Funzionale e sostenibile: il packaging creato per il vino firmato Smurfit Kappa Italia

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Gianluca Castellini, Ceo Smurfit Kappa Italia

Attenzione al rispetto dell’ambiente e capacità di cogliere le nuove sfide lanciate dall’e-commerce. Da queste due leve nascono le soluzioni dedicate a wine and beverage. Prodotti resistenti e accattivanti, ma soprattutto 100% riciclabili e biodegradabili

Smurfit Kappa Italia lancia una nuova serie di proposte dedicate al mondo del vino e delle bevande in generale accomunate da due elementi fondamentali: l’utilizzo di un monomateriale, il cartone ondulato e la ricerca di soluzioni funzionali a totale protezione delle merci, che migliorano le performance dei clienti e trasformano una semplice scatola in una unboxing experience di impatto per il consumatore finale.
L’offerta di Smurfit Kappa Italia per il settore vinicolo ha una lunga tradizione e propone agli operatori un’ampia gamma di imballi per ogni tipo di bottiglia, di utilizzo e di occasione: dalle scatole fustellate ai display, dagli alveari ai barattoli.

Grazie all’esperienza maturata in questo mercato, oggi l’azienda punta sull’e-commerce, un canale in costante espansione, complice anche la pandemia che ha cambiato le condizioni di vita e di consumo. Secondo i dati di McKinsey, le vendite on line di alcolici in Europa sono aumentate del 34% con una domanda sempre più frequente di packaging sostenibile, facili da aprire e ad alta protezione e resistenza. Una ricerca condotta da Smurfit Kappa nei paesi europei, Italia compresa, mostra che il 69% degli 8.000 intervistati che acquistano vino on-line preferisce imballi a base carta; il 59% desidera packaging facili da aprire; 1 su 10 ammette che ci ripenserà prima di rifare un ordine on-line in caso di danneggiamento della merce.
A questo scenario, Smurfit Kappa risponde con “e-Bottle”, progetto specifico per il settore vinicolo. Competenza nella lavorazione del cartone, sofisticati software e tools insieme alla capacità creativa dei designer hanno messo a punto una serie di soluzioni mirate a soddisfare le esigenze di produttori, rivenditori e operatori logistici: prima di tutto la protezione delle bottiglie sottoposte a viaggi e spostamenti e la resistenza dei loro contenitori privilegiando un materiale sostenibile al 100% come il cartone. E poi la facilità e la rapidità nella preparazione degli imballi, la capacità di adattarsi ai diversi formati di contenitori, la personalizzazione e, non ultimo, la possibilità di creare l’effetto wow al momento dell’apertura.

A ogni bottiglia la sua soluzione
Il progetto “eBottle” comprende varie soluzioni di packaging tutte visionabili sul sito, tutte testate secondo gli standard ISTA 3A definiti dall’International Safe Transit Association e progettate utilizzando il processo eSmart adotatto da Smurfit Kappa per migliorare ogni aspetto del packaging, dal confezionamento e riempimento alla supply chain fino all’esperienza del consumatore finale. Prodotto di punta del progetto è il sistema patent pending “Save the Bottle” realizzato con il 72% di carta riciclata e il 44% di materiale in meno rispetto al benchmark di settore garantendo comunque la massima protezione e resistenza; funziona per scatole da 3 bottiglie e multipli, viene fornito steso e già incollato, non c’è pre-montaggio e con un unico movimento l’operatore forma l’interno in meno di 1 secondo. Dà massima visibilità al prodotto e il pack può essere utilizzato come espositore all’interno della propria dispensa o cantina grazie alla possibilità di visualizzare l’etichetta del prodotto senza estrarre la bottiglia. Un dettaglio molto apprezzato da produttori e consumatori.
La soluzione BiPack è stata creata per ospitare due bottiglie circondate da una grafica di grande impatto che rafforza la brand identity e propone un’esperienza immersiva nel mondo dell’azienda cliente. L’inserto a piramide è stato ideato per la spedizione di una bottiglia singola, che assicura la protezione necessaria senza nascondere il prodotto e la sua etichetta; si adatta a ogni forma e garantisce una brand experience di valore oltre alla totale riciclabilità del packaging. In alternativa, la soluzione a cubo offre una più ampia superficie adatta a ospitare comunicazioni aggiuntive.

