Convegno Gifasp: l’internazionalizzazione dell’impresa cartotecnica

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Lo scorso giugno si è svolto a Polignano a Mare (BA) il XXXVIII convegno Gifasp, che ha affrontato i temi dell’internazionalizzazione dell’impresa cartotecnica. I partecipanti hanno anche visitato l’azienda A. De Robertis & Figli di Putignano, specializzata nella produzione di  scatole e astucci pieghevoli

 

 

Il presidente di Gifasp Emilio Albertini aprendo i lavori del convegno è entrato subito nel vivo nella discussione, sottolineando l’importanza da parte delle aziende di aprirsi a nuove opportunità, forti della qualità dei prodotti offerti; oggi la competizione è globale e le aziende devono agire su questo piano per essere concorrenziali. Il futuro vuol dire internazionalizzazione, anche perché si può considerare uno dei fattori chiave per la ripresa.
Giovanni Berti, SDA Bocconi, School of Management, ha iniziato spiegando che l’internazionalizzazione è semplicemente la risposta alla globalizzazione: i mercati globali sono integrati e interdipendenti e le aziende, di conseguenza mirano a trarne valore. Ma la presenza su vari mercati a livello geografico non crea automaticamente valore. Le aziende che hanno successo all’estero concepiscono l’internazionalizzazione come una strategia di lungo periodo ed evitano comportamenti opportunistici. Le strategie che funzionano sono quelle legate a progetti commerciali che si adattano alle caratteristiche del mercato locale, anche se il modello di business va costruito sulle risorse e competenze distintive dell’azienda, cioè quello che ha portato l’azienda al successo nel suo mercato domestico. Ma il successo non può arrivare dovunque, quindi è meglio focalizzarsi su pochi mercati, per creare una sorta di “second home market”.

 

La strategia di Acimga a favore dell’internazionalizzazione
Andrea Briganti, direttore di Acimga, ha parlato delle sinergie operative connesse all’internazionalizzazione della Federazione Carta e Grafica, nata nel 2017, che rappresenta i comparti industriali di Acimga (macchine per la grafica e cartotecnica), Assocarta (carta e cartone) e Assografici (grafica e cartotecnica, trasformazione), con Unione Grafici di Milano e Comieco quali soci aggregati. Grazie alla partecipazione collettiva di aziende a fiere internazionali, alla presenza di un Punto Italia durante le fiere, all’incoming di operatori esteri, a seminari e ad azioni di supporto e comunicazione, ha l’obiettivo di trovare partner (acquirenti, distributori, agenti, retailer) con cui avviare accordi commerciali nel mercato estero e di promuovere aziende/prodotti sui mercati esteri.
Nello specifico le principali attività di Acimga per l’internazionalizzazione sono le seguenti: organizzare un incoming di circa 15-20 operatori (buyer e giornalisti) in occasione di un evento follow-up a Print4All che si svolgerà a dicembre 2018/gennaio 2019; realizzare un’indagine di mercato da realizzarsi in Italia in merito ad alcuni fra i paesi che saranno valutati come interessanti dopo aver consultato le aziende del settore maggiormente rappresentative; azioni pubblicitarie e di formazione a supporto di un centro logistico in fase di realizzazione; collettiva italiana presso la fiera Print Pack India (Greater Noida – India, 1-6 Febbraio 2019); realizzazione di attività di roadshow in alcuni paesi dell’area EMEA e dell’Europa con l’obiettivo di diffondere e consolidare in queste zone geografiche l’immagine della produzione tecnologica italiana.
Briganti ha poi menzionato le attività di supporto all’internazionalizzazione di Sace e Simest. Sace è una società per azioni del gruppo italiano CDP (Cassa Depositi e Prestiti, specializzata nel settore assicurativo – finanziario). Il Gruppo assume in assicurazione e/o in riassicurazione i rischi a cui sono esposte le aziende italiane nelle loro transazioni internazionali e negli investimenti all’estero. Simeste, che fa parte del Gruppo CDP affianca l’impresa per tutto il ciclo di sviluppo all’estero dalla prima valutazione di apertura ad un nuovo mercato fino all’espansione attraverso investimenti diretti. Con Sace costituisce il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del gruppo CDP, che racchiude tutti gli strumenti per il supporto alle imprese italiane che vogliono competere e crescere a livello internazionale.
Pietro Lironi, presidente di Assografici e procuratore di Goglio SpA, ha raccontato la storia di successo reale  di Goglio, che opera a livello globale nel settore degli imballaggi flessibili. Il gruppo è nato nel 1850 e l’espansione all’estero è iniziata nel 1970 con stabilimenti in Europa e Usa, con successivi consolidamenti commerciali in Spagna e Olanda e produttivi a livello europeo; nel 2000 il gruppo si espande in Giappone, nel 2006 inizia in Cina la produzione di sacchi asettici, seguita nel 2010 dalla creazione di un nuovo stabilimento per la produzione di macchine in Cina e dall’espansione in Sud America.
Sebastiano Tedone, specialista Global Transaction Banking, Intesa Sanpaolo e Dario Mendorla, Sviluppo internazionalizzazione Imprese Sanpaolo, hanno parlato di servizi per lo sviluppo dell’export e del supporto all’internazionalizzazione delle imprese. Intesa Sanpaolo vuole confrontarsi direttamente con gli imprenditori per valutare la modalità più adatta per accompagnarli all’estero, affinché le aziende possano trovare la loro strada e la giusta dimensione. L’internazionalizzazione e l’innovazione sono quindi un fattore strategico su cui le imprese devono puntare sempre di più.

