Comieco e Assocarta: con la gestione sostenibile delle foreste la filiera della carta tutela l’ambiente

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Lo scorso 21 marzo si è celebrata la Giornata Internazionale delle Foreste, momento di celebrazione, di consapevolezza e di riflessione sull’importanza dei polmoni verdi di tutta la Terra. Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica, insieme ad Assocarta, coglie l’occasione per sfatare alcuni miti che vedrebbero la produzione della carta e la tutela delle foreste come inconciliabili.
Primo fra tutti è quello che vorrebbe l’utilizzo di carta tra i principali responsabili della deforestazione. NON è COSì! L’industria cartaria, infatti, utilizza soltanto l’11% del legno ottenuto dagli alberi tagliati. Inoltre, forse in pochi sanno che la carta si ricava solo da foreste di produzione gestite in modo sostenibile: per ogni albero tagliato ne corrispondono tre piantati, e in dieci anni le foreste europee sono cresciute di un’area pari a 1.500 campi da calcio al giorno favorendo, in questo modo, la riforestazione.
L’industria cartaria italiana rappresenta una best practice di economia circolare dal momento che, grazie alla raccolta differenziata, trasforma una materia prima rinnovabile e biodegradabile in nuova carta. La produzione cartaria italiana ogni anno utilizza per quasi il 60% fibre da riciclo (vedi cartina allegata). Il riciclo di carta e cartone è una pratica regolamentata e svolta sempre in maniera più efficiente (solo in Italia nel 2018 dai Comuni italiani sono state differenziate più di 3,4 milioni di tonnellate di carta, con un tasso di riciclo consolidato dell’81%, già superiore al target UE per il 2025 del 75%) e contribuisce notevolmente alla salvaguardia dell’ambiente. Grazie al riutilizzo di materia prima, infatti, nel corso degli anni le emissioni di anidride carbonica sono diminuite: contrariamente a quanto si possa pensare, leggere un quotidiano cartaceo ogni giorno produce il 20% in meno di CO2 rispetto alla lettura digitale per la durata di circa mezz’ora.
La pratica della raccolta differenziata, espressione di circolarità dell’economia, ha infine di fatto trasformato i comuni italiani in “foreste urbane”, capaci di approvvigionare il comparto produttivo nazionale di carta e cartone svincolandolo dalla storica dipendenza dall’estero per il soddisfacimento del fabbisogno di materia prima.
Grazie a questo servizio la filiera del recupero e del riciclo di carta e cartone e il settore cartotecnico, che operano a valle della raccolta, stanno proseguendo le proprie attività di valorizzazione dei rifiuti cellulosici e di produzione delle materie prime seconde per imballaggi essenziali soprattutto – in una fase come quella attuale – per il confezionamento dei farmaci, dei materiali monouso per l’igiene, la conservazione degli alimenti e le consegne a domicilio. Una filiera importante anche per quanto riguarda la carta grafica, in questa fase difficile della vita del Paese in cui i cittadini hanno bisogno più che mai di elevati livelli, quantitativi e qualitativi, di informazione.