Ubi Banca ha avviato la copertura su Grifal assegnando raccomandazione “buy”

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Ubi Banca ha avviato la copertura su Grifal assegnando raccomandazione “buy” e prezzo obiettivo di 4,67 euro, con un potenziale di upside di circa il 33% rispetto al prezzo di chiusura di ieri a 3,51 euro. Secondo l’istituto finanziario, la quotazione attuale di Grifal non riflette a pieno il potenziale di un prodotto all’avanguardia e di un business model innovativo che nei prossimi anni potrà dare impulso ai risultati.

Il gruppo è infatti pronto a raddoppiare la propria capacità, ottimizzando il processo produttivo e adottando allo stesso tempo un modello di business innovativo caratterizzato da logistica integrata, localizzazione delle linee di produzione presso i principali clienti e avvio di partnership con altri produttori di packaging. Iniziative che andranno a sostegno di cArtù, l’innovativa soluzione in carta ecologica ed economica che secondo l’analista sarà in grado di diventare rapidamente una commodity nel settore degli imballaggi, sostituendo le altre tipologie di prodotti.
I primi segni del potenziale di crescita si sono già visti nei primi sei mesi dell’anno, in cui Grifal ha rilevato una crescita del 9,7% dei ricavi, del 55,5% dell’Ebitda e un utile netto triplicato. Il meglio, secondo Ubi Banca, deve però ancora venire e si vedrà già per la fine dell’anno, quando il valore della produzione è stimato a 22,44 milioni (+14,3%), l’Ebitda a 2,97 milioni (+34,4%) e l’utile netto a 0,71 milioni (+82%).
Nel 2020-21 è poi atteso un deciso miglioramento della top line, con un valore della produzione atteso a 33,13 milioni (Cagr del 19,1%) in scia all’adozione di cushionPaper come commodity e all’incremento della capacità, a regime a partire da fine 2020. Non sono invece inclusi nelle stime i potenziali ricavi derivanti dalle attività di engineering, come i canoni di affitto e le royalty per la produzione di cArtù presso i principali clienti.
La marginalità beneficerà invece del differente product mix, grazie al sempre maggiore peso sul totale delle vendite di cArtù caratterizzato da margini più elevati.
Inoltre, il nuovo processo produttivo, che sarà a regime a partire dal 2021, consentirà una riduzione del costo delle materie prime, mentre il nuovo modello di business porterà alla diminuzione dei costi di trasporto e inventario.
L’Ebitda dovrebbe quindi crescere a un tasso medio anno 31,3% fino a raggiungere i 5 milioni del 2021, con un margine in deciso miglioramento da 11,3 al 15,1 per cento, mentre l’utile netto è stimato a 1,8 milioni (Cagr del 67,1%).
L’indebitamento finanziario netto dovrebbe invece scendere dai 5,36 milioni rilevati il 31 dicembre 2018 a 2,16 milioni alla fine del 2021, beneficiando della conversione integrale dei warrant.