Dati Finat: brusco calo della domanda di etichette in Europa

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produzione etichetteCalo improvviso della domanda di etichette in Europa nel quarto trimestre a causa della riduzione di scorte in magazzino da parte delle aziende alla fine di un 2022 particolarmente instabile.

Nel quarto trimestre, la domanda di etichette in Europa è scesa bruscamente, dopo un deludente semestre causato dalla carenza di carta proveniente dalla Finlandia, legata agli scioperi, anche se nel terzo trimestre si è verificata una ripresa. Per l’intero anno, la domanda di materiali autoadesivi in Europa è diminuita del 4,7% rispetto al 2021.

In confronto al quarto trimestre del 2021, il consumo europeo di etichette a bobina in carta e film è diminuito del 24%, il più netto calo su base annua registrato in un singolo trimestre dal 2003, da quando FINAT ha iniziato a raccogliere le statistiche trimestrali.

La contrazione della domanda è una correzione dell’andamento “irregolare” del mercato nei tre trimestri precedenti che è iniziato con lo sciopero durato fino a Pasqua delle cartiere in Finlandia, la conseguente carenza di carta, i tempi di attesa sempre più lunghi, il rifornimento dei magazzini dei trasformatori di etichette nel terzo trimestre e l’incertezza economica generale dovuta all’invasione russa dell’Ucraina, l’aumento dei costi di energia e materie prime, l’aumento dei tassi d’interesse e una recessione incombente a causa della diminuzione del reddito disponibile dei consumatori europei.

Di conseguenza, le aziende hanno deciso di esaurire le scorte verso la fine dell’anno e posticipare l’approvvigionamento di nuovi materiali. Nonostante le aspettative di recessione, secondo l’ultimo rapporto FINAT RADAR pubblicato a dicembre, i cui risultati si basavano su un sondaggio condotto a novembre tra 60 proprietari di marchi, i dati di base relativi all’industria europea delle etichette erano positivi: infatti, in base al sondaggio, quasi l’85% degli intervistati prevedeva che il volume di etichette acquistate sarebbe aumentato o almeno fosse rimasto stabile. Se consideriamo che le previsioni emerse recentemente per l’Europa indicano una crescita moderata, solo nei prossimi mesi sapremo se queste aspettative erano fondate.