Per Heidelberg recupero degli ordini anche se sfuma la cessione di Gallus

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In seguito ai successi dovuti ai cambiamenti dell’azienda, oltre alla crescente domanda dalla Cina e, a partire dal terzo trimestre, anche dall’Europa, Heidelberg sta aumentando il suo obiettivo di ritorno operativo per l’anno finanziario 2020/21, con l’EBITDA che crescerà circa del 7%, anche se la pandemia potrebbe portare a un calo delle vendite da circa 450 a 500 milioni di euro rispetto all’anno precedente (vendite dell’anno precedente: € 2.349 milioni) per l’intero anno. C’è anche un segnale incoraggiante: nei prossimi mesi i volumi di stampa dei clienti Heidelberg raggiungerà i livelli dell’anno precedente, con il volume di stampa nel settore degli imballaggi addirittura superiore al livello dell’anno precedente.

“Il successo del lancio delle misure di trasformazione ha consentito a Heidelberg di ottenere un risultato operativo chiaramente positivo, nonostante le enormi pressioni causate dalla pandemia. Segnali di ripresa stanno emergendo sui mercati in Cina e in Europa, che sono importanti per noi. Questo è il motivo dell’aumento del 7% del nostro margine target EBITDA. Anche il crescente interesse per la nostra attività contrattuale e la forte domanda per le nostre stazioni di ricarica per l’elettro-mobilità ci rendono ottimistici per il futuro”, afferma Rainer Hundsdörfer, CEO di Heidelberg, commentando questi sviluppi.

Sempre nel terzo trimestre, le numerose misure del programma di trasformazione avviato nel marzo dello scorso anno hanno più che compensato l’effetto negativo sugli utili causato da un significativo calo delle vendite dovuto alla pandemia. Di conseguenza, dopo nove mesi dell’esercizio finanziario 2020/21 (dal 1 aprile al 31 dicembre 2020), il risultato operativo comprensivo degli effetti delle misure attuate era superiore a quello dello stesso periodo dell’anno precedente.

Nell’anno in esame, Heidelberg ha raggiunto una serie di pietre miliari nella sua strategia per salvaguardare il futuro dell’azienda in modo sostenibile, tra cui: riorganizzazione del regime pensionistico aziendale in Germania, che ha rafforzato il risultato e il patrimonio netto con un guadagno di 73 milioni di euro; concentrazione sulle proprie attività principali e vendita della controllata belga CERM e il sito produttivo belga di prodotti chimici per la stampa, che hanno reso possibile una plusvalenza di 19 milioni di euro; cessazione di linee di prodotto non redditizie che in precedenza avevano un effetto negativo sul risultato per circa 50 milioni di euro all’anno; rimborso anticipato dell’obbligazione societaria, che non peserà più sul risultato finanziario di 12 milioni di euro l’anno; taglio di circa 1.600 posti di lavoro in tutto il mondo entro il 2023 (di cui poco meno di 1.000 saranno tagliati durante questo esercizio finanziario), una mossa che è stata concordata con i rappresentanti dei lavoratori e viene attuata su una base socialmente accettabile; insieme a ulteriori risparmi sostenibili nei costi dei materiali e del personale, questo ridimensionamento porterà a un risparmio di oltre 170 milioni di euro per l’esercizio finanziario 2022/23; vendita di proprietà a Wiesloch-Walldorf e della Print Media Academy di Heidelberg per oltre 60 milioni di euro nell’ambito di una strategia di ottimizzazione del sito e della struttura; joint venture di produzione con la società cinese Masterwork Group, che sta creando opportunità in Asia e offre una migliore efficienza dei costi; raddoppio della capacità di produzione delle Heidelberg Wallbox, le stazioni di ricarica per auto elettriche, entro aprile 2021.

La cessione del Gruppo Gallus, che a fine gennaio 2021 non è andata avanti nonostante fosse in essere un contratto di acquisto valido, offusca il quadro positivo. Ciò non determina tuttavia limitazioni rispetto ai risultati previsti per l’esercizio in corso. Il CFO Marcus A. Wassenberg spiega: “tutto sommato, abbiamo compiuto progressi molto più rapidi e di maggior successo con la trasformazione della nostra azienda rispetto a quanto riportato in precedenza. Abbiamo raccolto più di 450 milioni di euro di liquidità, ridotto il debito di circa 260 milioni di euro, abbiamo eliminato le cause delle perdite e ridurremo i costi di oltre 170 milioni di euro all’anno su base sostenibile. Siamo quindi fiduciosi di tornare a una redditività interessante nel medio termine”.

I dati relativi ai primi nove mesi dell’esercizio finanziario 2020/21: i livelli degli ordini sembrano in aumento
Sebbene il contesto di mercato sia ancora difficile, ci sono stati ulteriori segnali di ripresa per Heidelberg durante il terzo trimestre. Mentre il mercato cinese aveva già raggiunto livelli quasi pre-crisi, anche in Europa gli affari hanno iniziato a tornare ai livelli normali. Dopo nove mesi del 2020/21 (dal 1 aprile 2020 al 31 dicembre 2020), le vendite erano pari a 1.289 milioni di euro e quindi ancora inferiori di circa il 24% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (1.690 milioni di euro). Attestandosi a 1.421 milioni di euro, gli ordini in entrata sono stati inferiori del 25% rispetto all’anno precedente (1.900 milioni di euro). Tuttavia, il deficit è stato inferiore nel terzo trimestre, solo del 12%, e, nel mese di dicembre, gli ordini in arrivo sono tornati al di sopra della cifra dell’anno precedente per la prima volta in questo anno finanziario. Il portafoglio ordini è aumentato di 55 milioni di euro rispetto al trimestre precedente, raggiungendo i 682 milioni di euro.
A causa della conversione dei titoli in disponibilità liquide e dei flussi in entrata derivanti dalle citate misure di portafoglio e dal miglioramento del capitale circolante netto, il flusso di liqudità è migliorato nel periodo in esame da 63 milioni di euro a –10 milioni di euro. Nel terzo trimestre è stato raggiunto un valore positivo di 42 milioni di euro.