La filiera italiana dell’imballaggio, uno dei pilastri del Made in Italy industriale, chiede alla politica un confronto strutturato per governare la transizione verso la nuova normativa europea sugli imballaggi. Un comparto che vale complessivamente 51,3 miliardi di euro – considerando produttori di imballaggi e costruttori di tecnologie per confezionamento, stampa e converting – e che oggi si trova di fronte alla sfida di coniugare crescita economica, sostenibilità ambientale e competitività internazionale.
Il tema è stato al centro dell’incontro “Filiera a confronto: l’Italia dell’imballaggio verso la nuova normativa europea”, tenutosi lo scorso 29 gennaio presso il Senato della Repubblica su iniziativa del Senatore Gianluca Cantalamessa, membro della Commissione Industria, e organizzato da Giflex – Gruppo Imballaggi Flessibili. Un momento di dialogo trasversale che ha coinvolto associazioni industriali, mondo accademico e rappresentanti della filiera, con l’obiettivo di analizzare i dati economici del comparto e le prospettive alla luce del nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR).
I numeri delineano un settore in buona salute. Nel 2024 la produzione nazionale di imballaggi ha raggiunto 17,26 milioni di tonnellate, con una crescita dell’1,1% sull’anno precedente e un fatturato di 37,96 miliardi di euro, pari al 3,3% del fatturato manifatturiero e all’1,7% del PIL. Le previsioni indicano una crescita stabile anche nei prossimi anni, con un incremento atteso dell’1% nel 2025 e un tasso medio annuo dell’1,2% fino al 2028 (Fonte: Istituto Italiano Imballaggio).
Accanto a questi dati positivi, la filiera è chiamata a rispondere alla sfida posta dal PPWR, che punta a ridurre del 15% i rifiuti di imballaggio entro il 2040, in un contesto di domanda in costante crescita da parte dei consumatori di soluzioni sicure, pratiche e sostenibili. Una contraddizione apparente che, secondo le imprese, può essere superata solo attraverso un approccio di sistema.
“Oggi servono strumenti stabili e applicabili per chi produce, per chi utilizza, per chi recupera e per chi ricicla gli imballaggi. Le imprese non possono lavorare nell’incertezza: devono programmare, investire, innovare”, ha dichiarato Alberto Palaveri, Presidente di Giflex e Vicepresidente Assografici con delega al Packaging. “Possiamo diventare un esempio virtuoso di efficienza e sostenibilità, a condizione che nessun attore della filiera venga lasciato indietro”.

Giflex propone un approccio pragmatico alla regolamentazione europea, orientato ai risultati e alla fattibilità industriale, chiedendo al Governo di favorire le prassi di mercato che consentono una reale riduzione dell’immesso al consumo attraverso progetti di investimento mirati, e di accompagnare l’evoluzione dei sistemi di raccolta e riciclo, senza escludere soluzioni tecnologiche abilitanti come il riciclo chimico.
Un ruolo centrale, in questo scenario, è attribuito all’imballaggio flessibile, considerato una soluzione efficiente per ridurre il rapporto peso/prodotto – mediamente pari al 2-3% del contenuto – con benefici in termini di consumo di materie prime ed emissioni di CO₂. Nel 2024 il mercato europeo del flessibile ha raggiunto un fatturato di 18,8 miliardi di euro e le previsioni indicano una crescita significativa a livello globale ed europeo nei prossimi anni. In Italia il settore conta circa 12.000 addetti, una produzione di 400.000 tonnellate e un fatturato superiore ai 4,3 miliardi di euro.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di un approccio di filiera, capace di integrare materiali, tecnologie, design, comunicazione e fine vita degli imballaggi. Dalla valorizzazione del ruolo delle macchine e degli impianti, al contributo dell’innovazione digitale e dello smart packaging, fino alla centralità del riciclo come leva industriale e non solo ambientale.
“Il Made in Italy dell’imballaggio è un modello industriale di eccellenza, competitivo e sostenibile”, ha sottolineato il Senatore Gianluca Cantalamessa. “L’Europa deve riconoscere e valorizzare chi è avanti, non penalizzarlo con burocrazia e norme ideologiche. La riduzione dei rifiuti si vince con dialogo, flessibilità normativa e una visione industriale condivisa”.
Proprio in questa direzione Giflex ha annunciato l’intenzione di promuovere nei prossimi mesi la costituzione di un tavolo di lavoro di filiera sulla riduzione dell’immesso al consumo, in dialogo con Governo e Parlamento. Un passo ritenuto fondamentale per trasformare gli obiettivi regolatori europei in scelte industriali concrete, capaci di tutelare competitività, occupazione e leadership tecnologica del sistema italiano dell’imballaggio.



















