lunedì, Agosto 8, 2022
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Dalla partnership fra Scatolificio Ceriana, Carminati & Guizzardi, Xsys Italia è nato il miglior lavoro di stampa flexo su cartone ondulato kraft in Europa

Se due indizi fanno una prova, l’ultimo straordinario successo di Scatolificio Ceriana al Best In Show FTA Europe Diamon Awards, è la testimonianza che il percorso di qualità sviluppato insieme ai partner Carminati&Guizzardi e Xsys Italia, è la base per ottenere risultati importanti, ripetibili nel tempo e di alta qualità

Una vittoria meritata, quella ottenuta dallo Scatolificio Ceriana di Pescantina (Vr) all’ultima edizione degli FTA Europe Diamon Awards, dove l’azienda gestita dai fratelli Giovanni e Marco Barichello, con una sessantina di collaboratori, ha ottenuto il primo posto nella categoria “Corrugated Post Print, Uncoated” ma soprattutto con grande stupore ma altrettanta felicità, si è aggiudicato il Best in Show, che premia l’eccellenza della stampa flexo fra tutte le categorie in gara.

Da sinistra Roberto Malagù (Xsys Italia), Carlo Carminati (Carminati & Guizzardi) e Giovanni Barichello (Scatolificio Ceriana)

Un riconoscimento della qualità di stampa a livello europeo, che però non arriva per caso, tutt’altro, ma è il frutto di un percorso avviato tempo fa e che ha visto la collaborazione fondamentale della prestampa Carminati & Guizzardi e del fornitore di tecnologie e lastre Xsys Italia.

“Per noi la qualità non è frutto di casualità bensì di un percorso strutturato, sul quale abbiamo sempre creduto e investito, chiedendo ai nostri fornitori di seguirci in quello che è un miglioramento continuo, e che per questo motivo è sempre in evoluzione”, esordisce Giovanni Barichello – “tempestività, qualità e servizio sono i punti cardine della nostra azienda, e i clienti ci scelgono proprio per questo. Uno dei nostri cavalli di battaglia è inoltre la macchinabilità delle nostre scatole, progettate e costruite con grande attenzione in ogni fase, non solo di stampa e converting, ma considerando anche le successive operazioni di confezionamento presso i clienti, dove le macchine automatiche non devono mai fermarsi. Tutte queste caratteristiche fanno si che chi si affida allo Scatolificio Ceriana possa dormire sonni tranquilli coi nostri prodotti, e questo ci viene anche riconosciuto sul mercato, dove il prezzo della scatola non diventa l’unico elemento discriminante nella scelta di affidarsi a noi”, aggiunge Giovanni Barichello.

Sistema di produzione collaudato e garanzia di alta qualità

Il team dello Scatolificio Ceriana in posa con il lavoro premiato come Best in Show agli FTA Europe Diamond Awards

Per chi come lo Scatolificio Ceriana, il punto di riferimento della qualità di stampa è la offset, reparto che tra l’altro in passato era presente in azienda, è evidente che un processo di produzione sempre più standardizzato è un obiettivo da considerarsi di primaria importanza. Non si può più accettare di lasciare al caso la buona riuscita di un lavoro, alla manualità dell’operatore, o al colpo di fortuna, che a volte può anche capitare. Tutti fattori che concorrono alla produzione devono giocare il loro ruolo ma all’interno di un sistema di squadra. Tutto deve essere al top, dal progetto grafico di partenza fino all’ultima fase di produzione, passando per le tecnologie di stampa e trasformazione, gli impianti stampa. “Con il service Carminati & Guizzardi collaboriamo da anni, e siamo estremamente soddisfatti. Loro sono molto attivi nella ricerca & sviluppo, sicuramente all’avanguardia della tecnologia, ma soprattutto con un know-how specifico che a nostro avviso non ha eguali sui lavori di alta qualità. Insieme abbiamo effettuato, e continueremo a farlo, numerosi test di stampa per arrivare a perfezionare la messa a punto degli impianti stampa sulle nostre macchine di produzione,  Non dimentichiamo mai l’aspetto umano, per noi assolutamente strategico, con professionalità di prim’ordine che svolgono il loro lavoro con grande passione. Tornati in azienda col premio europeo, abbiamo voluto immediatamente organizzare momento di festa al nostro interno per condividere con tutti i nostri collaboratori l’importante traguardo raggiunto”, dice ancora Barichello.

Una scatola complessa e vincente!
La scatola premiata è particolarmente grande visto che deve contenere le barre portabici da montare sul tetto dell’auto, costituita da un unico foglio di cartone ondulato non patinato, stampato, e fustellato in un unico passaggio sul fustellatore rotativo Gopfert High Board Line 6 colori dello Scatolificio Ceriana. Particolarmente apprezzato dalla giuria è stato il registro di stampa perfetto, grafica pulitissima, con una grande resa nonostante un supporto che non è così facile da stampare, poco planare, estremamente assorbente. “Abbiamo presentato dei lavori anche nella categoria cartone patinato, ma oggi senza peccare di presunzione, pensiamo che il nostro livello qualitativo sul cartone ondulato kraft sia da posizionarsi in fascia alta e siamo felici che la giuria lo abbia notato”, dice Giovanni Barichello.

In azienda è presente anche un casemaker, sempre Gopfert ad alta definizione, 7 colori, equipaggiato con gli stessi anilox e la stessa configurazione dell’altra macchina, così da poter garantire la stessa qualità al cliente, indipendentemente dalla macchina utilizzata. Un aspetto emerso durante la visita allo Scatolificio Ceriana è stato che molti clienti, soprattutto nel settore vitivinicolo, quindi tradizionalmente abituati alla stampa offset accoppiata poi al cartone, adesso sono i primi a spingere e richiedere la stampa delle loro scatole in flexo, a testimonianza del livello di qualità raggiunto, e a conti fatti, con un risparmio finale nel prezzo della scatola, questo nonostante il costo degli impianti stampa sia sicuramente superiore rispetto alla offset, ma a fronte di lunghe tirature, o lotti ripetitivi, l’ammortamento è garantito e la flexo diventa competitiva, già a partire da 5000 pezzi.

Da sinistra: Cristian Marchesini (Xsys Italia), Luigi Volpi (Carminati & Guizzardi) con Roberto Malagù e Carlo Carminati

