XXXIV CONVEGNO TECNICO GIPEA: focus su tecnologie di stampa ibrida, digitalizzazione dei processi e Industria 4.0

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L’incontro autunnale degli etichettifici presso l’Università LIUC di Castellanza (VA) dello scorso  29 novembre 2017 oltre ad affrontare gli scenari economici globali e del settore, ha approfondito gli aspetti tecnologici delle macchine da stampa ibride, con una tavola rotonda a tre (Omet, Nilpeter e Gallus) e dell’Industria 4.0 con la visita al laboratorio i-Fab dell’Università. Presentata inoltre la quinta edizione dell’Osservatorio Economico sul settore etichette

 

Prosegue il percorso di investimento sui giovani da parte del Gruppo Italiano dei Produttori di etichette autoadesive, anche se sarebbe stato auspicabile da parte delle aziende una maggiore attenzione verso questa iniziativa focalizzata a far crescere l’interesse dei giovani imprenditori sui temi caldi proposti dall’associazione. Non a caso la scelta dell’ultimo convegno è ricaduta su LIUC, il Libero Istituto Carlo Cattaneo di Castellanza (VA), perché come ricordato dal Rettore prof. Federico Visconti, la contaminazione di idee fra mondo del lavoro e mondo universitario è nel solco del modo di lavorare della LIUC ed è da considerarsi un’assoluta ricchezza per dare spazio a nuovi progetti e idee.
La giornata ha visto come momenti principali l’approfondimento sul significato delle misure sull’industria 4.0 e i relativi modelli di business e gli impatti sulle strategie aziendali. Come ricordato dal prof. Secchi (LIUC), l’Industria 4.0 non si esaurisce nell’introdurre un macchinario all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, bensì è necessario combinare diverse tecnologie e in tal modo integrare il sistema di fabbrica con le catene di fornitura a monte e i canali distributivi a valle in modo da renderle un sistema integrato e interconnesso. Molto spesso si sente dire che la macchina acquistata rientra nei parametri dell’Industria 4.0, e ci mancherebbe altro che una tecnologia non sia predisposta per questo, ma è altrettanto evidente che lo scopo di queste misure servono soprattutto a una modernizzazione del parco macchine e quindi delle aziende italiane che attraverso la digitalizzazione dei processi possono migliorare la propria efficienza operativa e quindi la competitività anche nei confronti delle altre aziende europee.
Il prof.Fernando Alberti, Direttore del Centro sull’Imprenditorialità e Competitività presso LIUC e collaboratore anche presso la Harvard Business School ha ricordato come i modelli di business di successo sono quelli che cambiano le regole del gioco e che rimettono in discussione tutte le posizioni e i successi raggiunti. La visita presso l’i-Fab dell’Università ha consentito ai partecipanti di toccare con mano in una simulazione di produzione i vantaggi di una ipotetica Fabbrica 4.0.

 

Tavola rotonda sulle tecnologie stampa per etichette ibride
L’approfondimento tecnologico ha visto la presentazione attraverso una tavola rotonda degli ultimi sviluppi in tema di macchine da stampa ibride da parte di Omet, Nilpeter e Gallus, anche alla luce delle novità introdotte durante l’edizione dello scorso settembre di Labelexpo Europe.

“Il miglioramento delle tecnologie da stampa digitali inkjet e l’interfacciamento che si riesce a ottenere con le linee convenzionali, hanno dato un notevole impulso alle macchine da stampa ibride, per le quali diventa sempre più difficile individuare l’esatto ‘break-even-point’ fra tradizionale e ibrido. Nel nostro caso abbiamo proposto una linea ibrida in collaborazione con Durst, riuscendo a ottenere velocità di stampa fino a 70 metri al minuto a fronte di velocità nelle tirature che nella inkjet digitale erano assestate sui 30/40 metri al minuto. Mi rendo conto quindi della grande difficoltà di un etichettificio nel momento in cui debba decidere quale tipo di investimento effettuare”, esordisce Enrico Gandolfi sales manager per il mercato italiano di Omet da 22 anni

Enrico Gandolfi di Omet

– “L’ideale, è banale dirlo, sarebbe avere a disposizione tutte le tecnologie di stampa per scegliere volta per volta quella migliore in relazione alla commessa da stampare. Ecco dunque che una soluzione ibrida può essere un valido aiuto al lavoro degli stampatori, e penso che in futuro diventeranno sempre più degli standard nel nostro settore. Noi presentammo la prima macchina ibrida a Labelexpo 2009, dove fu accolta con un po’ di diffidenza, ma oggi a distanza di qualche anno mi sento di dire che i tempi sono maturi”, conclude Gandolfi sottolineando inoltre come anche le tecnologie ibride rispondano in pieno ai dettami dell’Industry 4.0.
Omet in collaborazione con Durst, che ha integrato la sua TAU 330 RSC digitale a 8 colori per la stampa di etichette sulla soluzione ibrida X6, è oggi pronta a offrire al mercato il massimo della flessibilità, dalla stampa alla nobilitazione su qualsiasi tipo di materiale per etichette, a seconda delle svariate esigenze del cliente.

