Creatività, funzionalità, sostenibilità: i valori del packaging secondo Smurfit Westrock

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Gli imballaggi a base carta portano in dote una serie di qualità difficili da eguagliare. Lo dimostrano gli esempi realizzati dalla multinazionale che assume sempre più un ruolo di consulente per i propri clienti. Obiettivo: essere efficienti, sostenibili e rispondere alle nuove norme europee.

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Dietro una semplice scatola in cartone ondulato ci sono competenze specifiche, strumenti all’avanguardia, innovazioni di prodotto e processo. Perché il packaging sta evolvendo e da semplice involucro di una merce diventa elemento distintivo, capace di orientare le scelte dei consumatori e preferire un brand rispetto a un altro. Perché una semplice scatola oggi è in grado di raccontare una storia.

In questo processo evolutivo, Smurfit Westrock Italia giocare un ruolo di primo piano. L’azienda, infatti, non soltanto è un player dell’economia circolare grazie a una filiera integrata che include l’intero ciclo produttivo dalle cartiere agli impianti di recupero. Ma diventa sempre più un consulente per i propri clienti ai quali offrire non solo prodotti, ma anche servizi.

“Essere un leader del nostro settore ci impone nuove responsabilità – spiega Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Westrock Italia. È  un processo iniziato qualche anno fa con il lancio del progetto Better Planet Packaging, mirato a sostituire, ogni volta in cui è possibile, gli imballaggi in plastica e polistirolo con materiali a base carta creando così una nuova coscienza green tra i nostri clienti.  E’ continuato nel periodo del Covid, quando non abbiamo mai fermato le attività in tutti i nostri stabilimenti per garantire la fornitura quotidiana di scatole agli operatori logistici in un momento in cui l’eCommerce ha toccato punte eccezionali. E continua oggi con un nuovo compito: supportare le aziende ad affrontare le norme che il nuovo regolamento europeo, noto come PPWR, ci impone”.

Valori riconosciuti da Conai

I designer impegnati nell’Experience Centre di Pastrengo e nel nuovo Solution Centre di Asti lavorano soprattutto sui temi di mono-materialità, riduzione degli spazi vuoti, diminuzione della quantità di materiale che diventerà rifiuto. Un esempio concreto? “Il recente superpremio Conai per l’ecodesign che ci siamo aggiudicati con la soluzione realizzata per ReeR, punto di riferimento nell’automazione e leader mondiale nei sensori optoelettronici per l’antinfortunistica industriale. Attraverso una riprogettazione del loro packaging a 360°, abbiamo ridotto il peso Conai del 43%, aumentato la capacità di carico per ogni pallet del 78% passando da 28 a 50 pezzi. Abbiamo poi sostituito la banda che chiude e sigilla i pacchi passando dal polipropilene alla carta e anche l’etichetta è stata rimpicciolita con una riduzione di peso del 55% per ogni singolo pezzo”.

La funzionalità è un altro driver fondamentale nella ricerca di soluzioni innovative e a minimo impatto ambientale. E’ il caso di Fresko Box, un kit ad alte performance in cartone ondulato, in attesa di brevetto, progettato per la spedizione di prodotti premium a temperatura controllata. Composto da un fondo con coperchio e uno spazio dedicato all’inserimento delle piastre eutettiche, una sorta di accumulatori di freddo, è una soluzione che permette di mantenere il contenuto fino a 120 ore di tenuta termica in un range compreso tra i 2 e gli 8 gradi, evitando l’uso di polistirolo. Particolarmente adatta al trasporto di food, prossimamente anche di farmaci e cosmetici, potenzialmente potrebbe essere utilizzata per i surgelati.

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Creatività senza limiti

Quando si parla di packaging  a base carta si pensa soprattutto al lato sostenibile e funzionale, dimenticando la sua massima versatilità e capacità di interpretare ogni spunto creativo. Fino a dove possiamo spingerci? Si può creare un’opera d’arte in cartone ondulato? La sfida lanciata dal CEO di Smurfit Westrock Italia è stata  colta dalle decine di designer dei diversi plant che hanno dato sfogo a fantasia e creatività, pronti a dimostrare che non esistono limiti per questo materiale. Dal Pantheon di Roma al Tondo Doni di Michelangelo, dal duomo di Firenze all’opera di Banksy, dal surreale Magritte alle provocazioni di Cattelan, le opere hanno dato vita a una esposizione organizzata in occasione del meeting di fine anno, a Firenze, dedicata all’Art of Packaging. “In fondo ogni scatola per noi è il risultato della nostra arte – commenta Castellini -. L’arte di trasformare un’idea in packaging, ascoltando i nostri clienti, mettendo a frutto tutta la creatività dei nostri designers e fornendo un prodotto eccellente per accuratezza e qualità. Un’arte che mettiamo a servizio anche delle comunità in cui operiamo. Con le nostre opere, infatti, abbiamo organizzato un’asta interna e il ricavato è stato devoluto all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Perché per noi la sostenibilità è una filosofia che concretamente  guida tutte le nostre attività: economiche, ambientali e sociali”.