Nello stabilimento alle porte di Roma, un investimento di 11 milioni di euro per l’espansione della capacità di realizzazione di soluzioni di packaging in cartone ondulato e display stampati ad altissima qualità per rispondere alle esigenze di un mercato in crescita sempre più esigente. Si apre una nuova era per lo stabilimento Smurfit Westrock di Anzio. Alla presenza del top management della multinazionale del packaging a base carta, è stata inaugurata nei mesi scorsi una nuova linea di produzione di ultima generazione. Si tratta di una fustellatrice piana Mastercut 2.1 6 colori, prodotta dal Gruppo Bobst, che rappresenta lo stato dell’arte tra i macchinari per l’industria del packaging: ha una luce macchina di oltre 2 metri, ha livelli di produttività oraria altissimi, assicura target di qualità al top della gamma e può stampare fino a sei colori ad altissima qualità.

“Si tratta di un investimento rilevante, fra i più significativi realizzati in questi ultimi anni nel nostro Paese – spiega Gianluca Castellini, CEO di Smurfit
Westrock Italia. Con oltre 11 milioni di euro, garantiamo allo stabilimento di Anzio l’apertura verso nuovi mercati, settori in cui la qualità di stampa non è solo un dettaglio ma un elemento strategico del brand. E la decisione del Gruppo di destinare un investimento così importante a un plant italiano è un ottimo segnale per la nostra azienda, che va ad aggiungersi a un nuovo ondulatore, cuore del processo produttivo, inaugurato pochi anni fa nello stesso stabilimento”.
I vantaggi
La nuova macchina porterà a un incremento di capacità produttiva di oltre 20 milioni di metri quadri, con una crescita della produttività oraria di oltre il 20%, che verrà velocemente saturata tanto che è previsto a breve il lavoro su tre turni. Anche dal punto di vista della sostenibilità, i vantaggi sono notevoli: minori consumi pur di fronte a più alte performance, uso di inchiostri ad acqua sebbene ad altissima resa, ottimizzazione degli scarti grazie all’uso di telecamere di precisione inserite all’interno della fustellatrice che, tuttavia, anche se ridotti, rientrano nel processo di produzione come materia riciclata. Smurfit Westrock rappresenta, infatti, un esempio concreto di economia circolare, dove i residui delle lavorazioni diventano nuova materia prima grazie agli impianti di riciclo presenti sul territorio.
Tra i settori che utilizzeranno la nuova macchina, i clienti di aziende alimentari leader in Europa (in particolare nell’ambito della frutta secca) e di personal care, che richiedono packaging e display di alto impatto estetico e funzionale in mercati sempre più affollati di proposte. In particolare, Il mercato delle soluzioni Shelf Ready Packaging e in patinato mostrano forti trend di crescita iniziando a interessare sempre di più anche settori food come la pasta fresca e il caseario che negli ultimi anni proponevano soluzioni tradizionali e utilizzavano materiali plastici. La nuova linea rappresenta così una risposta moderna, ma soprattutto sostenibile ed efficiente, in grado di preparare i nostri clienti ad affrontare con efficacia le sfide che devono affrontare sia a livello competitivo sia rispettando i nuovi regolamenti europei.
All’inaugurazione hanno partecipato oltre 100 ospiti fra clienti attuali e prospect, oltre ai fornitori che hanno contribuito alla realizzazione, tra cui Bobst, Emmepi Group, New Aerodinamica, Koenig&Bauer Celmacch, Quantum Corrugated e BCM. Un’opportunità per scoprire da vicino le nuove soluzioni produttive e rafforzare le relazioni che sostengono la crescita e il percorso di innovazione di Smurfit Westrock di Anzio, a dimostrazione di un modo di operare basato sulla condivisione dove customer e supplier lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune: soddisfare le esigenze di tutti gli stakeholders, nel pieno rispetto delle persone e dell’ambiente.