Andrea Citernesi, responsabile di Heidelberg Italia per i prodotti Gallus da circa 5 anni, ha fornito la propria visuale e quella del suo gruppo verso la crescita del business nella stampa digitale, che Heidelberg sta affrontando anche in altri comparti, non solo nella stampa di etichette.
Heidelberg ha svolto una ricerca nel 2015 per analizzare i desideri da parte dei brand owner da un lato e quelli degli stampatori dall’altro. “Una delle principali esigenze che emerse da quella ricerca interna del nostro gruppo fu di riuscire a fornire al cliente un servizio completo sull’intero ciclo di vita della confezione, gestendo la commessa dall’inizio alla fine e in tempi brevi, e dando quindi impulso allo sviluppo di una tecnologia digitale proprietaria”, esordisce Citernesi –

Andrea Citernesi di Heidelberg

“Dalle nostre analisi è inoltre emerso che sono circa 13 i lavori digitali di svariate tirature per turno realizzati dalle aziende di stampa. L’80% dei lavori dei clienti inoltre necessitano di passaggi successivi in operazioni di nobilitazione e finishing. Nel dna di Gallus c’è sempre stata una particolare attenzione verso soluzioni in linea dalla stampa al prodotto finito, pertanto l’idea è stata quella di sviluppare una tecnologia in grado di finire il ciclo in un unico passaggio, dalla bobina neutra all’etichetta finita. La Labelfire è un sistema da stampa digitale roll-to-roll nato dalla collaborazione fra Heidelberg-Gallus e Fuji per quanto riguarda le teste di stampa, che può essere integrata con unità serigrafiche, flessografiche e di laminazione (pre e post stampa digitale), in grado di lavorare con qualità 1200×1200 dpi a 50 metri/minuto creando etichette complesse e nobilitate in un singolo passaggio”, conclude Citernesi.

Angelo Tribocco  global product manger  wine & spirits  market di Nilpeter A/S    ha fornito la visione strategica dello storico costruttore danese che vuole concentrarsi  nel fornire ai propri clienti  un livello di  innovazione che  introduca un modo superiore  ed efficiente  di produrre, differenziarsi  e creare valore, indipendentemente dalla tecnologia impiegata – “Oggi credo che sia importante per un’azienda di stampa produrre etichette  raggiungendo  vantaggi nei costi. Nilpeter è impegnata nel mercato del digitale dal 1998 iniziando dapprima  una   collaborazione con un affermato  costruttore di motori stampa digitali elettrofotografici  a toner, per arrivare poi alla tecnologia inkjet nel 2007  insieme ad altre aziende leader, queste prime esperienze   ci hanno convinto a percorrere sempre di più la strada della tecnologia ibrida, con macchine in grado di racchiudere tutte le tecnologie di stampa a disposizione di Nilpeter in un’unica piattaforma. La tiratura media si è abbassata e la volontà degli etichettifici è ovviamente quella di aumentare la propria redditività. Negli ultimi 3 anni  nella nostra industria   la maggioranza degli investimenti di elevato livello  sono stati fatti per produrre  etichette in tecnica mista in piccole tirature introducendo  macchine da stampa digitali e/o traslative  combinate/ abbinate  a sistemi  di finitura per la  nobilitazione con oro in lamina, rilievo, serigrafia. Le velocità  di

Angelo Tribocco di Nilpeter A/S

trasformazione  in media si collocano  intorno ai 12/15 metri lineari al minuto. Pensiamo dunque che l’unione di tutte le tecnologie (stampa ink jet, flexo, oro a caldo, serigrafia…) su un’unica piattaforma possa consegnare al mercato quello strumento che consenta di produrre etichette con la qualità desiderata,   costi sostenibili  e soprattutto nelle tempistiche richieste dagli utilizzatori finali. Per fare ciò avevamo bisogno di una torre stampa che si integrasse perfettamente nel nostro sistema di stampa convenzionale e abbiamo optato per il motore stampa dall’azienda giapponese Screen, per consentire una vera linea ibrida  senza utilizzo di buffer o limitazioni di configurazioni e modularità;  gli azionamenti fascia  vengono sostituiti per poter rispondere ai comandi direttamente dal sistema centrale di Nilpeter. Secondo la nostra esperienza la richiesta di stampa ibrida inkjet-flexo, con sistemi di finitura in linea, è in questo momento abbastanza limitata; entro i primi mesi del 2018  in tutto il mondo Nilpeter arriverà a  non più di   10 installazioni,  con queste caratteristiche.
Rispetto alle tirature ,1500-1700 metri lineari sembrano  essere l’area di confort di queste macchine. A nostro avviso nessuna di queste 10 macchine sostituirà, laddove installate,  macchine tradizionali o digitali di altri costruttori, ma semplicemente pensiamo che andranno a competere  e, in alcuni casi, a sostituirsi con le nostre stesse  macchine rotative in tecnica mista già presenti da questi clienti, segno che comunque lo scopo tecnico che vanno a soddisfare è assolutamente identico: consegnare  al cliente ciò che richiede, etichette con  miglior qualità possibile.
La vera innovazione risiede quindi  nella sicurezza di poter  conseguire  vantaggi nei costi e maggiore redditività  per l’azienda che le produce”, ha concluso Tribocco.

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