Carminati & Guizzardi, più di un service
La collaborazione fra Scatolificio Ceriana e il service di lastre flexo Carminati & Guizzardi è alla base del riconoscimento ottenuto e frutto di una partnership che vede le due aziende collaborare nella ricerca & sviluppo di nuove soluzioni. “Colgo l’occasione per ringraziare Marco e Giovanni Barichello perché quando ho bisogno di testare i nostri impianti, sui quali investiamo molto in ricerca & sviluppo, sono sempre disponibili nel metterci a disposizione le loro macchine da stampa, affiancandoci in questo percorso di ricerca, aiutandoci a crescere”, ci racconta Carlo Carminati titolare del service flexo di Antegnate (Bg), che ha appena installato il nuovo impianto Xsys ThermoFlexX Catena WDLS 80 per il lavaggio e il finissaggio dei fotopolimeri flexo, caratterizzato da un innovativo sistema di pulizia delle microcelle delle lastre che si traduce in una stampa più nitida, pulita, di qualità. Ricerca & Sviluppo fanno parte del dna di questo service da sempre, così come anche una certa dose di coraggio e voglia di accettare nuove sfide, non solo dai clienti, ma anche provenienti dai partner, proprio come avvenuto nel caso di Xsys Italia. “L’azzardo in questo caso è stato quello di essere stati i primi a credere nelle potenzialità di questa tecnologia, che ci è piaciuta fin da subito, ma per la quale avevamo il timore di non essere seguiti nel post vendita, al di là del supporto di Cristian Marchesini, Technical service and sales support Xsys Italia che è sempre stato eccellente in ogni suo intervento. Devo dire che a oggi il servizio di assistenza remota è molto efficiente e ci sentiamo supportati in maniera tempestiva. Ho particolarmente apprezzato il software che gestisce l’impianto, particolarmente evoluto, e la disponibilità di Xsys di modificare anche alcuni pezzi meccanici per venire incontro alle nostre esigenze e fornirci un impianto su misura secondo le nostre esigenze”, dice Carlo Carminati, preannunciando un possibile secondo investimento di un impianto gemello a quello appena installato, e non solo.

Il ThermoflexX Catena WDLS 80 scelto da Carminati & Guizzardi
“Xsys si pone come fornitore globale per tutti i settori del packaging, dal flessibile al cartone, ed è l’unico player a livello mondiale a produrre sia gli impianti di produzione delle lastre che i fotopolimeri, e il nostro focus è quello di offrire ai nostri clienti la qualità costante e ripetibile, con un laboratorio di R&D molto attivo. Siamo felici delle prospettive di crescita con clienti importanti come Carminati & Guizzardi dove è possibile portare avanti un percorso di qualità per una crescita reciproca”, dice Roberto Malagù, Sales Manager di Xsys Italia, che sotto i brand in cui nel passato l’attuale Xsys operava, ha sempre collaborato con Carminati & Guizzardi, azienda con la quale è stato di fatto siglato il primo contratto di vendita in Italia per l’impianto WDLS, comprendente anche la fornitura di prodotti di consumo che coprirà interamente il fabbisogno del service bergamasco, per una collaborazione totale anche a livello di service sia italiano che europeo, e che dovrebbe rappresentare la base per ulteriori sviluppi.

“ThermoflexX Catena WDLS, composto da lavaggio, forno, finissaggio e stacker, rappresenta la sintesi del processo di integrazione dei vari anelli del processo produttivo della lastra flessografica, con l’obiettivo di automatizzare il processo, riducendo l’intervento dell’operatore per garantire il massimo della produttività”, interviene Cristian Marchesini che si è occupato dell’installazione dell’impianto. L’impianto scelto da Carminati & Guizzardi permette il lavaggio, l’asciugatura, il finissaggio e il riposo della lastra tutto in maniera automatica, dove l’unico intervento dell’operatore è appoggiare la lastra sul tappeto di ingresso, senza necessità di punzonarla esternamente, grazie a un sistema di perforazione interno 3 pinbars ne garantiscono la movimentazione in modalità continua. Le pinbars alla fine del processo tornano in posizione iniziale in maniera automatica e senza necessità di interventi di manutenzione. La sviluppatrice, completamente chiusa, favorisce un ambiente di lavoro pulito senza rilascio di fumi, e agganciato al sistema di lavaggio (W-washer) troviamo la parte DLS che permette di asciugare, finissare e stoccare le lastre, nella versione scelta da Carminati & Guizzardi dotata di 14 cassetti, vengono processate fino a 14 lastre contemporaneamente (10 nei forni e 4 in riposo). La macchina è totalmente 4.0, collegata in remoto per l’assistenza ed eventuali aggiornamenti software, e gran parte degli interventi vengono previsti ed eseguiti direttamente dal servizio di assistenza della casa madre in Belgio.

Imbal Carton S.r.l. continua a crescere sostenuta dall’approccio manageriale, dal nuovo software gestionale Packway e  dalla consulenza tecnica di B+B International S.r.l.

La cultura manageriale come elemento essenziale per sostenere la crescita di un’azienda di packaging e l’importanza di utilizzare un software gestionale completo, specifico e integrato come Packway per poter ottenere un controllo di gestione strategico e delle analisi direzionali in chiave proattiva

Lo stabilimento di Imbal Carton a Drizzona (CR)

Imbal Carton S.r.l. nasce nel 1967 come scatolificio a Prevalle, cresce moderatamente fino alla fine degli anni 80, ma è negli anni 90 che inizia il suo sviluppo in modo rilevante, sia per linee interne che esterne.
Sull’onda dell’entusiasmo, alimentato dalla piena fiducia dei clienti e dal desiderio di innovazione, è stato attuato un piano di espansione che nell’arco di pochi anni si è concretizzato in una serie di acquisizioni, portando in dote volumi, know-how, competenze ed esperienze.
Oggi Imbal Carton è una grande realtà imprenditoriale, opera nel settore degli imballaggi in cartone ondulato con 3 società che contano oltre 150 persone tra dipendenti e collaboratori. Ogni anno l’azienda soddisfa più di 1.000 clienti, con un totale di circa 22.000 commesse e una prospettiva di fatturato 2022 di 70 milioni di €uro.
Le sedi del Gruppo si trovano a Prevalle (Brescia), Drizzona (Cremona) e Spini di Gardolo (Trento), impegnando un’area complessiva di oltre 90.000 mq.
Tutti gli stabilimenti si avvalgono delle tecnologie più moderne, con sistemi automatici di controllo e supervisione. Particolare attenzione, lungo l’intera filiera produttiva, è rivolta al controllo qualità, alla tutela della salute nel luogo di lavoro e alla salvaguardia dell’ambiente.
La missione aziendale è di impegnarsi a incrementare costantemente la soddisfazione dei propri clienti, azionisti, dipendenti, collaboratori e concretizza tale impegno diversificando i prodotti e innovando i processi, garantendo il miglior servizio al cliente e un ambiente di lavoro sicuro e motivante.

Michele Lancellotti, Ceo di Imbal Carton

A tu per tu con il Dott. Michele Lancellotti, Presidente e Amministratore Delegato di Imbal Carton S.r.l.

Quali sono i prodotti offerti al mercato?
“Imbal Carton è considerata una realtà industriale di eccellenza, caratterizzata da processi produttivi fortemente orientati all’innovazione grazie a un’intensa attività di ricerca e sviluppo. Il Gruppo ha da sempre considerato la qualità come uno dei suoi punti di forza, realizza prodotti e servizi che anticipano e soddisfano le necessità dei propri clienti.
L’azienda dispone di una squadra dedicata che, attraverso un efficiente sistema di controllo, garantisce che ogni singolo prodotto realizzato rispetti le specifiche tecniche richieste dal cliente.  Anche i fornitori vengono selezionati e valutati in base alla loro capacità di fornire dei prodotti/servizi rispondenti agli standard qualitativi definiti dal Gruppo.
I settori serviti sono alimentare, ortofrutta, arredamento, illuminazione, idrotermosanitario, tessile, cosmesi, farmaceutico, meccanica e automotive mentre i prodotti offerti sono scatole americane, scatole fustellate stese e incollate, plateaux montati, vassoi fustellati, twin box, scatole per bottiglie di vino, astucci e scatole stampate in offset, espositori da banco ed espositori da terra stampati in flexo, offset e digitale.
La qualità è assicurata in tutte le fasi del ciclo produttivo con interventi volti al miglioramento continuo.
Le certificazioni raggiunte sono ISO 9001:2015 Sistema di gestione per la qualità, ISO 14001:2015 Sistema di gestione ambientale, ISO 45001:2018 Sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro, Certificazione FSC Forest Stewartship Council richiesta dalla maggior parte dei clienti”.

