronti tecnologici.
La scelta di Durst: qualità, affidabilità e visione
Il percorso che porta all’introduzione della Durst TAU 340 RSC E-Led nasce, infatti, da un’analisi approfondita del mercato, da test comparativi e da visite al demo center di Bressanone. “Abbiamo testato gli stessi lavori presso diversi fornitori di tecnologia e alla fine la qualità che abbiamo visto con Durst era oggettivamente superiore”, raccontano.
La scelta non si basa però solo sulla qualità di stampa. A incidere sono anche l’affidabilità del sistema, la semplicità di gestione, la solidità del software, il servizio efficiente e la vicinanza del supporto tecnico. “Quando investi nel digitale, il sistema deve funzionare sempre: non puoi permetterti fermi macchina. E avere un supporto vicino fa la differenza”, aggiunge Matteo Venturi. Colpisce, inoltre, il racconto di come è stato percepito e vissuto l’approccio di Durst, che ha affiancato Emilabel con continuità dalla fase di test a quella commerciale, fino all’installazione e alla formazione degli operatori.

Durst TAU 340 RSC E-Led: caratteristiche e vantaggi
La configurazione scelta è una quadricromia più bianco basata su tecnologia inkjet UV LED. La macchina garantisce una velocità fino a 52 metri al minuto anche con il bianco, un’elevata qualità di stampa e una capacità di riproduzione cromatica che raggiunge circa l’85% della gamma Pantone, oltre alla possibilità di futuri upgrade con colori spot aggiuntivi. La tecnologia LED consente, inoltre, una significativa riduzione dei consumi energetici e della manutenzione, grazie all’assenza di lampade tradizionali e alla minore incidenza dei consumabili. Il tutto si inserisce in un percorso sempre più orientato alla sostenibilità, con minori scarti e una maggiore efficienza complessiva del processo produttivo.
In Emilabel il digitale non sostituisce la flessografia, ma la affianca in una logica di ottimizzazione produttiva. “Oggi analizziamo lavoro per lavoro e decidiamo dove è più conveniente produrre. Il trend è chiaro: tirature più basse, maggiore frammentazione, versioning sempre più spinto. Il cliente non chiede come stampi. Vuole il prodotto giusto, al prezzo giusto, nei tempi giusti”, racconta Matteo. Sempre più spesso lavori precedentemente realizzati in flexo vengono trasferiti sul digitale, soprattutto quando le tirature si riducono o le varianti aumentano.
Nuove opportunità: beverage e mercati dinamici
L’installazione della nuova macchina apre anche prospettive commerciali interessanti, in particolare nel settore beverage, dove Emilabel sta rafforzando il proprio posizionamento. “Prima su certi lavori eravamo fuori mercato. Oggi con TAU possiamo giocarcela con la consapevolezza di garantire un prodotto qualitativamente al top e un servizio che continua a fare la differenza. Oltre al mondo del wine & spirits, ci stiamo orientando verso nuovi mercati più dinamici e aperti all’innovazione”.
Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’intervista riguarda l’impatto interno dell’investimento. “Questa macchina ha portato freschezza: non solo produttività e qualità, ma entusiasmo, coinvolgimento e curiosità”. Il digitale cambia il modo di lavorare, introduce una maggiore possibilità di sperimentazione e rende più semplice correggere e migliorare i lavori. Si rafforza così l’integrazione tra reparti e cresce il livello di responsabilizzazione diffusa. Anche l’ufficio grafico beneficia di questa nuova dinamica, così come la produzione nel suo complesso.

Un mercato complesso, tra pressioni e opportunità
Lo scenario di mercato resta tuttavia complesso, soprattutto per le dinamiche legate alle materie prime e alla loro volatilità. In questo contesto il digitale rappresenta anche uno strumento per affrontare meglio l’incertezza, grazie a una maggiore prevedibilità dei costi e dei risultati.
Lo sguardo di Emilabel resta comunque rivolto al futuro con pragmatismo. L’azienda intende proseguire nel percorso di digitalizzazione, investire nella formazione del personale, mantenere flessibilità tecnologica e valutare nel medio periodo anche l’introduzione di una seconda macchina digitale o ibrida. “Questo investimento ha portato dinamicità, velocità e soprattutto una nuova energia in azienda”, conclude Matteo Venturi.
Al di là delle macchine, dei mercati e delle strategie, ciò è emerso dall’incontro con Matteo e Luisa è il forte legame con l’imprinting originario, che si percepisce tutt’oggi nel rapporto con le persone, nella serietà e nella capacità di guardare al futuro mantenendo salda la propria identità. Un’eredità che continua a vivere ogni giorno e che porta ancora la firma discreta ma profonda di Romeo Venturi.




















