Heidelberg guida la digitalizzazione dell’industria del packaging

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Dopo l’evento della scorsa primavera, Heidelberg ha raddoppiato gli sforzi, con  un’altra due giorni dedicata alle tecnologie per la stampa e trasformazione di imballaggi presso la Print Media Academy di Wiesloch (Germania), dove a inizio dello scorso novembre, 200 clienti da tutto il mondo hanno assistito alle dimostrazioni dei flussi di lavoro di packaging, con un focus dedicato alla nuova Primefire 106, ammirata poi anche in produzione presso colordruck Baiersbronn, stampatore tedesco che ha investito nella nuova tecnologia digitale Heidelberg

 

A destra Stephan Plenz, membro del Cda di Heidelberg

I trend globali del mercato mondiale della stampa parlano di numeri in crescita, nonostante il calo ormai cronico della stampa editoriale e commerciale, a cui fanno da contraltare i driver positivi legati ai mercati emergenti e ai numeri in crescita di packaging, etichette e stampa digitale, come confermatoci da Stephan Plenz, membro del Cda di Heidelberg, che ha illustrato nel corso dei Packaging Days 2018 la strategia del gruppo tedesco per presentarsi sul mercato come partner ideale per le aziende che intendano crescere, differenziando la propria produzione attraverso eccellenza operativa e innovazioni di business.
Circa il 25% dei prodotti stampati sono rappresentati da packaging, un mercato con un tasso di crescita medio del 3% annuo.

 

Una gamma integrata di prodotti e soluzioni per il packaging e un nuovo modello di business basato sui “contratti”


Heidelberg con la sua gamma completa di soluzioni, può accompagnare lo stampatore in tutte le fasi cruciali del processo di produzione, a partire dai prodotti consumabili, per passare alle tecnologie di prestampa, stampa digitale, offset a foglio, etichette e converting, workflow e infine il service. In ogni fase, per ogni tecnologia di stampa, automazione del processo è il concetto chiave per guidare le aziende di stampa verso un livello di produttività che sia veramente efficiente, con tecnologie in grado di gestirsi in totale autonomia e interagire con l’operatore solo nei momenti necessari, stravolgendo dunque quel paradigma che ha sempre visto lo stampatore come unica figura in grado di prendere decisioni a bordo macchina. Questa è la filosofia alla base del concetto “Push-to-Stop”, una sorta di pilota automatico in macchina da stampa per guidare l’operatore affinché ogni lavoro venga svolto al massimo dell’efficienza e della produttività. I dati parlano chiaro: le macchine dotate di questa tecnologia consentono di raggiungere livelli di produttività maggiori rispetto alle installazioni base.
Heidelberg, per servire al meglio i suoi clienti e garantire il massimo di efficienza dalle tecnologie produttive installate, ha lanciato da alcuni mesi un nuovo modello di business chiamato “subscription model” basato su un contratto di minimo 5 anni col cliente, che prevede l’installazione della macchina da stampa, il service con interventi in grado di anticipare eventuali problematiche sulle macchine, ma anche consulenza, formazione, software e consumabili, il tutto a un canone di affitto fisso mensile, cui si aggiunge una quota variabile in base ai lavori effettivamente stampati. Un modello che si avvicina molto al comodato d’uso per quanto riguarda la macchina da stampa, la cui proprietà resta di Heidelberg.
“Tengo a specificare che il contratto non è la trasposizione dei click digitali alla stampa offset, ma un servizio che punta a garantire ai nostri clienti il massimo dalle loro macchine, in termini di qualità e produttività, senza la preoccupazione di dover effettuare l’investimento sulla macchina da stampa”, commenta Stephan Plenz. Entro la fine di quest’anno finanziario, Heidelberg prevede di siglare almeno 30 contratti, che diventeranno 100 per il prossimo anno finanziario, con una previsione media di un fatturato annuo di circa 1 milione di € per ogni contratto siglato, numeri importanti che fanno ovviamente riferimento ad aziende di una certa dimensione.

 

Crescere nel packaging con la nuova Primefire 106


Nella Print Media Academy a Wiesloch erano presenti tutte le tecnologie della gamma di Heidelberg, dalla stampa offset alle tecnologie di converting di MasterWork MK, con le fustelle Promatrix 106 CSB dotata di stazione di  taglio- cordonatura, estrazione e separazione di pose. Così come la nuova Easymatrix 106 FC per l’applicazione della lamina a caldo e dell’ologramma. Le piega incolla Diana per le lavorazioni di tutte le tipologie di scatole da quelle lineari  a quelle con  fondo automatico , 4 /6 angoli, passando per le macchine da stampa digitali a bobina per etichette per finire con la Primefire 106 in configurazione a foglio, ideale per la produzione di imballaggi. Presentata per la prima a volta a Drupa 2016, la Primefire 106 ha avuto un’evoluzione estremamente rapida e dopo le prime installazioni beta in primarie aziende di packaging, è disponibile sul mercato dal luglio 2018 nella sua versione definitiva: 7 colori, quadricromia+arancione, verde e viola, in grado di coprire il 95% dei colori pantone con un sistema di stampa inkjet base acqua della Fuji Film, partner Heidelberg per quanto riguarda le testine di stampa. La risoluzione massima di 1200×1200 dpi garantisce una velocità massima di 2500 fogli all’ora, per grammature da 170 a 450. La macchina viene proposta nel formato 75×106 cm, (47×48 cm formato minimo), e offre tutti i vantaggi della stampa digitale, con una struttura di macchina che oltre a ricordare l’imponenza e la solidità delle Offset Heidelberg, ne monta alcune componenti come l’alimentatore, il forno di asciugatura opportunamente modificato per le esigenze di una stampa con inchiostri a base acqua e l’impilatore in uscita. Il pulpito di comando Prinect Digital Center garantisce la perfetta integrazione della macchina nel workflow di produzione; inoltre lo stacker automatico in linea consente di impilare solo i fogli buoni, eliminando automaticamente gli scarti.