L’importanza della partnership strategica con Progroup
“Dal 2018, Imbal Carton e Progroup Board hanno iniziato una fruttuosa collaborazione, che garantisce imballi sempre più green, sempre più performanti e prodotti per l’80% con carta riciclata e solo per il 20% con carta prodotta da fibre vergini. Per la prima volta in Italia, uno scatolificio puro come Imbal Carton ha unito le forze con un produttore puro di carta e cartone ondulato, leader in Europa per produttività e ricerca & sviluppo.
Il 05 marzo 2018 Progroup Board ha avviato un ondulatore BHS 2.8 presso il nostro sito produttivo di Drizzona, dando vita a una partnership industriale innovativa.
Questo modello, denominato da Progroup “Packaging Park Model II”, consente di massimizzare le sinergie e di creare prodotti che rispondano in maniera sempre più innovativa alle esigenze del mercato.
I vantaggi derivanti dalla partnership con Progroup sono l’incremento delle performance delle scatole in termini di BCT, l’incremento degli standard qualitativi in termini di ECT a parità di grammature, l’azzeramento dei costi logistici tra produttore di foglio e azienda produttrice di imballaggi, la riduzione delle emissioni di CO2 del 20%, il miglioramento della stampabilità del cartone ondulato, l’incremento della produttività, l’ottimizzazione dei volumi di trasporto e riduzione dei tempi di consegna, nonché la riduzione della base imponibile per la tassa Comieco.
Grazie a questa partnership Imbal Carton produce packaging utilizzando carta con nuovi profili di onde e grammatura più leggera. Tale approccio produttivo consente la produzione di imballaggi più performanti a parità di utilizzo di carta, maggiore tempestività e velocità nelle consegne, efficienza produttiva e la riduzione del volume occupato a parità del numero di scatole”.

Da destra: Michele Lancellotti, Davide Dal Col, Andrea Farina, Matteo Saponi

Come si è sviluppata negli anni la relazione tra Imbal Carton e B+B International?
“La relazione tra Imbal Carton e B+B è nata circa 20 anni fa, abbiamo conosciuto B+B presso una fiera di settore e alcune referenze ci dicevano che era un’azienda che si stava affermando nel mercato. Noi di Imbal Carton abbiamo l’ambizione di essere al passo coi tempi e non potevamo non conoscere di più B+B per capire quale fosse la loro offerta. I primi incontri sono stati conoscitivi e hanno consentito di instaurare un rapporto di stima e fiducia reciproca. Dopodiché nel 2015 abbiamo ritenuto opportuno avviare un nuovo reparto, un ufficio tecnico di progettazione e campionatura interno a sostegno del team commerciale per poter servire al meglio i clienti.
Avevamo deciso di inserire un plotter da taglio per campionature e mini-produzioni di ultima generazione, dopo un’indagine di mercato abbiamo acquistato da B+B un Kongsberg XP44 insieme al software di progettazione ArtiosCAD perché abbiamo ritenuto che fosse l’azienda più qualificata sia in termini di prodotto che di competenza tecnica. Abbiamo ricevuto da B+B il supporto necessario per far partire il reparto che si è rivelato davvero strategico, molto produttivo ed efficace.
Ricordo un nostro evento commerciale fatto con la presenza dei nostri migliori clienti per presentare i nuovi uffici di Prevalle e comunicare loro la novità del reparto di prototipazione, in cui Davide Dal Col ci aiutò e supportò nel far comprendere l’importanza del nostro progetto e della nostra strategia aziendale: questo ci ha aiutato molto e ha aumentato la nostra credibilità.
Successivamente è stato installato il Software Artios CAD, ì-Cut Suite e un plotter Kongsberg C64 nella sede di Trento, mentre a breve effettueremo una nuova installazione anche presso la sede di Drizzona.
A inizio 2020 abbiamo visitato B+B nella sede di Montebelluna, trovando un’azienda strutturata, in crescita, determinata, che crede in valori che sono anche i nostri, con molta ambizione ma anche una certa umiltà nell’approccio.
A giugno 2020 il rapporto si è ulteriormente consolidato, abbiamo deciso di effettuare delle importanti innovazioni anche in ambito gestionale avviando il processo di installazione del nuovo software Packway, ovvero un nuovo sistema di coordinamento e controllo di tutte le funzioni aziendali, CRM e gestione ufficio tecnico, schede tecniche, preventivi e ordini, acquisti, pianificazione della produzione, rilevazione dati da bordo macchina, logistica e magazzino, spedizioni e contabilità generale. A oggi possiamo affermare che B+B è uno dei nostri partner strategici più importanti”.

Come è stata gestita la crescita aziendale e quali sono state le motivazioni che via hanno portato a inserire il software gestionale Packway?
“Crescendo di circa il 15 – 20% l’anno, la sfida per il management è ardua e per questo l’azienda fa leva sulle figure chiave, gli esponenti della famiglia che possiede il capitale, nuovi inserimenti di persone molto qualificate e anche risorse arrivate grazie alle acquisizioni, che portano in seno non solo fatturato ma soprattutto competenze. Siamo consapevoli che dobbiamo continuare a rafforzare il nostro middle management, pensiamo infatti di dover crescere di dieci risorse su base annua. Per affiancare il management però è necessario avere gli strumenti appropriati e una metodologia precisa.
A eccezione di alcune nicchie, dobbiamo ricordare che il nostro prodotto è una commodity, facilmente copiabile, per questo per vincere si deve puntare sulla efficienza e l’efficienza passa dal controllo dei costi, dal controllo di gestione e da un software che supporta l’intera azienda in chiave strategica. Tutto ciò deve permeare la mentalità aziendale, la cultura e l’anima dell’impresa.
Fra le tre alternative analizzate abbiamo scelto B+B per la completezza e specificità del software Packway, per le competenze dei loro consulenti in ambito di packaging e per le metodologie applicate durante il piano di avviamento.
È apparso subito molto evidente che i nostri obiettivi di gestione e controllo potevano essere raggiunti primariamente grazie alla Scheda Tecnica di Packway, ovvero la rappresentazione grafica dell’intero flusso di produzione di ogni articolo, la capacità quindi di gestire tutte le materie prime e tutti i centri di lavoro necessari per la produzione di uno o più prodotti, con tutte le variabili del caso come la produzione di articoli realizzati con più materiali e differenti cicli produttivi, mix di soggetti differenti, gestione del lavoro conto terzi, unità di misura differenti e altro.
Gestire la produzione di scatole americane o fustellate è piuttosto semplice, la difficoltà era proprio nel gestire con dovizia di dettaglio tutti gli articoli prodotti dalla nostra azienda, al fine di ottenere un preciso controllo di gestione, al netto di tolleranze determinate da una incompleta o imprecisa distinta base. Tutte queste informazioni sono necessarie per una corretta gestione commerciale, preventivi e ordini, ma anche per l’analisi dei fabbisogni, gli acquisiti, l’entrata merce e la gestione del magazzino materia prima.
L’insieme di tutte le informazioni contenute in questi applicativi, nel momento in cui vengono trasmesse al Pianificatore di Produzione permettono il coordinamento e il controllo totale dell’area produzione. Attraverso la rilevazione dei dati da bordo macchina è possibile conoscere in tempo reale quanto sta avvenendo in fabbrica, consentendo al pianificatore di agire sempre in tempo reale.
Il sistema integrato con la logistica di magazzino permette una tracciabilità per bancale, nonché una puntuale verifica dei magazzini del semi-lavorato e del prodotto finito.
Utilizzando l’applicativo delle spedizioni è possibile ottimizzare i piani di carico e consegna, i quali si integrano direttamente con il sistema contabile eSolver di Sistemi S.p.A., fornito e assistito direttamente da B+B.
Grazie alla minuziosa gestione di tutti i reparti, è stato possibile raggiungere un livello di eccellenza nelle Analisi Direzionali, in poche parole la misurazione e il governo totale dell’azienda, quindi il raggiungimento dell’obiettivo principale. Si può migliorare ciò che si può misurare, è quindi necessario che il sistema sia preciso e in grado di gestire qualsiasi prodotto o processo poiché diversamente il controllo di gestione e le analisi di direzione sarebbero sicuramente falsate da dati non del tutto precisi”.

