Gipea e il futuro del settore

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Emilio Albertini, Presidente Assografici

Lo scorso ottobre Gipea ha organizzato un webinar che si è aperto con l’intervento del Presidente di Assografici Emilio Albertini, che ha delineato un primo quadro relativo all’impatto della pandemia sul settore dell’industria grafica. I numeri del primo semestre del 2020 rivelano come il settore, sebbene non sia tra i più colpiti dalla crisi, sia stato interessato da un andamento negativo nel primo semestre 2020, con un calo del fatturato pari a -4,5% e un calo della produzione totale pari a -3,3%.

Elisabetta Brambilla, Presidente Gipea (foto del congresso di Milano 2019)

Alla Presidente Gipea Elisabetta Brambilla il compito di ampliare l’analisi dello scenario macroeconomico e tracciare una sintesi dei dati raccolti tramite un’indagine interna di Assografici nei primi mesi del lockdown. Dalla ricerca è emerso che durante le settimane di lockdown si è registrato un calo della produzione pari al 37% per il comparto grafico e del 13% per la cartotecnica trasformatrice. Questi numeri si sono tradotti in perdite economiche rispettivamente pari a 1.158 milioni di euro e a 418 milioni di euro.
Durante questi difficili mesi, sono proseguite le attività del Direttivo a sostegno delle aziende associate. Cruciale l’attività di lobbying, che ha portato all’inclusione dei codici Ateco delle imprese del settore tra le attività riconosciute come essenziali. Questo ha permesso di dare continuità alle attività lavorative, senza dover fermare la produzione.
Gipea ha avviato una partnership con il Politecnico di Torino, il quale ha lanciato un nuovo master di eco-packaging design. L’associazione si è impegnata a sponsorizzare una tesi sul mondo delle etichette autoadesive, offrire stage agli studenti, fornire al Politecnico interventi di docenza, seminari o testimonianze nell’ambito delle attività didattiche del master e ospitare la presentazione della tesi in un evento Gipea.

La formazione
Tutti i soci Gipea possono partecipare alle attività formative di Assografici. In particolare, sono stati attivati corsi ITS dislocati in 3 sedi:
– ITS Academy cartario cartotecnico Verona: Percorso biennale di formazione tecnica specializzata per “Tecnico Superiore per l’Innovazione dei processi e prodotti nell’industria della carta e del packaging sostenibile”, destinato ad allievi provenienti anche dalle stesse aziende sostenitrici del corso.
– ITS Paper 19 – Academy cartario, cartotecnico e meccanico Lucca: Percorso biennale di prossimo avvio per la formazione di figure tecniche per l’innovazione dei processi nella costruzione dei macchinari per carta tissue.
– ITS Academy Stampa & Packaging Milano: Nuovo corso di packaging che formerà dei Packaging Specialist con competenze polivalenti, in grado di gestire processi di area tecnico-produttiva e processi di area tecnico-commerciale.

Tra le novità in ambito formativo anche il Corso di Alta Formazione DESI – Design e Sostenibilità Imballaggi, un percorso linea con la crescente esigenza di rendere le aziende e la produzione sempre più sostenibili, limitandone l’impatto ambientale. Il corso, organizzato da Assografici, ENIPG e Fondazione Democenter, con il supporto tecnico scientifico di docenti universitari e professionisti, mira alla formazione di figure professionali che sappiano abbinare alta specializzazione, conoscenze tecniche di materiali e tecnologie a capacità progettuali orientate all’innovazione e al cambiamento dell’industria cartotecnica e del packaging.
A livello federativo è stato inoltre avviato il progetto “Sostenibilità e circolarità nella value chain: come promuoverle e comunicarle?”, volto a fornire alle aziende linee guida di settore e un tool set operativo utile a misurare e raccontare la propria attenzione al tema della sostenibilità e dell’economia circolare. Attraverso il progetto è possibile consolidare la propria reputazione sul mercato e accedere a credito e a finanziamenti sostenibili (criteri Environment Social e Governance).

Uno sguardo al futuro
L’evento è proseguito con un intervento dell’economista, divulgatore e docente Fadi Hassan volto ad analizzare gli scenari macroeconomici e il panorama italiano dei mesi appena trascorsi, con previsioni per il futuro prossimo.Dall’analisi è emerso come il lockdown abbia dato origine a uno scenario di crisi differente da tutti i precedenti: a causa delle restrizioni, si è verificato non solo uno shock della domanda, ma anche dell’offerta. In Italia, il principale canale di trasmissione degli effetti della pandemia all’attività di impresa è risultato essere il calo della domanda, sia estera, sia nazionale.
Gli impatti sono ricaduti prevalentemente sulle politiche del personale, con una riduzione della forza lavoro, il ricorso alla cassa integrazione e allo smart working. Si è frequentemente optato per la dilazione dei pagamenti, mentre si è ricorso in maniera secondaria a una variazione dei prezzi.
Le previsioni per il commercio mondiale indicano un calo a fine 2020 poco oltre il 9%, che però riflette un trend che era già in atto da alcuni anni, dovuto prevalentemente alle tensioni tra Cina e Stati Uniti.
In Italia, questo processo di rallentamento è dovuto fondamentalmente a un calo della produttività, che di fatto ha smesso di crescere dal 1995. L’andamento del Total Factor Productivity (TFP) in Italia è stato fortemente influenzato dall’incapacità di evolvere e innovare: il modello virtuoso che negli anni Settanta era un modello per tutto il mondo, a partire dalla metà degli anni Novanta ha smesso di essere efficace, ma l’industria italiana non ha saputo rispondere con proattività alla rivoluzione tecnologica in corso.