Il mercato dell’inkjet B2 è maturo. E AccurioJet 30000 lo prova coi numeri

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Con cinque nuove installazioni in meno di un anno, la piattaforma B2 di Konica Minolta raddoppia la base installata in Italia e accelera il ROI degli stampatori. Per anni, molti hanno osservato con interesse la stampa digitale in formato B2. Pochi, tuttavia, l’hanno adottata. Per gli stampatori rappresentava una promessa tecnologica. Per i costruttori un segmento troppo piccolo per incidere realmente su volumi di vendita e fatturato. Oggi, però, qualcosa sta cambiando.

AccurioJet 3000 B2

Da un lato assistiamo all’ingresso di nuovi fornitori, che hanno atteso il momento più propizio per lanciare le loro B2 inkjet. Dall’altro, la crescita delle installazioni di AccurioJet 30000 ha permesso a Konica Minolta di conquistare una posizione di leadership nel segmento, descrivendo una trasformazione che va oltre il successo della sua piattaforma. Il mercato ha finalmente riconosciuto il valore dell’inkjet UV a foglio.

La stampa digitale B2 è rimasta a lungo una nicchia, fatta di poche centinaia di installazioni all’anno nel mondo, dominata dalla tecnologia ElectroInk. L’accelerazione registrata negli ultimi mesi dalla tecnologia LED UV non rappresenta quindi soltanto un risultato commerciale, ma il segnale che il segmento è entrato nella sua fase di maturazione.

Dalla visione al mercato: perché l’inkjet se l’è presa comoda

La diffusione dell’inkjet industriale non ha seguito una curva lineare. Nella stampa commerciale e nel packaging, a rallentarne l’adozione hanno contribuito diversi fattori. In alcuni casi le piattaforme non si sono dimostrate all’altezza delle aspettative degli stampatori. In altri, i costruttori non hanno presidiato il mercato con la continuità necessaria, o costruito organizzazioni commerciali e di supporto adeguate ad accompagnare una trasformazione così profonda.

A questo si è aggiunta una naturale diffidenza nei confronti dell’inkjet, specie in un settore dove l’offset continua a garantire livelli di efficienza difficili da insidiare, mentre il toner, in polvere o liquido, non ha mostrato cedimenti. Eppure, già nel 2016, Konica Minolta aveva intuito la direzione del mercato. Presentando KM-1, infatti, non si è limitata ad adattare tecnologie esistenti, ma progettato una piattaforma inkjet pensata fin dall’inizio per rispondere alle esigenze della stampa industriale.

«Con KM-1 eravamo sicuri di avere la tecnologia giusta, ma ci siamo resi conto che il mercato non l’aveva compresa appieno», afferma Alessandro Viganò, Product Manager Industrial Printing di Konica Minolta Italia. «Se per anni ci siamo detti di essere stati visionari e profetici, con AccurioJet 30000 possiamo dire che questa tecnologia si è imposta sul mercato».

In dieci anni, la piattaforma B2 di Konica Minolta ha raggiunto circa 400 installazioni in tutto il mondo. Un numero che basta a certificare la sua reputazione di affidabilità, qualità e ripetibilità. In Italia il percorso è stato più graduale, con utenti pionieristici come L’Artegrafica, Compos Service, Loretoprint e Leardini Group seguiti nell’ultimo anno da Grafica Effe2, UTVI, Südtirol Druck e Nava Press. A loro, poche settimane fa, si è unito Pixartprinting, il leader italiano della stampa online. Complice il lancio di AccurioJet 30000, che migliora ulteriormente stabilità, automazione e semplicità d’uso di KM-1, la flotta italiana conta ormai una decina di unità, e nel 2026 crescerà almeno di un altro 50%.

La scelta dell’UV che ha anticipato il mercato

Fin dall’inizio, Konica Minolta ha scelto di percorrere una strada singolare, puntando sulla tecnologia inkjet LED UV. Una decisione che oggi si rivela uno dei principali fattori abilitanti della piattaforma.

La chimica UV-curable consente infatti di stampare su carte naturali e patinate, cartoncini, supporti sintetici e materiali plastici senza primer né pretrattamenti, mentre la polimerizzazione LED riduce i consumi e preserva la stabilità dimensionale dei supporti. Si aprono così opportunità nella cartotecnica, nel packaging, nei materiali per il punto vendita e nelle card in plastica. Sul piano qualitativo, la piattaforma Konica Minolta ha ottenuto le principali certificazioni FOGRA, oltre agli standard Japan Color e GRACoL, dimostrando che l’inkjet UV soddisfa i requisiti cromatici più severi. A questo si aggiunge un’esperienza d’uso che richiama il mondo offset, dal caricamento carta da pallet al refill degli inchiostri con sacche ad alta capacità, fino alla manutenzione semplificata e ridotta all’osso.

Un’unica piattaforma, mille mercati

Ad accelerare l’adozione dell’inkjet B2 è la trasformazione della domanda: le tirature si riducono, le versioni aumentano, i tempi di consegna si accorciano e la disponibilità di operatori qualificati diminuisce.

In questo scenario, poter passare da un catalogo a un astuccio, da un libro a un espositore da banco senza tempi di avviamento, né cambi formato complessi, rappresenta un vantaggio competitivo concreto. AccurioJet 30000 si rivolge quindi a stampatori commerciali, editori, cartotecniche e web-to-print che cercano flessibilità, costi prevedibili e un modello produttivo capace di adattarsi ai nuovi scenari. Qualità offset, ampia compatibilità con i supporti, semplicità operativa, compattezza e solidità dimostrata sul campo ne facilitano l’integrazione anche in tipografie e centri stampa di dimensioni contenute.

Oltre la sostituzione: come cambierà il mercato 

La prossima fase di crescita sarà guidata anzitutto dalla sostituzione dell’installato offset. Sempre più tipografi stanno rivalutando i propri piani di investimento e, anziché sostituire una pluricolore offset B2 con una macchina equivalente, scelgono sempre più spesso il digitale per intercettare un mercato fatto di piccoli lotti, personalizzazione e time-to-market.

In questo scenario, ROI e TCO assumono un peso sempre maggiore, mentre cresce la consapevolezza che la produttività non si misura tanto in fogli/ora, quanto nella capacità di eliminare tempi morti, ridurre gli sprechi e migliorare la marginalità. AccurioJet 30000 non è perciò un’alternativa secca all’offset, ma lo strumento complementare per assorbirne le inefficienze.

Al di là dell’eterna contrapposizione tra analogico e digitale, la crescita dell’installato e dei volumi prodotti per singola unità evidenzia che un numero crescente di utenti di macchine digitali B2 preesistenti sta valutando la tecnologia Konica Minolta come uno strumento per ampliare il portfolio prodotti, abbattere i costi fissi, e accelerare il ROI.

La domanda, quindi, non è più se l’inkjet B2 LED UV sia pronto per il mercato, ma quanto a lungo gli stampatori italiani potranno permettersi di rimandarne l’adozione.