Il percorso che ha portato Sacchital a essere la prima azienda al mondo a installare la tecnologia di stampa digitale SCREEN Truepress PAC 520P, affonda le sue radici in una storia che attraversa più di ottant’anni di evoluzione industriale, passando per ogni tecnologia di stampa. Siamo andati a visitare l’azienda nella sua sede di Pregnana Milanese (Mi) per vedere dal vivo la macchina all’opera e per realizzare anche una video intervista con Alberto Palaveri, Executive Member of the Board, e con i contributi di Juan Cano di SCREEN ed Ettore Maretti di REM.
La prima macchina da stampa digitale SCREEN PAC 520P per imballaggi flessibili in carta non poteva che trovare la sua naturale collocazione in Sacchital, specialista dal 1945 in sacchi e imballaggi in carta principalmente per l’industria alimentare. Questa prima installazione non rappresenta soltanto un primato tecnologico, ma segna anche un cambio di paradigma nel modo in cui Sacchital dialoga con i brand: non più solo capacità produttiva, ma agilità, velocità di risposta e possibilità di testare il mercato con soluzioni in carta stampate digitalmente a pronta consegna.
“Il mercato del packaging in carta è pronto anche per le tecnologie digitali a elevata produttività. Sapevamo che la prima installazione sarebbe stata in Europa e avevamo la sensazione molto chiara che Sacchital fosse il partner giusto per aprire questa strada”, conferma Juan Cano Business Development Director di SCREEN, profondo conoscitore del nostro mercato, avendo lavorato in passato per primarie aziende del settore sul nostro territorio.
Perché il digitale? Una scelta industriale prima che tecnologica
Con una crescita costante, Sacchital ha ampliato negli anni il proprio portafoglio fino a diventare un riferimento europeo nelle soluzioni ad alta barriera, nei laminati carta-based e negli accoppiati a ridotto impatto ambientale. Il Gruppo – che oggi include anche Åkerlund & Rausing, marchio storico svedese fondato nel 1929 – ha costruito la propria identità intorno a tre pilastri: ricerca sui materiali, qualità del processo e sostenibilità misurabile.
Una filosofia pienamente sintetizzata da Alberto Palaveri, Executive Member of the Board di Sacchital, CEO di Åkerlund & Rausing, “siamo convinti che sostenibilità e prestazioni debbano convivere senza compromessi. L’innovazione, per noi, non è un elemento accessorio ma è parte del nostro DNA”.
Con un portafoglio che copre food, cosmetico, farmaceutico, petfood e applicazioni tecniche, Sacchital si è distinta negli anni per soluzioni di packaging su misura, spesso sviluppate in co-design con i brand. La riduzione delle tirature, la frammentazione degli SKU, il time-to-market compresso e l’arrivo della normativa europea PPWR hanno reso evidente la necessità di una terza via accanto alle linee flexo e rotocalco. Ed è proprio questo l’aspetto che merita un approfondimento, perchè un’azienda nata come stampatore rotocalco, si è poi aperta alla stampa flexo e infine ora anche al digitale, senza remore ma con la fiducia di poter sfruttare ogni occasione di crescita, percorrendo la strada dell’innovazione e soprattutto ascoltando le esigenze di un mercato e investendo nelle giuste direzioni a seconda dei bisogni. Come sottolineato da Palaveri anche durante la video intervista, Sacchital guardava da tempo al digitale, ma mancava una soluzione che mettesse insieme produttività industriale reale, inchiostri a base acqua coerenti con gli obiettivi di sostenibilità e una qualità di stampa all’altezza delle aspettative dei grandi brand.
È proprio questa convergenza tecnologica che, fino a oggi, non si era mai presentata in un’unica piattaforma.
Per Sacchital, dunque investire nel digitale non è stata una scelta di moda, ma l’estensione naturale della propria strategia di voler produrre ciò che serve, quando serve, riducendo gli sprechi in un’ottica di circolarità reale, potendo contare su una tecnologia in grado di poter offrire ai brand una maggiore versatilità e agilità nella gestione della personalizzazione e del dato variabile, potenziando le applicazioni base carta.
La Truepress PAC 520P consente oggi a Sacchital di operare secondo un modello print-on-demand, riducendo drasticamente sprechi e obsolescenza del packaging. In alcuni casi, i tempi di consegna si accorciano fino a 48 ore, rispetto alle settimane richieste dai processi tradizionali, aprendo la strada a lanci pilota, edizioni limitate, test di mercato e campagne stagionali prima difficilmente sostenibili. Così l’azienda è entrata nel mondo SCREEN con una macchina che, già dai primi test, si è dimostrata all’altezza delle aspettative del management aziendale.
