Imballaggio flessibile: la leggerezza che riduce lo spreco alimentare

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L’appuntamento autunnale di Giflex, Gruppo Italiano Produttori Imballaggio Flessibile sponsorizzato da INX Srl e Ipack-Ima, che si è tenuto a Milano lo scorso 6 novembre ha riunito oltre 200 partecipanti in occasione del convegno “Imballaggio flessibile: la leggerezza che riduce lo spreco alimentare”. Al centro del dibattito economia e ri-globalizzazione, cambiamento climatico, spreco alimentare e PPWR

giflex imballaggio flessibile

Il settore dell’imballaggio flessibile, con oltre 4 miliardi di euro di fatturato e un livello occupazionale che ha raggiunto in Italia oltre 10.500 unità si conferma un’industria resiliente capace di adattarsi con proattività alle mutate esigenze di mercato. Del resto, il periodo del Covid lo ha testimoniato, e il settore degli imballaggi in plastica, da sempre sotto l’occhio della critica, è stato ampiamente rivalutato. Adesso che quel periodo per fortuna è alle nostre spalle, il comparto è chiamato nuovamente a dover far sentire la propria voce anche in vista dei prossimi provvedimenti a livello europeo che riguarderanno il mondo degli imballaggi, e sui quali il nostro Paese è in prima linea con azioni di lobbying sia a livello nazionale, con i frutti di un lavoro iniziato qualche anno fa, grazie al quale il mondo politico italiano ha iniziato ad affrontare queste tematiche con una certa cognizione di causa, cercando di lasciarsi alle spalle le posizioni ideologiche. Questo stesso tipo di lavoro è in atto anche presso la Comunità Europea, e vedremo il prossimo anno se e quali risultati si riuscirà a ottenere.

Giflex Alberto Palaveri Presidente giflex“I risultati economici del 2022 sono positivi per il nostro comparto, è cresciuto il fatturato superando i 4 miliardi di euro, è aumentata la forza occupazionale ma è da sottolineare che i costi di materie prime ed energia crescono di più. Nonostante ciò, la maggior parte delle imprese associate ha migliorato la propria sostenibilità finanziaria”, – racconta Alberto Palaveri in apertura lavori – “siamo comunque un settore sano e a fronte di una compressione delle marginalità, oltre il 90% delle aziende registra degli utili. Interessante invece notare come il ritorno sugli investimenti sia in diminuzione. Il periodo del Covid aveva fatto sperare in più lavoro per tutti, e gli incentivi della 4.0 hanno spinto le aziende a investire, senza però generare la redditività necessaria e rientrare sugli investimenti. Questi dati devono aprire una serie riflessione per le aziende su come ottimizzare al meglio i propri investimenti per gli anni a venire”, aggiunge Palaveri.

Crescono i trend di consumo degli imballaggi flessibili rispetto ad altre tipologie di imballaggio

Nel 2022 in tutto il Mondo sono stati consumati oltre 4 mila miliardi di prodotti confezionati, un numero impressionante se consideriamo una popolazione mondiale di circa 8 miliardi di persone, e il comparto dell’imballaggio flessibile che sul totale vale il 32% in pezzi crescerà del 3,1% nel biennio 2023-2025. “Nel settore alimentare una confezione su due è realizzata in materiale flessibile e con solo il 15% di materia prima impiegata vengono realizzati il 52% degli imballaggi presenti in un supermercato. Questo è da un lato un vantaggio, ma dall’altro ci penalizza sul fronte del peso degli imballaggi, aspetto questo che ci porta a essere poco considerati da chi gestisce il fine vita del packaging. Se parliamo di valore percepito a livello di consumatori, dobbiamo sottolineare come l’imballaggio flessibile accompagni la vita di ognuno di noi in maniera più sostenuta rispetto ad altre tipologie di imballaggio che pesano di più. Noi facciamo e bene il nostro lavoro con soluzioni leggere e credo dovremmo essere tenuti in maggior considerazione”, dice ancora Palaveri, fornendo i dati sulla crescita delle tecnologie per il confezionamento nel mondo, la cui presenza è ben distribuita con Paesi di lunga tradizione come Stati Uniti ed Europa che continueranno ad avere un ruolo primario per la crescita e lo sviluppo del packaging.

Imballaggio: figlio del nostro tempo

Per rispondere alle posizioni della Comunità Europea che sostiene che non vi sia evidenza che il packaging allunghi la vita dei prodotti, Palaveri ha poi voluto presentare alcuni dati tratti dall’indagine realizzata da Nomisma in occasione del quarto Osservatorio Packaging del Largo Consumo sulla percezione del packaging da parte dei consumatori. Il packaging viene considerato per il 66% degli intervistati uno strumento in grado di allungare la shelf-life dei prodotti, davanti alla capacità di proteggerne le proprietà organolettiche 60% delle risposte, e  contribuisce a definire la sostenibilità di un prodotto per il 47% degli intervistati. A fronte dell’obiettivo di ridurre i rifiuti generati dal packaging, i consumatori non amano l’overpackaging (58%) mentre il 56% degli intervistati dichiara di apprezzare la totale riciclabilità della confezione e in generale sono apprezzate ridotte quantità di plastica.

