Tria avvia la settimana corta

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sede azienda TriaDa gennaio 2023 Tria passa alla settimana corta: tutti i dipendenti dell’azienda di Cologno Monzese, specializzata in tecnologie per la lavorazione della plastica, sperimenteranno la riduzione dell’orario di lavoro da 40 a 36 ore settimanali, senza variazioni di stipendio. Tria è un’azienda molto qualificata nella produzione di granulatori a lame, sistemi di recupero in linea, trituratori, impianti di trasporto e trattamento degli scarti generati dai processi di produzione di manufatti in plastica, compresi quelli derivanti dalla lavorazione di applicazione per packaging per alimenti, imballaggi industriali, shopper, film per l’industria e agricoltura.

La decisione parte da lontano, dal lockdown della primavera 2020 dovuto alla pandemia: l’azienda ha attivato da subito lo smart working, e da un giorno all’altro i dipendenti hanno dovuto gestire il lavoro in autonomia, senza controllo dell’orario. Risultato: nel corso dei mesi dell’emergenza l’azienda ha visto la produttività migliorare e il fatturato aumentare. Inoltre, sono state progettate nuove tecnologie e macchine innovative, che hanno riscosso molto successo in occasione di K 2022, svoltasi lo scorso ottobre.

Allo scadere del termine obbligatorio per l’utilizzo del lavoro agile e visti gli ottimi risultati ottenuti, il Ceo di Tria, Stefano Venturelli, si è trovato di fronte al dilemma se porre ancora più attenzione al work-life balance di ognuno, dando più spazio per il tempo libero e la vita privata. Così l’estate scorsa, ancor prima dell’uscita della notizia da parte di una delle banche più grandi d’Italia, la direzione e l’HR manager hanno cominciato uno studio di fattibilità sulla settimana lavorativa corta, arrivando a introdurla a partire da gennaio 2023 per un periodo sperimentale di 7 mesi.

“Il periodo della lotta al Covid-19 ci ha visto uscire più forti di prima e questa nuova modalità di lavoro ha permesso di dedicare più tempo alle proprie passioni e alla famiglia, nel rispetto delle esigenze professionali, con oggettivi miglioramenti sul piano dei traguardi aziendali”, afferma Venturelli.

“Sarà sicuramente un progetto propedeutico a nuovi sviluppi”, ha commentato l’HR Manager Stefania Fumagalli durante la presentazione ai dipendenti ed agli organi preposti, nella quale sono state illustrate le modalità e le funzioni aziendali che hanno permesso questa innovazione: sistemi informativi rinnovati con l’introduzione del SAP nel 2018, la riorganizzazione dei processi produttivi, l’ottimo livello di produttività raggiunto.

L’idea della settimana corta è stata il frutto di un’attività concertata, che ha coinvolto nelle fasi di valutazione e definizione anche la sindacalista Rosy Baioni. La proposta è stata accolta con entusiasmo dai dipendenti, tutti coscienti della responsabilità e felici di poter essere una delle prime aziende italiane a rendere concreta questa nuova modalità di lavoro.