Congresso Giflex 2021 fra conferme e nuove sfide

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Il Presidente Giflex Alberto Palaveri

Il mercato del Flessibile non sconta in modo rilevante gli effetti della pandemia. I bilanci dei produttori italiani confermano le caratteristiche a-cicliche del settore: nel 2020 il fatturato supera 3 miliardi di euro con una flessione dell’ 1.5% contro il -9.1 % del manifatturiero.
Positivi anche i livelli di crescita occupazionale che raggiungono, nel 2020, quasi le 10.000 unità consolidando la tendenza positiva degli ultimi anni (2007-2020 +17%).

È quanto emerge dall’analisi di Prometeia I bilanci dell’imballaggio flessibile. Le condizioni economico finanziarie delle imprese italiane nel 2020 e le attese per il futuro”, presentata settimana scorsa a Milano, in occasione del Congresso GIFLEX (Associazione Produttori Imballaggio Flessibile) dal titolo: “Parole e Orizzonti per un Futuro Flessibile”.

Le imprese italiane del Flessibile, dunque, seppur più piccole rispetto ai competitor internazionali, ma con una produttività per addetto allineata a quella delle imprese tedesche, si confermano in salute.
Soprattutto sul fronte dell’export alla luce di una ripresa dell’economia internazionale che si sta rivelando più vivace delle attese. Nei  primi 6  mesi  del 2021, le vendite estere di Flessibile sono aumentate di oltre il 16% recuperando ampiamente la flessione del 2020 e confermando un’evoluzione più vivace della media UE.
In crescita tutti i principali mercati di sbocco con tassi tra il 21 e il 31 % in Polonia, Belgio e Spagna. Ottime performance anche per Germania e Francia.
Registrano vendite a doppia cifra i prodotti di specializzazione dell’export italiano: film (+22%) e flessibile per trasporto, ma mostrano andamenti positivi anche le esportazioni di flessibile in carta (+8,6%) e in alluminio (+2,5%).

Sul mercato interno la crescita appare  condizionata  dall’incertezza  che  ancora domina le scelte dei consumatori. Le preoccupazioni sulle prospettive occupazionali, unite al permanere di restrizioni alla socialità, mantengono prudenti e selettivi i consumatori; la propensione al risparmio si mantiene elevata e permarrà anche il prossimo anno.
I mercati di sbocco del Flessibile – alimentare, farmaceutica, igiene e i settori della chimica per il consumo – che nel 2020 avevano mantenuto un’evoluzione meno penalizzante della media, mostreranno dinamiche positive seppur inferiori alla media manifatturiera (con andamenti differenti a livello microsettoriale). Da segnalare il recupero del canale Ho.Re.Ca. che però non ritornerà ai livelli pre-crisi, dato il lento recupero del turismo e dei viaggi d’affari, e le modificazioni (in parte) strutturali delle modalità di lavoro e di socialità.

Forti mutamenti si segnalano sul fronte distributivo causa la polarizzazione fra i fermat di vendita, con lo sviluppo dell’on-line e dei discount; le piccole superfici alimentari (grazie alla localizzazione di prossimità e al veloce riadattamento del servizio) hanno invece ritrovato vitalità nel 2020.
A fronte di  scenari di ottimismo sull’andamento del settore e sulla ripresa economica del Paese, gravano sulle imprese i prezzi di gas ed energia elettrica saliti alle stelle, di logistica, il brusco aumento dei prezzi delle commodity e le problematiche di approvvigionamento di materie prime (più intensi per le plastiche, ma difficile reperire anche carta e alluminio).