 

 

Fabio Contegiacomo, amministratore delegato A. De Robertis

A.De Robertis & Figli: dal 1899 impegno nell’industria grafica e cartotecnica
Quest’anno i partecipanti al convegno hanno avuto anche l’occasione di visitare A. De Robertis di Putignano (BA), che nasce come tipografia specializzata nella stampa di opuscoli e libri che dal 1901 sono custoditi negli archivi aziendali. “All’inizio degli anni ‘50, spinta dalle richieste della clientela locale, l’azienda avverte la necessità di inserire scatole ed astucci nel proprio ciclo di produzione affiancando all’attività tipografica anche quella cartotecnica. Nel 1965 si attua la trasformazione da ditta individuale in SpA. Nel 1972 viene abbandonata l’attività editoriale e tipografica ritenendo indispensabile la specializzazione in un unico e ben definito settore del campo grafico, quello cartotecnico. Oggi l’azienda si è specializzata nella produzione di astucci e scatole litografate pieghevoli in cartoncino e micro-onda”, dice Fabio Contegiacomo, amministratore delegato della società.
A.De Robertis ha sempre creduto nell’innovazione tecnologica per acquisire competitività nel mercato e garantire ai clienti un servizio al top di gamma. Ad esempio, relativamente alla sicurezza alimentare, e in quanto produttrice di imballaggi per alimenti, la società ha integrato il Sistema di Qualità Aziendale ISO 9001 con la UNI EN 15593. A. De Robertis è infatti una delle più importanti e innovative cartotecniche del Centro-Sud, i dipendenti sono 87, mq totali 97.000 di cui coperti 16.500; i gruppi stampa sono 20, operative anche 4 fustellatrici, 5 finestratrici, 4 piegaincolla, per un fatturato di 15.5 milioni di Euro (2017).
In un anno l’azienda lavora 16.500 t di cartoncino, e produce circa 630 milioni di astucci. Buona parte deriva dagli imballaggi per il settore alimentare per marchi molto noti come Barilla, De Cecco, Divella, Ferrero, Heineken e Peroni, come si vede nella foto. Negli ultimi anni la società è riuscita a raggiungere importanti obiettivi: incrementare la capacità produttiva e ampliamento della gamma produttiva; risparmio energetico per pezzo prodotto; tecnologia di stampa a 0 alcool; riduzione consumabili e minor impatto ambientale.

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