Al momento il punto di pareggio fra la stampa digitale con Primefire 106 e la offset XL 106 per lavori di packaging standard 70x100cm è sui 2 mila fogli, destinato però a salire nei prossimi 2-3 anni fino a 3 mila copie. La Primefire 106 rappresenta dunque una tecnologia di stampa in grado di allinearsi perfettamente alla qualità di stampa offset, e può rappresentare per le aziende il trampolino di lancio alla scoperta delle potenzialità del mondo digitale, aprendosi a nuovi mercati (web-to-pack) con tutti i vantaggi in termini di costi e di opportunità di personalizzazione degli stampati.

 

Colordruck Baiersbronn: oltre la stampa del packaging


A poco più di un’ora di macchina dagli stabilimenti Heidelberg, nel cuore della foresta nera dove lungo i corsi d’acqua sorgono numerosissime cartiere, ha la sua sede produttiva la colordruck Baiersbronn, un’azienda specializzata nella stampa e produzione di packaging in cartoncino, a gestione familiare con circa 250 dipendenti e circa 44 milioni di € di fatturato, cliente storico per quanto riguarda le macchine da stampa Heidelberg e ora anche per quanto riguarda il reparto digitale dove è installata da ormai un anno una Primefire 106. Un reparto digitale, nel quale per via delle certificazioni alimentari, è obbligatorio entrare indossando grembiule protettivo e cuffia per capelli, e dove ordine e pulizia regnano sovrani, con vaporizzatori a soffitto per mantenere un preciso grado di umidità al fine di non compromettere la qualità del cartoncino e quindi la stampabilità dello stesso.
Colordruck Baiersbronn è leader a livello europeo nella produzione di packaging, ma non solo, e attorno alla nuova Primefire 106 ha costruito un nuovo business, sviluppando un proprio sito dedicato al Web-to-pack che viene utilizzato già da numerosi clienti in tutta Europa. Da normale stampatore, colordruck Baiersbronn nel corso degli anni ha ampliato il proprio raggio di competenze, diventando un fornitore di soluzioni di packaging, grazie alle tre divisioni nelle quali è stata divisa l’azienda: produzione imballaggi, service imballaggi e imballaggi digitali. “Nella divisione dedicata al service abbiamo delle macchine per il riempimento delle confezioni, ad esempio un prodotto che offriamo on line e che ha avuto molto successo è stato il calendario dell’avvento, stampato in digitale, e riempito nelle varie caselline con i cioccolatini”, dice Thomas Pfefferle, uno dei due direttori generali dell’azienda.
La Primefire 106 è perfettamente integrata nel processo di produzione aziendale e viene utilizzata prevalentemente per la stampa di brevi tirature, fino a 1500 fogli, provenienti per lo più dal Web shop, tirature personalizzate e sempre più con dati variabili. “La qualità di stampa della Primefire è assolutamente in linea con la stampa offset, pertanto riusciamo a soddisfare le aspettative dei clienti con un vantaggio economico per noi importante, che ci dà la possibilità di usare le offset per lunghe tirature. Inoltre, cosa di non poco conto, è la possibilità di utilizzate per gli stampati digitali le stesse tecnologie di fustellatura già presenti in azienda”, aggiunge Martin Bruttel, l’altro general manager della società.
Il web shop “designyourpackaging.de” sta avendo un grandissimo successo, ed è parte integrante dell’area dedicata al packaging digitale, con l’integrazione di un editor con design avvincenti e personalizzabili, visione in anteprima 3D, e possibilità di controllo automatico dei dati, dal pagamento fino alla consegna finale.
Con la Primefire, Colordruck ha completato il proprio reparto produttivo, e grazie all’elevata automazione offerta dalle tecnologie Heidelberg, sia offset che digitali, l’azienda si è conquistata la felice posizione di poter decidere, con l’ausilio di un workflow automatizzato, con quale tecnologia produrre il lavoro, garantendo al cliente la stessa qualità di stampa, senza dover rinunciare al proprio, meritato, guadagno.
Parlando di costi, non si può infine non fare cenno al prezzo, abbastanza elevato, di questa macchina da stampa digitale (circa 3 milioni di € nella configurazione standard) che rappresenta al momento l’unica soluzione di stampa digitale formato 70×100 dedicata al packaging in cartoncino teso, una soluzione al momento non certamente alla portata di tutte le aziende, ma destinata come tutte le novità, a diminuire di prezzo nel corso degli anni. Ricordiamo che stiamo parlando di una macchina digitale, che per dimensioni strutturali, qualità e produttività è di fatto paragonabile a una macchina offset tradizionale.

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