Lombardi lancia Astra, il nuovo modulo inkjet sviluppato internamente, per la stampa ibrida a banda stretta

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Da sinistra Enrico Gandolfi, Direttore Vendite Italia di Lombardi Converting Machinery, con Lorenzo Lombardi, Amministratore Delegato

È stato uno degli stand più animati, e quindi frequentati dell’ultima edizione di Print4All, vuoi perché uno dei pochi con una macchina da stampa in funzione, ma anche e soprattutto per l’idea di format innovativa messa in campo da Nicola Lombardi, marketing manager dell’azienda bresciana, e protagonista di numerose interviste nel suo salottino in fiera coi protagonisti della nostra industria. Ma al di là della forma, che è comunque importante, è la sostanza della presenza di Lombardi che ha colpito nel segno, con il focus sul nuovo modulo di stampa inkjet Astra, la vera novità portata in fiera e inserita in linea con il modulo Digistar.
Con questa soluzione Lombardi si lancia in solitaria anche nell’avventura inkjet, in passato affrontata con partner esterni, mentre ora, come sottolinea Nicola “l’idea è di avere tutto il know-how nelle nostre mani, una garanzia di qualità secondo i nostri standard, non solo nella costruzione del modulo, ma anche garanzia di un servizio tempestivo verso i nostri clienti, ai quali preferiamo rispondere direttamente, secondo le nostre modalità e standard e senza dover dipendere da nessuno”.

Astra, che può essere previsto come modulo stand alone o in linea, è disponibile nei formati 330, 430, 530 e 600 mm, con una larghezza massima del supporto di 620 mm, puntando chiaramente anche al mercato dell’imballaggio flessibile.
Questa è una proposta interessante poiché ci sono già diverse macchine da stampa ibride che coprono lo spazio delle etichette, ma non c’è molta concorrenza nell’area di mercato di fascia media da 620 mm di larghezza, dove Lombardi ha già macchine da stampa flessografiche nella sua gamma. Astra è equipaggiata con testine di stampa Fujifilm Dimatix SG600, ciascuna con una larghezza di stampa di 65 mm, dotate di ricircolo completo proprio oltre gli ugelli. Non capisco cosa vuol dire

La versione esposta a Milano era la 330mm con cinque teste per ogni colore, ma può essere configurata con un massimo di otto colori, inclusi CMYK più arancione, verde e viola oltre al bianco. Astra utilizza inchiostro UV con spillatura dopo le testine ciano, magenta e giallo per trattenere i punti e un LED finale che polimerizza immediatamente dopo la testina di stampa nera. Un altro aspetto interessante, da non sottovalutare quando si parla di stampa digitale è il fatto che questo è un modulo aperto per quanto riguarda l’impiego degli inchiostri, utilizzando diversi marchi presenti sul mercato.

“Per noi la fiera di Milano è stato un punto di ripartenza importante, abbiamo raccolto grande interesse, siglato il contratto per la vendita di una macchina, incontrato clienti storici ma anche nuove aziende, che ci danno ulteriore carica per continuare a investire e sviluppare soluzioni per il mercato delle etichette e dell’imballaggio flessibile”, conclude Nicola Lombardi.