Una crescita sempre più sostenibile per il comparto degli scatolifici in Italia

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Il Presidente di Acis Riccardo Cavicchioli
Il Presidente di Acis Riccardo Cavicchioli

Lo scorso marzo a Riccione, si sono svolti l’Assemblea Nazionale e il Convegno dell’Associazione CIS, cui hanno partecipato come sponsor Agfa Graphics, Apex, BCS, Bimac, EDF, Euler Hermes, Fosber, Fossaluzza, Infomath, IT Toscana, New Aerodinamica, SCM, Simec, Timbriflex, Zeta Due. Numerose le aziende presenti che hanno affrontato i temi della collaborazione, dell’innovazione continua e dello scambio generazionale. Sono anche stati presentati i risultati dell’indagine annuale dell’Associazione Italiana Scatolifici sull’andamento delle aziende associate nel 2017

Molto partecipati questi incontri, a riprova del fatto che è un’Associazione attiva che raggruppa un centinaio di imprese del settore in tutta Italia, per un totale di circa 2.000 dipendenti. I membri, che fanno parte di un’importante settore dell’industria in Italia, hanno un senso di appartenenza molto forte. Infatti sono state numerose le aziende che hanno deciso di partecipare al sondaggio, circa il 70% degli associati. L’indagine ha evidenziato che il settore degli imballaggi in cartone ondulato cresce e diventa sempre più sostenibile.
I dati emersi dall’indagine confermano un quadro complessivo di crescita del fatturato: il 74% (contro il 60% della scorsa indagine) degli scatolifici rileva un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente pari o superiore al 5%, mentre il 20% afferma di avere un volume stabile (era il 24% nell’indagine 2017).
La ripartizione del fatturato rispetto ai settori merceologici vede la riconferma sul podio del settore alimentare e delle bevande, che registra complessivamente un 52% (in crescita del 10% rispetto allo scorso anno). Segue l’industria automobilistica/meccanica con il 43% (+12%) mentre al terzo posto si posiziona l’industria dell’arredamento e mobili, che pesa per il 22% (anche se in calo rispetto al 25% dello scorso anno).
Ottimi segnali emergono dalla rilevazione delle certificazioni: cresce in modo netto la percentuale di aziende dotate di certificazioni della catena di custodia forestale (FSC e PEFC), che riguardano oggi il 36% degli associati (contro il 21% dello scorso anno); in crescita anche il numero di aziende con certificazione ISO 14001 (12%, contro l’8% della rilevazione precedente). Si conferma dunque un’attenzione crescente verso una produzione sempre più sostenibile e rispettosa dell’impatto ambientale. Il trend delle certificazioni si conferma in crescita costante: ben il 30% delle aziende ha dichiarato di essere intenzionato ad aggiungere altre certificazioni ambientali nel corso del 2018. Tutto ciò all’interno di una filiera già molto virtuosa: il recupero di carta e cartone è pari all’88%, mentre il riciclo all’80% (fonte: Comieco)
“L’andamento della nostra categoria continua a rappresentare uno specchio dell’andamento economico dell’Italia. Testimonia, ad esempio, la buona salute del comparto degli alimentari e delle bevande, il principale utilizzatore di imballaggi in cartone ondulato in Italia. La crescita che il nostro comparto ha registrato è inoltre un importante indicatore della nostra forza di piccoli e medi imprenditori, che lottano ogni giorno in un’ottica di ottimismo e speranza per il futuro; sono particolarmente soddisfatto degli indicatori relativi alla sostenibilità e al rispetto ambientale: il nostro comparto è in una posizione privilegiata per raggiungere alti standard di economia circolare e come Associazione ci impegneremo ancora di più per fornire alle nostre aziende tutti gli strumenti necessari per eccellere in quest’area”, commenta Riccardo Cavicchioli, Presidente dell’Associazione CIS.
“Per quanto riguarda, invece, le tipologie di cartone utilizzate dalle aziende associate, il Triplo BC rappresenta il 44% del materiale trasformato (percentuale stabile rispetto allo scorso anno), seguito dal cartone in onda singola con il 29% (contro il 31%) e dal microtriplo EB con il 19% (percentuale stabile). Si conferma dunque una sostanziale stabilità nelle tipologie di imballaggi prodotti negli ultimi due anni, ma anche la continua attenzione nei confronti dell’ambiente e delle scelte sostenibili, come la riduzione dei volumi di carta utilizzata.
Infine, l’analisi delle linee di produzione che, nel 2017, hanno trasformato la maggiore quantità di metri quadri di cartone conferma le scelte e gli investimenti degli associati verso una migliore qualità e una maggior capacità produttiva, evidenziando la crescita percentuale di linee automatizzate e casemaker di ultima generazione.

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