E sulla base di questi dati certi, sarà necessario proseguire l’attività a livello istituzionale, soprattutto Europeo, per far capire a chi dovrà prendere importanti decisioni la necessità di approfondire le tematiche, soprattutto quando si approvano provvedimenti in grado di influire sulla vita economica di un comparto, che ricordiamo sempre oltre a offrire un servizio di vitale importanza, è anche fonte di lavoro per migliaia di famiglie. Quindi, prima di lanciare allarmismi contro la plastica in questo caso, ma è un approccio che vale in generale, bisognerebbe farlo con cognizione di causa.

Il packaging dunque è in grado di orientare le scelte dei consumatori tanto che il 92% degli intervistati risponde di tenerlo in considerazione nella fase di acquisto di un prodotto.

“Proprio commentando questi dati, vorrei sottolineare ulteriormente l’importanza del lavoro dei comitati tecnici di Giflex, che coi loro studi e analisi supportano l’attività dell’associazione nei momenti di confronto con le istituzioni chiamate poi a legiferare in materia”, conclude Alberto Palaveri.

Ri-globalizzazione, cambiamento climatico, lotta allo spreco alimentare, normative sui rifiuti da imballaggio: il punto della situazione

Giflex Fadi HassanA seguire l’intervento di Fadi Hassan, Research Associate presso il Centre for Economics Performance, The London School of Economics and Political Science (LSE) con un intervento dal titolo “Le imprese italiane nella nuova fase di ri-globalizzazione”. La presentazione ha analizzato gli andamenti della nuova fase di globalizzazione, la cosiddetta “slowbalization” (rallentamento della crescita nei movimenti transfrontalieri), le sue cause e le implicazioni per le imprese italiane. Il relatore si è inoltre soffermato sulle strategie di internazionalizzazione delle imprese italiane date le recenti strozzature delle catene globali del valore e le tensioni geopolitiche in atto.

Tra i temi di stringente attualità non poteva mancare il focus su clima e ambiente. Sul palco Matteo Reale, Esperto di Comunicazione ambientale, ha intervistato Serena Giacomin, Presidente di Italian Climate Network, meteorologa, climatologa, vincitrice del Premio DonnAmbiente 2021 e conduttrice televisiva di rubriche meteo e di approfondimento ambientale.

Giflex Intervista Matteo Reale

A partire dal racconto che “non tutto ciò che senti sul clima è vero”, Serena Giacomin ha messo in evidenza come “la giusta transizione si concentri sulla creazione di nuove opportunità occupazionali, sulla formazione dei lavoratori per nuove competenze e sulla costruzione di un futuro sostenibile che tenga conto delle preoccupazioni sociali ed economiche. Tutto ciò appare tutt’altro che banale, ma non impossibile, grazie alla scienza, alle conoscenze in sinergia e alla tecnologia che corre veloce, senza dimenticarsi di mettere sempre le persone al centro”.

Con il Keynote speech di Rosa S. Rolle, Senior Enterprise Development Officer, Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite, si è entrati nel vivo del dibattito sul ruolo strategico del packaging contro lo spreco alimentare.

“A livello globale, si stima che il 13% del cibo mondiale venga perso nella catena di approvvigionamento dopo la raccolta e prima della vendita al dettaglio. Un ulteriore 17% del cibo viene sprecato nelle famiglie, nei servizi di ristorazione e nella vendita al dettaglio. Le perdite e gli sprechi alimentari rappresentano uno spreco delle risorse – terra, lavoro, energia e acqua – utilizzate nella produzione alimentare e rappresentano l’8-10% delle emissioni globali di gas serra”, ha commentato la portavoce di FAO.

Giflex Roberta ColottaIn sala, direttamente da Bruxelles, Roberta Colotta, Head of Public Affairs FPE, ha spiegato a che punto siamo e quali saranno i prossimi passi per l’approvazione del regolamento europeo Packaging and Packaging Waste Regulation. “Siamo a meno di un mese dal voto sulla PPWR in plenaria in Parlamento Europeo. Questo nuovo regolamento rappresenta sfide e opportunità per il mondo degli imballaggi flessibili. Molte parti sono migliorate rispetto al testo della Commissione ma altre rimangono ancora da affinare, come ad esempio le safety net per il contenuto riciclato minimo. L’industria del flessibile mira ad essere il punto di riferimento per guidare il legislatore verso un testo che abbia come obiettivo la riduzione delle risorse utilizzate nella produzione di imballaggi e più riciclo. Speriamo che l’Europa ci ascolti!

Prestigiose le presenze istituzionali, a conferma del costante dialogo di Giflex con la politica. Sui temi più caldi della giornata sono intervenuti: Maria Chiara Gadda, Vice Presidente Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, autrice Legge 166 sugli sprechi alimentari; Diego Invernici, Consigliere regionale e componente della Commissione Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione della Regione Lombardia; Francesca Siciliano Stevens, Managing Director EUROPEN; Silvia Sardone, Eurodeputata e componente della Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo.