Uteco-Kodak: stampa ibrida per l’imballaggio flessibile

0
547
Aldo Peretti, CEO di Uteco

Uteco Group e Kodak hanno presentato nel corso di una conferenza stampa presso la sede di Uteco di Colognola ai Colli (Vr) la nuova soluzione ibrida con inchiostri a base acqua per imballaggio flessibile Sapphire EVO, frutto dell’esperienza nella stampa digitale di Kodak e di quella nella stampa flexo e rotocalco di Uteco

 

 

L’incontro con la stampa nazionale e internazionale è iniziato con l’intervento di Aldo Peretti, CEO del Gruppo Uteco. Dopo aver dichiarato che il Gruppo è solido e in crescita in termini di vendite, produzione (nel 2017 sono state prodotte circa 150 macchine) e redditività, ha sottolineato che proprio perché Uteco vuole essere un leader globale sta investendo in tecnologie alternative, non solo nell’ambito della stampa flexo e rotocalco, ma anche dell’accoppiatura e del digitale, perché “disporre di tutte le tecnologie è indispensabile per far fronte al crescente fenomeno della globalizzazione delle tecnologie, e ovviamente la tecnologia digitale deve essere presente nel nostro portfolio di soluzioni per l’imballaggio flessibile. Siamo consapevoli che la soluzione che presentiamo oggi non può competere con la stampa flexo e rotocalco per le tirature medio-lunghe, né tantomeno sostituirle, ma invece è perfetta per le tirature brevi di presentazioni di prodotto, articoli promozionali, campagne di marketing dedicate, e prodotti personalizzati. Con Sapphire EVO i nostri clienti stampatori e trasformatori riusciranno finalmente a soddisfare le richieste dei loro clienti finali per produrre con efficienza e qualità imballaggi flessibili, etichette e imballaggi intelligenti, ottimizzando la produzione, affiancando questa soluzione ibrida alle tecnologie tradizionali”. Anche il concetto alla base del progetto è importante, “crediamo molto nella collaborazione con Kodak, grazie alla quale abbiamo integrato la loro esperienza nella stampa digitale e la nostra nella stampa flexo e rotocalco, e nella relativa gestione del film, convinti di dare al mercato la soluzione giusta al momento giusto”, ha concluso Peretti.

 

 

Una storia di integrazione tecnologica e di competenze
A seguire Riccardo Passerini, Sales Director Mediterranean & Balkans Regions, ha esposto più nel dettaglio la genesi del progetto di Uteco e Kodak – pioniere nella stampa inkjet da quasi 50 anni – che è iniziato qualche anno fa: infatti già nel 2015 Kodak e Uteco avevano presentato la possibile e riuscita integrazione tra flexo e digitale, stampando un film flessibile per imballaggi stampato su una macchina da stampa flexo, la Uteco Onyx 812, ottimizzata per la stampa WetFlex evoluta tramite l’utilizzo di inchiostri EB con tecnologia Uteco EB2, equipaggiata con due teste inkjet Kodak Prosper, il modello S20, che stampa in nero più un colore.
Successivamente in occasione di Drupa 2016 era stata esposta Uteco/Kodak Sapphire, macchina per la stampa digitale su film plastici a 7 colori e verniciatura di sovrastampa ad alta velocità con inchiostri e vernice a base acqua in linea e velocità massima di 300 m/min.

“Le squadre di Uteco e Kodak hanno messo a punto successivamente la Sapphire EVO che oggi è pronta per la commercializzazione, senza cambiare la tecnologia di stampa digitale inkjet, che è sempre la Kodak Propser Stream, che utilizza un approccio diverso perché non prevede cariche elettrostatiche, ma usa un sistema proprietario di stampa basato sul ‘pinch-off’ termico di flussi di inchiostro emessi in continuo, per una stampa veloce, precisa e affidabile. Applicando un impulso regolare ai riscaldatori che circondano ciascun orifizio dell’ugello, l’inchiostro viene stimolato a dividersi in finissime goccioline. Le gocce d’inchiostro non necessarie vengono allontanate dal supporto e ri-circolate, la dimensione della goccia e il pinch-off sono regolati dal tempo che intercorre tra gli impulsi di calore, creando così una dimensione di goccia variabile. Le teste sono sempre pulite e proprio per questo la stampa può avvenire rapidamente, perché l’inchiostro fluisce continuamente, a differenza delle altre tecnologie inkjet dove l’ugello si apre, si chiude e si riapre”, ha spiegato Passerini.
In sintesi la tecnologia Stream Inkjet della Sapphire EVO agevola l’ingresso nel settore della stampa a getto d’inchiostro degli stampatori e dei trasformatori di imballaggi flessibili che desiderano applicare i vantaggi della stampa di dati variabili, delle basse tirature, della personalizzazione o del versioning anche ai lavori che vengono normalmente prodotti in flexo e rotocalco.
Tutto questo però non sarebbe stato sufficiente per creare una soluzione ibrida efficiente, grazie alle unità flexo e rotocalco di Uteco, assolutamente indispensabili e integrate perfettamente con la stampa digitale, Sapphire EVO produce un film di qualità impeccabile.
Ma perché un produttore di imballaggi flessibili dovrebbe dotarsi di una soluzione ibrida? La risposta è semplice, per soddisfare le richieste di un mercato che vuole spendere meno per i tantissimi SKU che vengono lanciati, che non ragiona più secondo logiche di marketing di massa ma mirato, per stampare sempre più informazioni a contenuto variabile, e soprattutto vuole essere più sostenibile riducendo scarti, tempi morti e quantità di merce a magazzino. E solo la stampa digitale può dare queste possibilità. Non stiamo parlando di prospettive ma di fatti concreti. Passerini ha illustrato alcuni esempi concreti: “in Francia i sacchetti per le baguette non erano più anonimi, ma personalizzati con il nome e l’indirizzo della panetteria che li produceva, importantissimo in questo caso il fatto che gli inchiostri a base acqua usati da Kodak sono conformi alle norme per gli imballaggi alimentari; in Tailandia le etichette sui superalcolici che identificano la tassa sulla fabbricazione degli alcolici vengono stampate con numerazione per singolo prodotto e codice a barre 2D collegato al punto vendita”.

 

 

Quando la tecnologia ibrida è un vantaggio per la qualità e la produttività
Sapphire EVO è una soluzione ibrida che stampa oltre 9.000 metri lineari l’ora, per quanto riguarda i colori stampati con tecnologia Kodak Stream Inkjet vengono usati 4 colori (CMYK), ma è previsto anche un quinto colore in futuro. La gamma cromatica garantita è comunque molto ampia, perché arriva a coprire l’86% dei colori Pantone; prima della stampa è necessario applicare un primer, anch’esso a base acqua come gli inchiostri utilizzati e dopo la stampa con le teste digitali si può applicare la verniciatura; relativamente ai formati la macchina utilizza supporti con una larghezza fino a 650 mm ed è in grado di stampare su una larghezza massima di 622 mm. Relativamente alla convenienza economica di stampare un ordine in digitale la macchina dovrebbe essere perfetta per gli utilizzatori che stampano circa 20 mila mq o meno/anno
Dopo gli interventi di Peretti, Passerini e tecnici Uteco, i partecipanti all’affollata conferenza stampa hanno potuto vedere la macchina in funzione e vedere i campioni stampati. La Sapphire EVO in azione aveva questa configurazione, da cui si evince che il termine ibrido è assolutamente appropriato: svolgitore a albero singolo; unità rotocalco con anilox e racla a camera chiusa che serve per applicare il primer sul supporto flessibile che viene essiccato ad aria calda; poi la sezione per la stampa digitale inkjet a 4 colori, che stampa i 4 colori uno dopo l’altro wet-on-wet; essiccazione su tamburo a temperatura controllata; unità flexo di verniciatura e infine stacking line ad aria calda e riavvolgitore.
Certamente il potenziale della stampa digitale nel settore degli imballaggi è ancora inesplorato, perché le aziende attive in questo settore, stampatori, agenzie di progettazione e di marketing e gli stessi marchi, non si sono ancora resi conto dei vantaggi che può offrire in termini di personalizzazione, fidelizzazione dei clienti e integrazione con campagne online. Oggi questo futuro è qui grazie alle soluzioni proposte da Uteco in sinergia con Kodak, due fornitori che possono garantire la qualità e l’affidabilità delle loro soluzioni.
Sapphire EVO a giugno 2018 sarà installata presso Nuova Erreplast, prima azienda a credere in questa nuova soluzione tecnologica Made by Italy. L’azienda ha sede vicino a Napoli e produce imballaggi flessibile e buste per i settori alimentare, della moda e industriale.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here