Ieri abbiamo partecipato a Roma, in Campidoglio, al convegno “Il ruolo chiave di carta e cartone nella transizione ecologica italiana”, organizzato dall’Associazione Italiana Scatolifici con il contributo dell’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale.

Al centro dell’incontro il ruolo strategico dell’imballaggio in cartone ondulato come pilastro del sistema di riciclo della carta e come leva fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economia circolare del Paese. Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni e operatori del settore, a partire dai risultati di una ricerca realizzata da Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Scatolifici, che offre una fotografia aggiornata dello stato dell’arte del comparto.
Hanno partecipato al dibattito: Sabrina Alfonsi, Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale; Fabrizio Penna, Capo Dipartimento Unità di Missione per il PNRR del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica; Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici; Bruno Manzi, Presidente di AMA; Carlo Montalbetti, Direttore di Comieco.
Il contesto
La crescita dell’imballaggio in cartone ondulato rappresenta uno dei fenomeni più rilevanti del mercato del packaging, sostenuta dallo sviluppo dell’e-commerce e da modelli di crescita economica sempre più sostenibili. L’Italia si conferma stabilmente il secondo produttore europeo di cartone ondulato subito dopo la Germania e davanti a Spagna e Francia. Un risultato reso possibile da un settore solido, innovativo e fortemente orientato alla sostenibilità, trainato dall’elevata capacità di riciclo e dai volumi produttivi. Nel 2024 il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici ha raggiunto il 92,5%, superando da anni l’obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2030. Sabrina Alfonsi, Assessora all’Ambiente, Agricoltura e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale ha commentato: “Il settore del riciclo carta e del cartone rappresenta un elemento di traino verso la transizione e la sostenibilità ambientale. La quantità di materiale raccolto e avviato a recupero testimonia una crescita, anche culturale, ormai strutturale e duratura nel tempo. In questo contesto virtuoso Roma fa la sua parte. Nell’area metropolitana di Roma la raccolta differenziata di carta e cartone nel 2024 ha superato di poco le 258 mila tonnellate, più della somma complessiva delle altre 5 città metropolitane messe insieme, con una variazione positiva di circa 11 mila tonnellate (+ 4,4%) rispetto al 2023.I dati provvisori di AMA per il 2025 confermano questo trend positivo: nella sola città di Roma sono state raccolte e avviate a trattamento oltre 255mila tonnellate di carta e cartone, un quantitativo pari a circa un terzo della raccolta differenziata totale. Risultati sicuramente positivi, che possono essere attribuiti allo sviluppo e al miglioramento dei servizi di raccolta, ma ci sono ancora ampi margini di crescita. Per fare ulteriori passi in avanti sarà necessario continuare a sviluppare la collaborazione che c’è stata con Comieco in questi anni, lavorando per migliorare la raccolta e le campagne di sensibilizzazione della cittadinanza sul corretto conferimento di questa tipologia di rifiuto che, come dimostrato dalla ricerca Ipsos Doxa presentata oggi, viene sempre di più a contatto con gli utenti grazie allo sviluppo degli acquisti attraverso le piattaforme e-commerce. Abbiamo di fronte a noi una grande sfida collettiva, che guarda alla sostenibilità, alla coesione sociale e all’innovazione, e per vincerla è necessario il contributo di tutti gli attori”.
Andrea Mecarozzi, Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di far parte di una filiera che rappresenta un’eccellenza a livello europeo e che presenta ulteriori e concrete prospettive di crescita e innovazione. Con questa ricerca abbiamo voluto analizzare percezioni e scenari futuri del comparto, raccogliendo il punto di vista delle imprese che acquistano imballaggi, dei produttori e dei consumatori. Ne emerge un quadro chiaro e coerente: il cartone ondulato è un materiale sempre più conosciuto e apprezzato, in crescita e ampiamente riconosciuto per il suo elevato livello di sostenibilità”. Nel 2024 oltre 9 imballaggi in carta su 10 sono stati avviati a riciclo” – ha spiegato Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco. “Un risultato che si inserisce in un contesto di crescente utilizzo, come dimostra la produzione: dal 1999 al 2024 l’impiego di carta e cartone per gli imballaggi è aumentata del 15% circa, passando da 4 a 4,7 milioni di tonnellate. Un percorso di crescita che ha generato vantaggi ambientali ed economici: nello stesso periodo, Comieco ha riconosciuto ai Comuni italiani oltre 2,75 miliardi di euro per l’avvio a riciclo degli imballaggi in carta”.