Non solo vino
Funzionalità e sostenibilità sono alla base di TopClip, la soluzione brevettata plastic free alternativa alla pellicola termoretraibile comunemente utilizzata per tenere uniti i multipack di lattine. Interamente a base carta, non richiede aggiunta di colla, può contenere fino al 40% di materiale riciclato, riduce del 30% le emissioni di Co2, è adatta a diverse configurazioni da 2 a 8 lattine e, altra caratteristica molto importante per la sicurezza del cliente, protegge completamente la parte superiore della lattina. La soluzione TopClip è realizzata in diversi stabilimenti Smurfit Kappa a seconda delle tipologie di stampa, a oggi è stata scelta da KHS, uno dei principali produttori mondiali di sistemi di riempimento e confezionamento per l’industria delle bevande e dei liquidi alimentari, e ha suscitato molto interesse da parte dei produttori di birra e soft drinks. Grazie a Machine Systems, la divisione di Smurfit Kappa Italia dedicata alla meccanizzazione, l’azienda è in grado di fornire anche le soluzioni di meccanizzazione – una manuale e una intermedia – ideali per test di mercato e promozioni.

A tu per tu con Gianluca Castellini, CEO di Smurfit Kappa Italia

Possiamo dire che dalla pandemia Covid-19 nascono nuove opportunità anche per voi fornitori di packaging?

Gianluca Castellini, Ceo Smurfit Kappa Italia

“Parliamo ovviamente della più grande crisi sanitaria in Italia dal dopoguerra, che si sta trasformando in una vera e propria tragedia nazionale se guardiamo ai numeri complessivi di decessi e ammalati, per non parlare delle ripercussioni economiche che sta provocando. Difficile quindi vedere del “buono” in quello che sta succedendo. Ma se proviamo ad esulare da questi discorsi, è sicuro che la situazione generale che si è creata, tra cui il lockdown per così tanti mesi, ha determinato un radicale cambio nelle abitudini di consumo e acquisto degli Italiani, che ha avuto un impatto rilevante anche sul mercato del packaging. Si è infatti assistito a un netto spostamento verso acquisti ripetuti e quasi quotidiani in negozi e supermercati, le spese per i consumi a casa che hanno praticamente soppiantato quelli presso bar e ristoranti, per non parlare dell’esplosione degli acquisti on-line di qualsiasi tipo. Queste situazioni hanno determinato la richiesta di soluzioni di packaging sempre più moderne e più adatte ai nuovi consumi”.

Questi prodotti specifici dimostrano quanto sia importante la conoscenza diretta dei mercati di sbocco dei vostri prodotti. Come nascono queste soluzioni?
“Il fattore chiave era ed è sempre la relazione con i clienti e la costruzione, nel tempo, di veri e propri rapporti di partnership. Noi di Smurfit Kappa Italia puntiamo sempre a proporci ai nostri clienti come qualcuno a cui affidarsi a 360 gradi nel definire la loro visione futura del packaging dei loro prodotti. Certo, ci sono anche clienti che ci richiedono una specifica soluzione che hanno già in testa e si aspettano solo che noi gliela sviluppiamo e produciamo. Ma nella maggior parte dei casi, i clienti vengono da noi con un’esigenza legata al loro business, un problema che li affligge con il packaging che stanno utilizzando, con il sogno di cambiare radicalmente le loro confezioni per diventare più attrattivi, più sostenibili o semplicemente più economici sul mercato. E noi mettiamo al loro servizio tutta la nostra creatività ed esperienza per sviluppare una soluzione spesso unica, ad-hoc per ognuno di loro”.

Con l’e-commerce diventa fondamentale il ruolo del packaging nell’interazione fra azienda-prodotto e consumatore. Quali sono le principali richieste dei vostri clienti per creare quel famoso effetto wow?
“Una prima richiesta fondamentale riguarda la stampa interna alla scatola, che nell’e-commerce è evidentemente più importante di quella esterna che è quasi sempre neutra. Una volta aperta la scatola, infatti, si “apre un mondo” e ogni produttore ha la possibilità di personalizzare l’interno nel modo migliore per creare un’esperienza per il consumatore. Possono essere immagini, testi, informazioni. Tutto serve perché il consumatore, di solito a casa propria e spesso da solo, possa ritrovare in parte l’esperienza di acquisto che in passato trovava comprando nei punti vendita. Una seconda importantissima richiesta riguarda la mono-materialità di tutto quello che si trova all’interno della scatola, che – con eccezione del prodotto acquistato – deve essere solo a base carta. In passato si trovavano sacchetti di plastica, angolari in polistirolo, graffette o bottoni in metallo. Oggi in Smurfit Kappa Italia lo sviluppo della scatola viene invece pensato solo con inserti in carta o cartone ondulato, rendendo il packaging venduto online perfettamente eco-sostenibile favorendo il riciclo unico nel solo contenitore della carta”.