Com’è stata effettuata tecnicamente l’installazione di Packway?
“L’installazione di Packway ERP risiede in tre server nel Cloud mentre gli applicativi dedicati alla produzione sono fisicamente installati in due Server presso gli stabilimenti produttivi.
Il CRM e la gestione dell’ufficio tecnico di Packway sono delle applicazioni web, permettono il loro utilizzo sia al personale operativo internamente che esternamente all’azienda, mediante pc, mac o dispositivi mobili come smart phone e tablet.
Tutta la produzione è coordinata da un unico Pianificatore di Produzione Packway dipartimentato per i 2 stabilimenti, permettendo un’elevata automazione nell’interscambio di commesse/lavorazioni tra i plant.
La rilevazione dati avviene in tempo reale con i terminali a bordo macchina e interconnessioni 4.0 con tutte le macchine di nuova generazione.
Gestione molto approfondita delle attività effettuate in conto lavorazione e forte sinergia con le aziende terze. Attraverso l’utilizzo di applicativi interni che consentono lo scambio dati in formato elettronico, è stato possibile integrarsi sia con clienti che con fornitori tracciando il singolo bancale.
È opportuno evidenziare l’integrazione sviluppata tra il Pianificatore di produzione Packway con quello di Progroup attraverso il quale è possibile schedulare la trasformazione delle scatole in funzione della data e ora di reale programmazione dell’ondulatore di Progroup.
La logistica e gestione dei magazzini è automatizzata per le materie prime, per i semilavorati e per i prodotti finiti.
I sistemi di reporting, controllo di gestione e analisi direzionali sono centralizzati e basati su Microsoft Power BI, così come la contabilità generale installata con una profilatura multiplant”.

Qual è il valore della trasformazione digitale?
“La conoscenza dei propri dati è importante tanto quanto la qualità del prodotto da consegnare al cliente. Il corretto controllo di gestione, visto in ottica strategica e proattiva, consente di migliorare l’analisi del mercato, dei settori serviti e dei clienti, permettendo di calibrare al meglio la proposta di valore e affrontare decisioni complesse con informazioni qualitative. Gli investimenti effettuati negli ultimi anni hanno accelerato il nostro processo di miglioramento. Tuttavia, è opportuno riconoscere che gli investimenti necessari per realizzare concretamente la trasformazione digitale sono per vari aspetti molto differenti.
L’installazione di un nuovo casemaker richiede molto spazio ed economicamente un investimento assai oneroso, ma a livello di impegno di persone è piuttosto limitato, parliamo infatti di 10, 15 risorse coinvolte.
L’inserimento del nuovo software gestionale ha economicamente un impatto decisamente inferiore a quello di un macchinario mentre invece il coinvolgimento del personale è olistico, nel nostro caso ha coinvolto direttamente e indirettamente tutti i 150 collaboratori dell’azienda.
È opportuno sottolineare che il percorso di cambiamento è stato per vari aspetti piuttosto impattante, in alcuni momenti complesso perché abbiamo dovuto intervenire sull’organizzazione, sul cambio di mansione di alcune risorse, sull’inserimento di nuove persone e sull’abbattimento di procedure consolidate da oltre vent’anni di utilizzo del sistema gestionale precedente.
L’integrazione tra gli uffici e la fabbrica è stata molto forte perché tutti i tasselli devono essere inseriti nella posizione corretta. La quantità di dati a disposizione si è rivelata nettamente maggiore, condicio sine qua non per ottenere quanto desiderato relativamente alle analisi direzionali, ma che a livello operativo richiede uno sforzo a tutti gli operatori. Al fine di agevolare il più possibile il lavoro quotidiano delle persone è stato avviato anche un piano di personalizzazioni che indubbiamente ha portato giovamento sia all’organizzazione Imbal Carton che al software Packway.
Per tali ragioni un progetto di questa natura può essere affrontato solo con il diretto coinvolgimento della direzione aziendale e dei principali utilizzatori. Con Packway attualmente il processo viene gestito a 360° e i risultati raggiunti hanno giustificato gli sforzi e gli investimenti effettuati.
Possiamo infine comunicare che è iniziato l’ampliamento dello stabilimento di Drizzona dove nel corso del prossimo anno verrà installato un nuovo casemaker 4500 introduzione foglio per imballi di grandi dimensioni ed è stato avviato un progetto di Lean Management con una importante società di consulenza specializzata nel settore del cartone ondulato. Indubbiamente, anche per questi nuovi importanti investimenti vi sarà il diretto coinvolgimento della B+B e di Packway”.

 

L’importanza e la forza del colore nel packaging

Michele Bondani, fondatore e titolare di Packaging in Italy

Siamo arrivati alla fine del percorso con Michele Bondani di Packaging in Italy, due anni di articoli dove abbiamo approfondito la conoscenza del mondo del packaging da un punto di vista differente, con preziosi consigli e case-history di successo. Avremo senz’altro modo in futuro di confrontarci nuovamente con Michele e la sua realtà, ma per quest’ultimo contributo su Converter ci focalizzeremo sull’importanza del colore nel packaging e quindi nel processo di vendita

By Andrea Spadini

I codici colore rappresentano un elemento fondamentale da tenere in considerazione quando si progetta un nuovo packaging. Una prima linea di tendenza a guidare l’utilizzo dei colori è legata all’identificazione di una categoria di prodotti, e pensando ad esempio settore alimentare, quando si tratta di prodotti integrali, i colori che ci vengono in mente sono le varie gradazioni del marrone, mentre se si parla di biologico, benessere andremo più sulla linea del verde. L’altro fattore a influenzare e delineare il trend, per quanto riguarda l’utilizzo di un determinato colore, è il successo ottenuto dalle aziende leader all’interno di una specifica categoria, pensiamo ad esempio al famoso blu per quanto riguarda la pasta.
Barilla è stata un’azienda che ha fatto da nave scuola per quanto riguarda la sua categoria, riuscendo a imporre la macchia di colore sugli scaffali dei punti vendita, stimolando molti competitor medio-piccoli a creare situazioni analoghe, una tendenza questa molto in voga negli anni ’70-’80 ma anche ‘90 di replicare il modello di business del leader di mercato, sperando di raccoglierne anche una piccola parte del successo. Se ci pensiamo, dopo il lancio del blu Barilla, la linea di tendenza per la categoria pasta è stata di affidarsi molto al codice colore del blu-azzurro.

 

Osare e pensare differente
“Oggi la tendenza è cambiata, e sono diversi i pastifici che hanno deciso di cambiare il loro modo di approccio al settore, mettendo da parte l’irrefrenabile voglia di copiare il leader di mercato, per proporre una propria idea che consenta loro di posizionarsi all’interno del mercato con una identità ben precisa”, racconta Michele Bondani, ma per fare questo ci vuole sempre una buona dose di coraggio e l’imprenditore è chiamato a superare alcuni pregiudizi e barriere mentali, proprio come fatto ad esempio dalla Milka, nel settore dolciario, con il famoso lilla.

Il codice colore deve essere potente, colpire la mente del consumatore che lo assocerà automaticamente al brand e col tempo si otterrà quell’effetto di massa critica capace di decretare il successo di un prodotto.

“Il codice colore all’interno della categoria è fondamentale e per i prodotti che hanno un tempo limitato di esposizione lo diventa ancor di più. Sto parlando dei prodotti per le ricorrenze, come per esempio il panettone, dove a un iconico colore rosso o blu dei leader di mercato, nel corso degli anni, al fine di distinguersi ci sono stati dei player che hanno azzardato, in netta controtendenza, presentando delle confezioni dove fosse il bianco il colore dominante, con la nobilitazione cartotecnica ad aggiungere valore al packaging attraverso sbalzi e scritte in oro”, aggiunge Bondani.

Sempre in ambito alimentare, nel settore dei biscotti e frollini, il colore viene associato al tipo di prodotto contenuto nelle confezioni, pertanto al color giallo paglierino delle confezioni Mulino Bianco, il consumatore collega automaticamente il colore delle uova, del grano, e questo aspetto è stato ripreso da moltissime private label, compiendo un’azione controintuitiva visto che era già stata proposta dal leader di mercato e che non andrebbe ripetuta. Non a caso le Private Label fanno del prezzo una delle principali leve per attrarre i consumatori.

 

Codice colore e livrea grafica
“Il mio invito è quello di non affidarsi al caso ma di scegliere un partner, e di seguire i consigli del consulente, lasciando da parte la paura e magari costruire un percorso che possa portare l’azienda ad adottare una livrea ben riconoscibile e distintiva sul mercato. Termine molto utilizzato quando si parla di moto, ritengo che si possa parlare di livrea anche in ambito packaging. Mi viene in mente la grafica scelta dal Mulino Spadoni che si è affidato a una livrea in stile regimental, come le cravatte, proponendo un packaging identitario e fortemente riconoscibile, composto non solo dal codice colore ma anche da uno stile grafico. Stesso discorso portato avanti da Proraso nelle schiume da barba, dove il colore verde, che richiama il gusto fresco della menta, è stato proposto anche qui in stile regimental.
Codici colore che poi possono cambiare quando si passa a un’estensione di linea, come nel caso ad esempio dei Brooklyn chewing-gum, con il colore del pacchetto in linea col gusto delle varie referenze confezionate”, dice ancora Bondani.

In sintesi dunque il codice colore comanda la categoria, e la prima problematica da affrontare per l’azienda è di capire in quale categoria posizionarsi, capire il perché si è giunti a un determinato codice colore, avendo poi il coraggio di cambiare, evitando però di cadere nell’errore di proporre un’estensione di linea, ma proseguendo col proprio codice colore e grafica.

Il consumatore è abituato a lasciarsi attirare, per abitudine e forma mentis dai colori, quasi un’attitudine innata, che non può essere ignorata da chi è dall’altra parte.

“Quando scelsi il codice colore per il logo di Packaging in Italy, mi affidai al giallo e nero, un abbinamento che personalmente non mi piace e che evoca un significato di pericolo nei cartelli stradali, ma capace proprio per questo di richiamare l’attenzione dei consumatori e devo dire che ha funzionato. Anche perché poi qualche tempo dopo Sky iniziò a proporre le ultime notizie nel footer dello schermo televisivo proprio con una scritta nera su fondo giallo, a evidenziare l’importanza della news”, conclude Michele Bondani, sottolineando che per un’agenzia grafica è senz’altro molto più semplice appropriarsi di un codice colore non presente in una categoria, ma la vera sfida è quella di intervenire in un segmento dove è già presente un brand leader, con un suo codice colore identitario e quindi riconoscibile, e provare a intraprendere un percorso diverso col proprio prodotto e codice colore, evitando quindi il rischio di copiare il leader di mercato, rafforzandolo.

Colgo l’occasione per ringraziare personalmente Michele Bondani per il percorso che insieme abbiamo costruito in questi due anni, che si è declinata nella pubblicazione di una serie di articoli che resteranno a disposizione dei lettori di Converter sul nostro portale converter.it, approfondimenti molto interessanti che ci hanno permesso di parlare di packaging da un altro punto di vista che non fosse solo quello tecnologico.

Convegno Gifasp (astucci pieghevoli) a Napoli lo scorso 17 e 18 giugno

GIFASP, il Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci Pieghevoli, ha dato appuntamento ai suoi associati il 17 e 18 giugno 2022 a Napoli per il consueto Convegno Nazionale di un settore che ha registrato nell’ultimo anno un incremento produttivo del 6,9%.

L’evento, che ha fatto registrare nuovamente la consueta partecipazione a cui eravamo abituati in tempi pre-covid, è stata un’occasione stimolante e costruttiva per il Gruppo, fatta di relazioni personali e di discussioni sulle tematiche di maggior interesse e attualità per il comparto. Quest’anno il tema del convegno è stato legato alla sostenibilità della filiera del packaging in cartoncino.  I lavori pubblici del Convegno sono stati aperti il pomeriggio di venerdì 17 giugno dal Presidente GIFASP Alessandro Tomassini il quale, dopo gli indirizzi di saluto e la presentazione dei relatori ha lasciato la parola al Cav. Antonio D’Amato, Presidente Group di Seda International Packaging, portatore di un messaggio forte e chiaro rivolto alla politica ambientale europea che, con la Direttiva sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio, rischia di mettere in crisi la virtuosità di quell’economia circolare in cui la filiera italiana della carta è all’avanguardia per circolarità: oltre l’87% del packaging in carta e cartone viene riciclato, in anticipo di 15 anni rispetto ai target europei. A seguire Giorgio Mosseri, Sales Director Region South West Europe di MayrMelnhof Board & Paper, ha presentato il Gruppo MM e la sua strategia in tema di sostenibilità che prevede un programma basato sulle SDGs – Sustainable Development Goals (gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile sanciti dalle Nazioni Unite) nelle seguenti aree: pianeta, persone, prosperità. L’intervento di Elisabetta Bottazzoli, Project Manager della Federazione Carta e Grafica, ha quindi fornito gli ultimi aggiornamenti in merito a FpS-TOOL, lo strumento per rendicontare la sostenibilità sviluppato dalla Federazione Carta e Grafica. In chiusura Mike Turner, Direttore Generale di ECMA, ha riportato la visione del sistema cartotecnico europeo, con un accenno anche ai problemi che si riscontrano nella catena di fornitura, come questa stia cambiando e come riuscirà a sfruttare le opportunità del momento e del prossimo futuro. I lavori pubblici del Convegno sono proseguiti anche nella mattinata di sabato 18 giugno, con una interessante tavola rotonda composta da rappresentanti di cartotecniche, utilizzatori e grande distribuzione organizzata, e moderata dal giornalista Sebastiano Barisoni nella quale si è discusso di sostenibilità declinata per ogni attore lungo la supply chain della filiera cartaria italiana.

Celmacch prosegue con successo il percorso di crescita

Dopo aver concluso il 2021 con un bilancio d’esercizio ampiamente positivo, nel 2022 Celmacch conferma di nuovo il trend di crescita. I risultati di esercizio 2021 dimostrano che l’azienda si è senza dubbio posizionata tra i più importanti player a livello internazionale nel settore della stampa flessografica e dei fustellatori rotativi.

Celmacch oggi è diventata un punto di riferimento nel mercato italiano e non solo, grazie alle cospicue collaborazioni intraprese con i più importanti partner nel campo degli imballaggi in cartone. La realtà Desenzanese nel corso del 2021 ha portato a termine con successo e soddisfazione numerosi progetti, così da essersi guadagnata la fiducia della propria clientela, grazie ad un approccio fortemente customer-oriented che fa leva su 40 anni d’esperienza nel mondo delle macchine per la stampa flessografica ad alta precisione.

Celmacch ha siglato, nel corso del primo semestre del 2022, importanti contratti per un importo sorprendente di oltre 20 milioni di euro, riguardanti sia la vendita di macchine per la stampa flexo HBL che di fustellatori rotativi.

A oggi, l’azienda sta partecipando a importanti progetti di sviluppo geografico internazionale. In particolare, grazie alla partnership consolidata con i più importanti player internazionali, l’azienda ha siglato importanti progetti anche extra europei come per esempio in Marocco.

Un ulteriore obiettivo è quello di ampliare la propria gamma prodotti. Sono in fase di ultimazione due progetti innovativi: una stampatrice HBL per la stampa interna ed esterna, con stampa dall’alto/basso in un singolo passaggio con consegna prevista entro la fine del 2022 e il primo fustellatore rotativo Celmacch dal formato 2800 per la stampa alto-basso previsto per il 2023.

L’azienda è soddisfatta dei risultati sorprendenti degli ultimi anni, che dimostrano il processo di miglioramento in atto. La crescita è sostenuta dal rafforzamento dell’organico aziendale, della struttura organizzativa e dell’attenzione al cliente. Nuove figure professionali si sono unite all’organico per far fronte ai numerosi progetti e sviluppi che l’azienda ha intrapreso e dovrà avviare.
Da oltre quattro decenni Celmacch pone il cliente al centro del proprio processo di sviluppo, grazie ad una spiccata professionalità e un servizio post-vendita puntuale ed accurato.

Primatech: nobilitazione, creatività, abilità e passione

Da sinistra Mauro Brozzi con il figlio Giacomo

Sono questi i tre ‘segreti’ di Primatech, la nota azienda italiana di Perugia, che da anni gode di una posizione di forza nel mercato della cartotecnica, producendo macchine piane per la stampa a caldo di grande formato. Questa azienda a conduzione familiare e la sua squadra sono cresciuti gradualmente, passo dopo passo, sempre con coerenza e forza. La missione dei fratelli Mauro e Stefano Brozzi è produrre macchine altamente funzionali pur essendo facili da usare.

Primatech 140, esposta alla recente Print4All, è il coronamento di un progetto iniziato 20 anni fa e che viene continuamente aggiornato con innovazioni di ultima generazione per migliorare ancora più le prestazioni e la versatilità. “Vogliamo posizionarci come un’azienda tecnologica in grado di progettare e costruire soluzioni affidabili e complesse”, racconta Mauro Brozzi. “Le innovazioni che si vedono in questa macchina non si notano subito, ma sono il risultato di una continua ricerca e, soprattutto, di una comunicazione costante con i nostri clienti”.

Le innovazioni avvengono dopo le fasi preliminari di ricerca e sviluppo e prima della messa a punto definitiva, quando i prototipi sono sottoposti a prove di stress reali, concepite appositamente, eseguite simulando la produzione alla velocità massima consentita dalla macchina, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per diversi milioni di cicli. Solo quando il nuovo componente è in grado di superare questo impegnativo stress test senza danni, viene reso disponibile per l’uso in produzione.

Tanti colori per una stampa a caldo straordinaria
In qualità di agenti europei per le macchine fustellatrici della storica azienda SBL di Taiwan, l’azienda ha anche contatti con aziende non italiane molto diverse fra loro. Non è un caso che nello stabilimento di Perugia sia stata allestita anche una sala demo, dove i clienti possono imparare non solo tutti i segreti della stampa a caldo ma anche come lavorare correttamente con fustellatrici, piega-incolla e rilegatrici.

Spiega Mauro: “si può avere un’idea delle grandi potenzialità di questa serie di macchine considerando che stampiamo con un singolo passaggio tre tipologie di stampa a caldo: la classica con cliché piano, una seconda con cliché in rilievo e la terza con un micro-cliché”.

È possibile utilizzare molti colori grazie ai comandi indipendenti per le lamine. Il doppio monitor touchscreen per i comandi, l’impianto elettrico di ultima generazione, la flessibilità nella scelta del materiale, dalla carta da 100 g al cartone fino a 2.000 g e il cartone ondulato fino a 3 mm di spessore, sono solo alcuni dei vantaggi offerti dalla macchina.

Cosa spiega il successo di questa azienda, i cui 20 collaboratori producono e installano macchine ormai riconosciute e apprezzate in tutta Europa? La risposta è semplice: “ciò che ci guida”, dice Mauro Brozzi, “è la creatività unita alla competenza. Ma soprattutto è passione per il lavoro che facciamo. Una passione che condividiamo con tutta la squadra”.

BOBST a K 2022 – tecnologie e partnership al servizio della sostenibilità nel packaging

BOBST è pronta per fare della sostenibilità nel packaging una concreta realtà: l’annuncio avverrà in occasione di K 2022, che si terrà a Düsseldorf dal 19 al 26 ottobre prossimi (stand BOBST, padiglione 4/A39).

Al centro di questa nuova realtà c’è oneBARRIER, una famiglia di nuove soluzioni alternative e sostenibili che BOBST sta sviluppando con aziende partner.  Soluzioni potenzialmente in grado di trasformare il settore degli imballaggi.
oneBARRIER PrimeCycle è una soluzione monomateriale in PE ad alta barriera, senza EVOH e senza topcoat, che costituisce un’alternativa ai film in poliestere metallizzati. Trattandosi di una struttura monomateriale a base di polimeri, è riciclabile pur offrendo ottime proprietà barriera. Questo la rende uno sviluppo potenzialmente rivoluzionario in materia di imballaggio sostenibile.