Truepress PAC 520P: la stampa digitale che abilita nuove applicazioni su carta
La nuova macchina installata nel sito milanese utilizza inchiostri a base d’acqua conformi ai più rigidi standard europei ed è progettata per stampare su carte termosaldabili e riciclabili di nuova generazione.
La Truepress PAC 520P di Sacchital è una piattaforma che si presenta compatta ed è integrabile nei flussi di lavoro esistenti. Anche in virtù della continua riduzione delle tirature e l’aumento del numero di SKU, grazie a questa soluzione di stampa digitale ora Sacchital ha una freccia in più nel proprio arco per stampare on demand in base alle reali esigenze, limitando sprechi. Nel segmento del packaging in carta, dove qualità, sostenibilità e flessibilità devono coesistere, la PAC 520P rappresenta dunque uno strumento che abilita nuovi modelli di business e supporta la transizione promossa dal PPWR.

Una tecnologia attrattiva per le nuove generazioni
La natura digitale, intuitiva e pulita del processo inkjet rende la PAC 520P una tecnologia particolarmente adatta anche a team giovani e digital-native, contribuendo a rendere il settore del packaging più attrattivo per le nuove generazioni di tecnici e operatori grafici, proprio come successo per Sacchital, che ha assunto dei giovani diplomati direttamente dalle scuole grafiche, formando uno staff di persone con la presenza anche di giovani operatrici, sotto l’attenta guida di una figura con grande esperienza come quella di Felice Ursino, Innovation & QA Director Sacchital Group.
Proprio durante la nostra visita in Sacchital, la macchina da stampa era impegnata in una importante commessa, per il lancio di un nuovo prodotto, con il preciso input da parte del brand owner di affidarsi alla stampa digitale, così da avere un time to market immediato. “Vedere la macchina lavorare in piena produzione per un importante brand owner, con una qualità ripetuta dal primo all’ultimo metro e al massimo della velocità è una enorme soddisfazione, perché un conto è parlarne un altro e toccare con mano e vedere dal vivo. Inoltre qui in Sacchital hanno colto nel segno, creando uno staff attorno a questa nuova tecnologia formata da ragazzi e ragazze che sono entrati immediatamente in sintonia con il processo di produzione digitale”, commenta soddisfatto Juan Cano mentre la Truepress PAC520P gira ininterrottamente sotto i nostri occhi alla velocità di 80 metri al minuto.
Un percorso che guarda al futuro
Il prossimo step di questa nuova collaborazione fra Sacchital, SCREEN e REM DIGITAL, prevede la collaborazione nello sviluppo di nuove applicazioni, materiali e soluzioni integrate con l’obiettivo di posizionare la stampa digitale non solo come un’alternativa alle tecnologie flexo e rotocalco, bensì come un elemento complementare e strategico per un packaging che sia sempre più circolare.
“Con questo progetto non abbiamo semplicemente installato una macchina, ma ci stiamo aprendo a una nuova fase del nostro percorso industriale, insieme a partner che condividono i nostri valori e la nostra visione”, conclude Palaveri.
Come sottolinea Palaveri, la sostenibilità è efficace solo se è industrializzabile, misurabile e compatibile con il mercato.
In questo senso, la stampa inkjet digitale su carta non viene vista come alternativa alle tecnologie tradizionali, ma come elemento complementare e strategico, capace di rendere la sostenibilità un fattore competitivo reale.
“Sacchital rappresenta esattamente il tipo di partner che cercavamo per dimostrare al mercato l’affidabilità e la maturità della nostra tecnologia inkjet a base acqua”, conclude Cano. “Un’azienda industrialmente solida, visionaria e credibile sul tema della sostenibilità”.
Il supporto di REM che rappresenta Screen per il mercato italiano
Nel percorso che ha portato le due aziende a scegliersi, ha avuto un ruolo di primaria importanza anche REM Srl, distributore italiano della tecnologia SCREEN per label e packaging, grazie al quale sono stati completati un percorso di valutazione basato su test, campionature e simulazioni di flussi reali. Anche grazie al supporto tecnico e progettuale di REM nella persona di Ettore Maretti, il rapporto, nato su basi tecniche, si è consolidato rapidamente su un terreno strategico: la convinzione condivisa che la carta sarà uno dei materiali cardine del packaging sostenibile dei prossimi anni.



