Sostenibilità non significa solo utilizzare un materiale riciclabile e sostenibile, ma anche progettare sin da subito un packaging pensando al suo fine vita. Qual è il suo punto di vista in merito?
“Io penso che negli ultimi anni la consapevolezza sull’effetto che i nostri comportamenti come individui e consumatori hanno sull’ambiente sia diventata sempre maggiore, di pari passo con l’affermarsi nella nostra società di movimenti di opinione che chiedono ad aziende, famiglie e singoli di assumersi le proprie responsabilità, anche e soprattutto nei confronti delle future generazioni che erediteranno il pianeta che gli lasceremo noi. In questo discorso, il mondo del packaging è centrale, perché tutto o quasi quello che è packaging diventa poi in un modo o nell’altro un rifiuto. E oggi sappiamo che il materiale di cui sono composti i rifiuti ha un effetto dirompente sull’impatto ambientale nel caso in cui lo smaltimento non avvenga in modo controllato, quindi non differenziato e raccolto secondo le normative esistenti. Quindi, se pensiamo a un rifiuto che viene disperso in un prato o in mare, fa una grande differenza se si tratta di una scatola di cartone o di una confezione in plastica o un involucro in vetro. Senza rischiare di sembrare di parte, è oggettivo che nel primo caso la scatola si biodegrada in pochi giorni, mentre per plastica e vetro ci vogliono anni se non decenni. Sta a noi quindi scegliere, e oggi abbiamo tutte le opportunità per farlo in modo consapevole. Scegliamo packaging a base carta. Ancora meglio se quello di Smurfit Kappa Italia…”

Parliamo di sicurezza e resistenza dell’imballo: come si garantisce che una soluzione totalmente in cartone possa essere resistente agli urti e ai disagi di un trasporto?
“La protezione del contenuto è da sempre il requisito principale per qualsiasi soluzione di packaging, è ovvio. Ma con l’e-commerce questa esigenza è diventata di massima importanza, perché il prodotto deve superare una consegna che viene fatta direttamente al proprio domicilio e tutto può succedere. Ma non che, al momento dell’apertura, il prodotto risulti danneggiato. È per questo che si sono sviluppate soluzioni di packaging sempre più sofisticate e resistenti, in tutti gli ambiti. E anche in tutto quello che è a base carta, che con cartone a doppia o tripla onda, è in grado di resistere a qualsiasi caduta o danneggiamento, garantendo al produttore che articoli anche molto costosi, come quelli elettronici o molto fragili, come le bottiglie di vino, arrivino integre al consumatore. A tal fine è stata sviluppata una serie di test e di certificazioni valide a livello internazionale (come quelli richiesti da Amazon per gli acquisti fatti tramite il loro portale) che produttori di packaging come noi di Smurfit Kappa Italia devono superare per poter essere accreditati a fornire le soluzioni di packaging per l’e-commerce. Una sfida in più che i nostri designer devono superare e che ci rende orgogliosi quando i produttori ci chiamano per ringraziarci per le ottime soluzioni sviluppate”.

Infine, una domanda che potrebbe risultate scontata se posta a lei, ma la facciamo lo stesso. Come vive l’eterna diatriba carta vs plastica, sia da un punto di vista professionale che personale?
“A livello generale, parto dalla considerazione che negli ultimi 100 anni la plastica ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’economia e della vita personale di tutti noi. Il nostro mondo e la nostra vita non sarebbero le stesse. E ancora oggi la plastica è insostituibile per una serie di lavorazioni e di prodotti, soprattutto di tipo durevole, e lo sarà così sicuramente anche in futuro. Basta guardarci intorno, a casa nostra, in ufficio o nelle nostre fabbriche, per renderci conto di che cosa e quanto la plastica rappresenti e continuerà a rappresentare chissà per quanto tempo ancora. Diverso però è il ragionamento se pensiamo a tanti prodotti – soprattutto mono-uso – che oggi sono fatti di plastica ma potrebbero essere realizzati con altri materiali. Essendo mono-uso si tratta di prodotti che si trasformeranno velocemente in rifiuti e qui torniamo alla nota dolente. Se smaltiti in modo non controllato, questi rifiuti di plastica rappresentano una vera minaccia per l’ambiente in cui viviamo. La loro semplice sostituzione con prodotti a base carta potrebbe radicalmente risolvere o almeno minimizzare il problema. Parlando di packaging, pensiamo semplicemente alle miriadi di vaschette in plastica che troviamo nei reparti ortofrutta dei supermercati, o ai vassoi in polistirolo utilizzati nei reparti di gastronomia. Miliardi e miliardi di vaschette e vassoi in plastica che potrebbero essere immediatamente sostituiti da analoghi contenitori a base carta. In Smurfit Kappa Italia abbiamo creato un’apposita linea in carta e cartone denominata “Safe&Green” che si presta perfettamente a tutte queste esigenze. Le vediamo già affacciarsi, seppure lentamente, in molte catene di distribuzione, ma siamo solo all’inizio. Tuttavia, voglio fare una previsione: tra 5 anni, troveremo solo packaging a base carta in tutti i nostri supermercati. Ce lo chiedono le nuove generazioni, ce lo chiede l’ambiente in cui viviamo”.