I partner di BOBST coinvolti nel progetto oneBARRIER PrimeCycle includono Dow, Michelman, Sun Chemical e Zermatt, che saranno presenti durante K 2022 per illustrare i rispettivi contributi a questa grande novità. Il progetto oneBARRIER è di ampia portata e vede la partecipazione di numerosi altri partner.

“Le soluzioni che presenteremo a K 2022 la dicono lunga sul potere delle partnership”, dice Sara Alexander, Marketing & Communications Manager Flexible Packaging in BOBST. “Vera innovazione e progressi significativi in un campo così complesso richiedono il coinvolgimento e la condivisione delle competenze di esperti in discipline differenti. oneBARRIER dimostra ciò che è possibile ottenere quando c’è il desiderio collettivo di unirsi e collaborare su qualcosa che è più grande di tutti noi: la sostenibilità”.

PrimeCycle è la prima delle diverse soluzioni che fanno parte del progetto oneBARRIER. A seguito della crescente domanda di mercato per imballaggi a base di carta, è stato sviluppato oneBARRIER FibreCycle: soluzione interamente in carta, monomateriale e riciclabile messa a punto con i partner Michelman e UPM (anch’essa presentata a K 2022).
BOBST e partner stanno anche lavorando attivamente a una gamma di altre soluzioni, tra cui lo sviluppo di una tipologia di packaging adatta al compostaggio domestico.
“Gli imballaggi sostenibili sono una delle grandi sfide della nostra epoca, ma siamo qui a K 2022 per dire che noi siamo pronti”, spiega Sara Alexander. “Venite a trovarci sullo stand padiglione 4/A39 e vi mostreremo il futuro degli imballaggi sostenibili”.

Sempre più connessi
A K 2022 ci sarà anche BOBST Connect, piattaforma user-centric che connette aziende di trasformazione e proprietari di marchi in un flusso di lavoro digitalizzato e automatizzato che offre loro chiara visibilità e controllo del processo di produzione. Collegando diverse fasi del processo, BOBST Connect migliora l’efficienza, il controllo e la conoscenza dei dati, incrementando qualità e produttività lungo tutta la catena del valore.

Open House Bobst Bielefeld (19-22 e 24-26 ottobre)
BOBST Connect contribuisce a rendere le fasi della produzione di imballaggio “una soluzione completa” per gli utilizzatori: dalle indicazioni relative alla gestione delle applicazioni, alla prestampa, alla stampa, all’accoppiamento e al controllo qualità. All’Open House di Bobst Bielefeld, i partecipanti potranno vedere l’intero processo per la produzione di imballaggio flessibile, con l’esempio di due macchine flexo – la VISION CI e la MASTER CI – e dell’accoppiatrice solventless NOVA SX 550.

Open House Bobst Manchester (18 ottobre)
All’Open House di Bobst Manchester, i partecipanti avranno l’opportunità di vedere in azione le ultimissime soluzioni BOBST per la metallizzazione in vuoto.
“I Competence Center sono stati centrali per il nostro impegno nel campo della sostenibilità, disponendo delle strutture necessarie per le attività di ricerca e prove condotte da BOBST e dai partner”, sottolinea Sara Alexander. “Non vediamo l’ora di aprire le porte dei nostri Competence Center di Bielefeld e Manchester e di mostrare i progressi che abbiamo compiuto non solo sul fronte della sostenibilità ma anche degli altri elementi della visione BOBST, ossia connettività, digitalizzazione e automazione”.

Bain Capital Private Equity e BC Partners siglano un accordo di partnership per il controllo di Fedrigoni

Bain Capital Private Equity, tra le principali società di investimento in private equity a livello mondiale, ha siglato un accordo di partnership per il controllo di Fedrigoni, produttore leader a livello mondiale di etichette autoadesive e di prodotti per il packaging a base di fibre, con BC Partners, una delle maggiori società di investimento internazionali.

Bain Capital ha acquisito Fedrigoni nel 2017. Sotto la proprietà di Bain Capital, Fedrigoni ha più che raddoppiato le vendite rettificate e quasi triplicato l’EBITDA consolidato, grazie a una combinazione di accelerazione della crescita organica e di M&A.

Questa nuova partnership sosterrà il management team di Fedrigoni nel percorso di consolidamento del proprio track-record di successo nel campo delle fusioni e acquisizioni. La mentalità da owner-manager di BC Partners ha supportato le società in portafoglio a realizzare oltre 400 operazioni di add-on nell’ultimo decennio, e come tale è il partner naturale per Fedrigoni e Bain Capital per contribuire a guidare opportunità di creazione di valore.

Insieme a Bain Capital, il Gruppo Fedrigoni ha portato avanti un ambizioso percorso di trasformazione basato su cinque pilastri: l’offerta distintiva e premium; l’esperienza superiore per i clienti; l’eccellenza operativa; l’attrazione dei migliori talenti e lo sviluppo delle sue 4.500 persone, creando al contempo un ambiente inclusivo e sicuro; l’accelerazione delle acquisizioni volte all’espansione geografica e alla diversificazione del portafoglio prodotti.

Fedrigoni ha inoltre integrato la sostenibilità nella propria strategia aziendale, con un impegno costante per ridurre il proprio impatto ambientale e supportare i clienti nella transizione verso pratiche ecologiche e un business sempre più circolare. Dalla ricerca di materiali più sostenibili allo sviluppo di prodotti per aiutare i marchi nella transizione dalla plastica alla carta. Dal riutilizzo degli scarti dei processi produttivi dei clienti allo sviluppo di soluzioni monomateriali. Attraverso la sua roadmap di sostenibilità 2030, Fedrigoni si è impegnata a ridurre del 30% le proprie emissioni di carbonio entro il 2030 e a raggiungere la carbon neutrality entro il 2050, in linea con Science-Based Targets Initiative, con il recupero del 95% di acqua e del 100% dei rifiuti industriali in tutte le sue attività. Quest’anno ha ricevuto il rating di sostenibilità EcoVadis Platinum, che colloca Fedrigoni nel top 1% delle aziende dello stesso settore a livello mondiale per performance ESG.

BC Partners ha sviluppato un focus tematico sulla crescita guidata dalla sostenibilità nel settore del packaging, investendo nel febbraio 2021 nel Gruppo IMA, leader mondiale nella produzione di macchine automatiche per il packaging. BC Partners da tempo considera Fedrigoni come un leader in questo mercato finale attraente e resiliente, che risponde all’esigenza di una maggiore sostenibilità nel settore del packaging.

Birrificio sul Mare

“Siamo entusiasti di dare il benvenuto a BC Partners come nuovo partner di Fedrigoni”, ha dichiarato Ivano Sessa, Presidente di Fedrigoni Holding e Co-Head of Industrial di Bain Capital Private Equity Europe. “Abbiamo collaborato con Marco Nespolo e il resto del management team negli ultimi 4 anni per trasformare Fedrigoni e creare una piattaforma leader a livello globale nel settore del packaging e delle etichette di lusso. In questa prossima fase del percorso, lavoreremo con tutti i nostri partner per continuare a costruire la storia di grande successo che Fedrigoni ha raggiunto, con l’obiettivo di rafforzare la sua leadership globale e di fornire soluzioni di packaging sostenibili ai marchi globali del lusso e del largo consumo.”

