PPWR Packaging e Packaging Waste Regulation: una best practice Made in Italy

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Ieri, presso la sede di Federazione Carta Grafica in Piazza Castello a Milano, il seminario dedicato alle imprese aderenti alla Federazione sul nuovo Regolamento UE sugli imballaggi e rifiuti da imballaggio (PPWR). Il regolamento, approvato definitivamente dal Parlamento europeo il 24 aprile scorso, dopo oltre due anni di iter legislativo, vedrà nel mese di ottobre 2024 la sua pubblicazione finale e nel 2026 le sue prime attuazioni.Al seminario hanno partecipato l’On. Toia e l’On. Salini che hanno svolto un ruolo essenziale a livello parlamentare e nella negoziazione con Commissione e Consiglio.

PPWR made in italy

L’On. Patrizia Toia ha sottolineato il ruolo chiave del Parlamento europeo nel riequilibrio di un provvedimento che avrebbe, altrimenti, penalizzato il comparto monouso in carta e cartone riciclabile, sviluppato sulla base di un impegno industriale profuso in anni di investimenti e ricerca in economia circolare.

Una best practice italiana che ha visto, negli anni, il sistema Italia muoversi in modo coordinato facendo convergere gli interessi industriali della filiera del riciclo di carta e cartone Made in Italy riscoprendo che il vero valore da difendere è quello della manifattura italiana, come evidenziato anche dall’On. Massimiliano Salini.

Antonio D’Amato, Presidente di EPPA – European Paper Packaging Alliance ha invece illustrato come il nostro Paese abbia realizzato un sistema di economia circolare basato sul riciclo, con know-how e tecnologie dedicate, che rappresenta un modello industriale da poter esportare negli altri Paesi del mondo.

Introducendo l’incontro, al quale hanno partecipato (in presenza o collegate) quasi 200 aziende, Il Direttore generale di Federazione Maurizio D’Adda ha evidenziato come al testo finale del Regolamento, che la Federazione considera soddisfacente e un risultato positivo per l’Italia, si sia arrivati grazie alla sensibilizzazione esercitata, all’interno e dall’esterno del Parlamento Europeo, dalle diverse componenti industriali italiane interessate al tema e grazie all’azione bipartisan dei rappresentanti politici italiani in Europa.

I vari relatori hanno quindi messo in luce, in ottica di servizio alle aziende, tutte le norme più rilevanti del nuovo Regolamento, i temi che andranno ancora risolti dagli atti delegati e dalle varie norme interpretative, gli effetti più rilevanti per le varie tipologie di imballaggio prodotte all’interno della nostra filiera: quelle in cartone ondulato o in cartone teso (alla fine esentati da tutti gli obiettivi di riuso e non coinvolti dalle restrizioni per i prodotti monouso), gli imballaggi flessibili (per i quali si aprono opportunità di mercato in ottica di riduzione del peso dei rifiuti e di sviluppo dei refill), i cartoni per bevande (importanti le esenzioni per liquidi deperibili come il latte), i sacchi, gli shopper, fino alle etichette e ai tubi.

Quanto alle nuove norme legate al tema della riciclabilità di tutti gli imballaggi, è stata sottolineata l’importanza dell’economia circolare e del riciclo nella carta, che ha già oltrepassato l’obiettivo dell’85% previsto nel 2030 e una definizione di riciclo di alta qualità rigorosa, ma aperta a differenti campi d’impiego.