Il sito di Anzio
Il plant alle porte di Roma nasce nel 1971 come Vosa, azienda specializzata in origine in Vetri per Orologi Speciali e Affini; nel 1989 passa agli irlandesi della Jefferson Smurfit, realtà che nel 2005 si fonderà con il suo maggior concorrente mondiale, l’olandese Kappa, per poi unirsi due anni fa all’americana WestRock dando vita al maggior gruppo al mondo nel settore del packaging a base carta con oltre 100 mila dipendenti e un fatturato di 32 miliardi di dollari.
Il sito di Anzio occupa una superficie totale di 70.000 mq, compresa la parte coperta di 19.000 mq e il magazzino materie prime di circa 2.000 mq. costruito in piena pandemia. Dispone inoltre di una business unit dedicata ai display che parte dalla lavorazione delle bobine di carta per arrivare al finissaggio finale. All’interno del sito è attivo il Laboratorio Qualità certificato dall’Istituto Lucense, uno dei più autorevoli in Italia. Circa 120 i dipendenti e oltre 300 le aziende clienti che vanno dalle più grandi multinazionali del settore food&beverage ed health&beauty alle piccole realtà locali, grazie alla flessibilità produttiva e a una capacità di lavorare su tre turni.

A tu per tu con Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia
L’investimento di Anzio arriva in un momento in cui il packaging in cartone ondulato sta vivendo una forte trasformazione. Quali sono, secondo lei, i segmenti di mercato con il maggiore potenziale di crescita nei prossimi anni e su quali Smurfit Westrock intende puntare maggiormente?
“Il packaging è diventato negli ultimi anni un elemento strategico per diversi settori, un elemento che sempre più diventa decisivo anche per orientare la scelta del consumatore verso un brand o un altro. Sicuramente i settori del food&beverage e della detergenza sono destinati a segnare la maggiore crescita, anche perché sono i comparti dove c’è un maggiore affollamento di brand e quindi il packaging diventa elemento che concorre a rendere distintivo un prodotto. Insieme agli imballaggi, affiancherei anche gli espositori e le isole espositive per la GDO realizzate dalle nostre Divisioni Display che vedono anch’esse una evoluzione. I nostri eco-designer, infatti, riescono a progettarle senza l’uso di colle o ganci in materiale plastico rendendo questi prodotti a minimo impatto ambientale”.
La nuova linea combina alta qualità di stampa, produttività e sostenibilità. Quanto è diventato importante, per i clienti, trovare un unico partner capace di coniugare prestazioni performance estetiche, efficienza produttiva e rispetto dei nuovi requisiti normativi europei?
“Quanto più il packaging diventa leva di marketing ed elemento distintivo nell’ambito di un’offerta di prodotti sempre più ampia, tanto più le aziende cercano partner capaci di coniugare funzionalità ed efficienza, sostenibilità ed efficacia comunicativa. Se a questo aggiungiamo l’obbligo di rispettare quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, diventa strategico per le imprese affidarsi a chi si pone come un consulente oltre che un produttore di imballaggi. Questo permette di contare su una integrazione di competenze specifiche di eco-design e su strumenti di analisi della supply chain del cliente per definire la soluzione più adatta, oltre alla capacità di saper rispondere agli obblighi di legge”.
Con questo investimento e con il nuovo ondulatore già presente nello stabilimento, Anzio sembra destinato a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo all’interno del network italiano di Smurfit Westrock. Qual è la vostra visione per il futuro di questo sito e quali ulteriori sviluppi potrebbero interessarlo?
“Anzio rappresenta un polo strategico per servire la clientela dell’area centro-sud e non dimentichiamo che lo stabilimento ospita la seconda divisione dedicata ai display, l’altra è presente nel plant di Mantova. Grazie a questo investimento, alle migliori e maggiori performance che offre la nuova macchina, possiamo rispondere alle esigenze dei clienti ancora meglio, migliorando in termini di qualità e riduzione dei tempi. In questo modo affermiamo il nostro ruolo di leader nel nostro Paese coprendo l’intero territorio italiano”.




