Stefano Ferraresi, Partner di BC Partners, ha dichiarato: “Siamo lieti di quest’opportunità di investire in Fedrigoni, leader nel settore del packaging incentrato sulla sostenibilità. Da tempo ammiriamo la qualità del management team di Fedrigoni e le sue operazioni portate avanti sotto la guida di Marco Nespolo. Siamo certi che questa partnership con Bain Capital creerà significative opportunità di crescita per tutta l’azienda. Condividiamo la visione e l’ambizioso programma di crescita di Marco e consideriamo Fedrigoni la piattaforma ideale per investire in questo interessante segmento di mercato, con l’obiettivo di continuare ad espandere la posizione di leadership nel settore del packaging e delle etichette di lusso e di ampliare il portafoglio prodotti attraverso acquisizioni e partnership strategiche.”

Marco Nespolo, AD Fedrigoni Group

“Io e tutto il management di Fedrigoni siamo entusiasti di continuare il nostro ambizioso percorso di crescita in collaborazione con Bain Capital e BC Partners”, ha dichiarato Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Fedrigoni. “Gli ultimi 4 anni hanno visto Fedrigoni intraprendere una trasformazione molto ampia e di successo per quanto riguarda il portafoglio prodotti, l’espansione geografica, il go-to-market, il modello operativo, la cultura e la governance. Tutto questo è stato possibile grazie alla straordinaria partnership con Bain Capital e al suo forte sostegno. Non vediamo l’ora di condividere la prossima tappa di questo viaggio con un investitore e partner così importante, la cui fiducia ci fa onore”.

Questa nuova partnership – che unisce un reinvestimento da parte di Bain Capital e l’investimento di BC Partners per arrivare al controllo congiunto di Fedrigoni per Bain Capital e BC Partners – sosterrà il management team di Fedrigoni nel percorso di consolidamento del suo track-record di successo in ambito M&A. La famiglia Fedrigoni, già partner di Bain Capital come azionista di minoranza, continuerà a investire nell’azienda così come l’intero management team.

La transazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2022, previa approvazione delle autorità di regolamentazione competenti. Un gruppo di istituzioni finanziarie si è impegnato a fornire un pacchetto di finanziamento del debito a sostegno della transazione. Alla chiusura dell’operazione è previsto il rifinanziamento delle obbligazioni senior secured di Fedrigoni.

Bain Capital e Fedrigoni sono stati assistiti da Morgan & Stanley, Rothschild, Latham & Watkins, Pirola Pennuto Zei e Associati, Kirkland & Ellis, New Deal Advisors e Bain & Company. Goldman Sachs ha preso parte all’operazione in qualità di consulente finanziario di Fiber Bidco.

BC Partners è stata assistita da Canson Capital Partners e Nomura in qualità di lead financial advisor, oltre che da JP Morgan, Afry Capital, White & Case, PwC, Studio Legale Tributario Facchini Rossi Michelutti e Bain & Company.

Plotter da taglio digitali: Summa acquisisce Valiani

Summa acquisisce Valiani per rafforzare la sua posizione di leader nella produzione di attrezzature per la finitura della stampa. L’attività risultante dalla fusione continuerà come prima e si completerà a vicenda per offrire ai clienti una gamma ancora più ampia di soluzioni di taglio.

Da sinistra Geert Pierloot e Nico Valiani

Valiani, con sede a Certaldo (FI), è produttori di tavoli da taglio piani di piccole e medie dimensioni con una rete di distribuzione mondiale. L’approccio innovativo ha consentito all’azienda di crescere anche in altri mercati. La recente fustellatrice Omnia con alimentazione automatica è una soluzione automatizzata unica per il mercato del cartone ondulato e degli astucci pieghevoli, mentre la nuovissima Integra è una soluzione di finitura accattivante per il mercato della segnaletica e degli espositori.

“Negli ultimi anni abbiamo rinnovato tutto il nostro portafoglio con una più ampia gamma di soluzioni. Ora, questo sta iniziando a dare i suoi frutti con una crescita significativa. Tuttavia, so che c’è ancora molto potenziale da sviluppare. Pertanto, io e la mia famiglia siamo convinti che far parte del gruppo Summa accelererà la nostra crescita e darà ai nostri clienti molte più possibilità. Rimaniamo fedeli ai nostri valori, concentrandoci sul cliente e offrendo soluzioni di alta qualità”, commenta entusiasta Nico Valiani, amministratore delegato e figlio di Franco, fondatore dell’azienda.

“Da quando sono iniziate le trattative, il mio apprezzamento per l’azienda Valiani e i suoi prodotti è cresciuto sempre di più”, ha affermato Geert Pierloot, amministratore delegato di Summa. “L’organizzazione con linee di produzione snelle nello stabilimento di Certaldo, certificato ISO, è un vero esempio per il settore. Con questa fusione ci saranno vantaggi per tutti poiché combina i punti di forza di entrambe le società. Grazie ad essa possiamo supportare la crescita di Valiani e il nostro portafoglio può essere ampliato con le soluzioni di Valiani, potendo servire più mercati”.

“Le nostre gamme di prodotti sono estremamente complementari”, aggiunge Christof Van Driessche, Chief Commercial officer di Summa. “Sebbene il tavolo piano Summa F1612 più popolare e con un prezzo interessante abbia un ingombro ridotto e unico, ci sono molti clienti che cercano soluzioni più piccole, più convenienti ma affidabili. Pertanto, la fusione è un passo entusiasmante e soddisfa l’ambizione di Summa di aumentare la propria presenza in altri mercati e rafforzare la nostra posizione nel mercato degli imballaggi”. Entrambe le società continueranno a operare con i nomi delle società attuali e con le squadre di gestione in essere.

Miraclon continua l’investimento globale nella tecnologia Flexo con un nuovo HUB in Minnesota, USA

Miraclon, sede di KODAK FLEXCEL Solutions, ha annunciato l’intenzione di aprire un terzo Flexo HUB nel quadro di una strategia di investimento nello sviluppo e nella crescita della tecnologia flexo. Con sede a Oakdale, Minnesota, il nuovo Flexo HUB consentirà a clienti, partner e stakeholder del settore con sede nelle Americhe di beneficiare, a livello locale, di dimostrazioni della tecnologia KODAK FLEXCEL NX, di eventi di formazione e di opportunità di networking.

“Strategicamente posizionati, uno a rappresentare la regione asiatica a Shanghai, in Cina, e l’altro in Europa presso la sede centrale di Miraclon a Bruxelles, in Belgio, gli HUB di Miraclon consentono a clienti, partner e stakeholder dell’industria flexo di collaborare da una prospettiva veramente globale, ma allo stesso tempo locale”, afferma Grant Blewett, Chief Commercial Officer di Miraclon.

Miraclon ha affidato a Charles Schoen la guida del Flexo HUB Americhe, con la responsabilità di supervisionare la costruzione dell’HUB stesso e di gestire tutte le dimostrazioni tecnologiche e le attività di formazione che si terranno al suo interno. Charles Schoen ha all’attivo oltre 30 anni di esperienza nella produzione di lastre flexo e di management nel settore.

L’inaugurazione ufficiale del Flexo HUB Americhe di Miraclon avrà luogo entro la fine dell’anno.