La ricerca Ipsos Doxa per l’Associazione Italiana Scatolifici
I consumatori
I dati dell’indagine di mercato – realizzata tra ottobre e dicembre 2025 – hanno evidenziato che il cartone ondulato si conferma un materiale centrale per consumatori (e imprese), con un elevato tasso di familiarità e fiducia: 8 italiani su 10 sanno cos’è e ne conoscono funzioni e caratteristiche. La spinta dell’e-commerce ne ha rafforzato la presenza nelle case, con oltre il 50% dei consumatori che dichiara di interagire frequentemente con questi imballaggi, soprattutto tra i giovani adulti e nel Nord Italia. I consumatori sono attenti ai cambiamenti in corso nel settore degli imballaggi in cartone ondulato: oltre metà dei consumatori dichiara di avere notato la sostituzione di altri materiali (pluriball, plastica rigida…) col cartone ondulato. Diffuso anche il riutilizzo delle scatole per stoccaggio, spedizioni personali e mercato second hand.

Le imprese
Sul fronte B2B, la soddisfazione delle aziende acquirenti di imballaggio è elevata e tutti i settori analizzati dall’indagine – food&beverage, abbigliamento-tessile, elettronicatecnologia, arredamento-idrosanitario – dichiarano di avere aumentato gli acquisti di imballaggi in cartone ondulato nell’ultimo anno (il 57%, con punte nel settore food&beverage e arredamento). La ‘tradizionale’ scatola di cartone, bianco o color avana è sempre più affiancata da nuove soluzioni ‘su misura’ a livello di progettazione o di aspetto grafico: sono infatti oltre 8 aziende su 10 che considerano sempre più importanti le soluzioni personalizzate.
Il 51% delle aziende intervistate ha inoltre dichiarato di avere sostituito imballaggi in altri materiali (soprattutto plastica flessibile, fiocchi di polistirolo, altre tipologie di carta da imballaggio e plastica rigida) con quelli in cartone ondulato.
Guardando al futuro, le imprese chiedono imballaggi più leggeri ma resistenti, sostenibili, modulari e digitali, per ridurre l’over-packaging e migliorare l’efficienza logistica.
I produttori di imballaggi in cartone (scatolifici)
La ricerca restituisce l’immagine di un settore – gli scatolifici – solido e fortemente radicato nel tessuto produttivo italiano, che lavora soprattutto a servizio di un mercato nazionale composto in larga parte da piccole e medie imprese. La competizione rappresenta la principale criticità, alimentata dalla pressione sui prezzi, dalla difficoltà di reperire personale qualificato e dal confronto con operatori di maggiori dimensioni, mentre la personalizzazione è ormai un elemento strutturale dell’offerta. Cresce l’adozione del cartone in sostituzione della plastica, mentre l’innovazione si concentra su efficienza e riduzione dell’over packaging.
“La competizione basata esclusivamente sulla leva del prezzo – espressione di una globalizzazione spinta che ha progressivamente delocalizzato i centri produttivi e che rischia di far perdere le competenze faticosamente acquisite in anni di ricerca da parte dei nostri imprenditori e delle loro persone – sottrae risorse e competitività alle nostre PMI e le distoglie da investimenti fondamentali in innovazione e nei processi di sostituzione di materiali da imballaggio ad alto impatto ambientale con soluzioni in cartone ondulato. Per affrontare con successo queste sfide e valorizzare il ruolo strategico degli scatolifici, è fondamentale la difesa dell’industria nazionale e la collaborazione concreta con le istituzioni, affinché sostengano le piccole e medie imprese italiane che rappresentano un presidio industriale, economico e occupazionale per il Paese”, ha concluso il Presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici.
Guardando al futuro, il settore mostra infatti consapevolezza della necessità di evolvere ma manca una visione condivisa; prevale l’attesa di trend esterni come concentrazione industriale e sostituzione della plastica. In questo contesto, l’Associazione Italiana Scatolifici gode di un’ampia e positiva riconoscibilità come soggetto di rappresentanza.
Nota: La ricerca è stata condotta da Ipsos Doxa – tra ottobre e dicembre 2025 – con metodologie CAWI e CATI su campioni rappresentativi dell’universo di riferimento.



















