Stampa di etichette: come rispondere a un mercato mondiale profondamente mutato

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Nick Coombes

In questa intervista di Nick Coombes, Paul Briggs, agente ufficiale OMET per il Regno Unito e l’Irlanda, parla dell’effetto della pandemia di Coronavirus su produttori e converter. Briggs vanta lunga esperienza nel comparto  narrow web, avendo lavorato in passato anche con Mark Andy e Xeikon.

 

Paul Briggs, Agente Omet per Regno Unito e Irlanda

Qual è stato l’effetto del Covid-19 e del lockdown, nell’immediato, sul mercato?
“Molto contrastante: ci sono stati vincitori e vinti. Alcuni hanno assistito a un balzo improvviso della domanda di etichette di prodotti alimentari, farmaceutici e igienizzanti quando è esplosa la paura per la propria salute e sono stati chiusi tutti i ristoranti, le mense e gli altri posti dove mangiare fuori: la domanda da parte dei supermercati e altri rivenditori di prodotti alimentari ha avuto un picco. Il settore industriale sembra invece essere stato maggiormente colpito dalla diminuzione della domanda da parte di molti clienti tradizionali, sebbene vi sia stata anche una crescita di nuove attività”.

 

Come reagiscono i converter alla situazione in evoluzione?
“Dipende dal loro parco clienti, ma in generale abbiamo visto aziende licenziare personale e operare a numero ridotto nei loro stabilimenti per soddisfare le esigenze di distanziamento sociale, mentre alcuni lavoratori sono stati isolati per motivi di salute. Sarà interessante vedere, quando il rischio per la salute diminuirà, quante di queste persone saranno nuovamente coinvolte nel processo produttivo. La pandemia avrà mostrato ai manager dell’azienda quanto snelle possano essere alcune operazioni e come si possa sopravvivere lavorando in modo più lean: ci sarà un nuovo modo di lavorare permanente? È difficile prevedere come, ma cambierà sicuramente”.

 

Come ha reagito OMET e come si è adattata alla nuova situazione?
“Innanzitutto non ha mai interrotto l’attività, nemmeno al picco della pandemia in Italia. Rientrando nelle categorie essenziali per le industrie alimentari e farmaceutiche, ha adottato una modalità di lavoro “smart” per tutti coloro che potevano farlo e ha dimezzato il personale di produzione per consentire il distanziamento sociale, adottando tutti i dispositivi di sicurezza necessari. La produzione delle macchine da stampa è proseguita come di consueto, con l’eccezione di qualche ritardo nella fornitura di alcuni componenti, ma per il resto le linee hanno continuato a girare e le macchine sono state collaudate e spedite normalmente. L’aumento della domanda di etichette e packaging stampati da parte dei brand owners ha spinto OMET a fornire più tecnologia e più velocemente. Abbiamo fatto del nostro meglio, ma non è possibile aumentare la produzione di beni capitali così rapidamente!”.

 

Come ha fatto OMET a gestire le installazioni quando c’erano restrizioni di viaggio?
“E’ stato fatto da remoto con l’aiuto di un kit di installazione intelligente chiamato “NOVA”, che sta per New OMET Virtual Access, e consente alle macchine da stampa di essere installate e avviate dai tecnici del cliente sotto la guida remota degli ingegneri specializzati OMET in Italia. Si è rivelato un grande successo in diverse installazioni, e ha il vantaggio di essere uno strumento utile anche per la diagnosi dei guasti e il supporto post-vendita. La pandemia ha permesso di mettere a fuoco la moderna tecnologia di comunicazione, che sarà un vantaggio determinante in futuro”.

 

Guardando al futuro, pensa che le condizioni di quest’anno rappresentino un cambiamento a breve termine o una modifica fondamentale al modo in cui funziona il settore del narrow web?
“Se la consegna di packaging stampati non era abbastanza veloce, ora lo è molto di più! Ma questa è una tendenza esistente da tempo: “just enough” e “just in time” non sono concetti nuovi, e direi che il settore del narrow web ha reagito meglio di molti altri ai cambiamenti del mercato nel corso degli anni – infatti OMET è orgogliosa di sé stessa per la ricerca e sviluppo davvero pionieristica e per le tecnologie innovative introdotte sul mercato in risposta ai cambiamenti della domanda. Ad esempio, siamo stati i primi a includere la stampa a tamburi riscaldati con le lampade UV montate direttamente sul cilindro di stampa per gestire direttamente materiali sensibili al calore, tecnologia che risponde a una tendenza del mercato che spinge sui film. Così come siamo stati i primi a offrire un controllo del registro completamente automatizzato longitudinale e trasversale, il che ha un effetto significativo sui tempi di setup e sugli sprechi. Poi c’è il lavoro che stiamo svolgendo sul riutilizzo del liner come laminato, nell’ambito del nostro progetto di “green technology”: tutti queste innovazioni sono “market driven” ma richiedono una mentalità creativa per innovare e sviluppare la tecnologia”.

 

Quindi, una maggiore flessibilità è la chiave di tutto?
“Sì, lo è. Una cosa che la pandemia ha fatto è stata costringere i converter a rivedere il loro portafoglio prodotti utilizzando la loro capacità esistente e traendo vantaggio dalle mutate condizioni di mercato. Ancora una volta, la flessibilità delle macchine OMET è un vero vantaggio in questa situazione. Conosco un certo numero di label converter che hanno adattato la produzione delle loro macchine da stampa per soddisfare la crescente domanda di mascherine e articoli DPI: ci vuole solo pensiero laterale e la tecnologia giusta. Questo è il motivo per cui la nostra collaborazione con Durst per la macchina da stampa ibrida è stata così importante. Ha capacità di delam/relam, di stampare in senso inverso, di girare il nastro e incrociarlo per creare etichette multipagina, oltre che di offrire tutti i vantaggi per la stampa variabile con il digitale”.

 In che modo questo influenzerà gli investimenti futuri?
“Penso che i converter si concentreranno su un’ampia gamma di produzione con una maggiore automazione e una riduzione complessiva delle attività manuali. L’intera catena di fornitura è sotto pressione e non è probabile che questo cambi, quindi per la maggior parte dei fornitori deve essere “giusta la prima volta”. Più si può affidare alla tecnologia per migliorare la precisione e ridurre gli sprechi e il consumo di energia, meglio è. Questo è ciò che notiamo in OMET quando i clienti scelgono le specifiche delle loro macchine da stampa: si tratta di produrre alta qualità ad alta velocità con tempi di fermo minimi. In termini generali, probabilmente significa meno macchine semplici per i mercati sviluppati che cercano più valore aggiunto. È qui che la tecnologia innovativa di OMET dà il meglio”.

 

Quali saranno le tendenze del mercato quando tornerà la normalità?
“Beh, prima si dovrà definire quale sarà la nuova normalità, perché non vedo il mondo e gli affari tornare a dov’erano pre-lockdown: troppo è già cambiato. Possiamo aver superato la prima ondata del virus, ma non è andata via, quindi la vita continuerà a esserne influenzata ancora per molto tempo. La cucina casalinga e l’entertainment resteranno, a scapito del settore eventi, e sia lo sport che le arti continueranno a soffrire, con poca o nessuna presenza di pubblico. La vendita al dettaglio online, che era già in crescita, ha visto un forte impulso a scapito dei negozi del centro e, sebbene questa crescita rallenterà, penso che il commercio al dettaglio vedrà un cambiamento fondamentale e permanente nelle abitudini di acquisto e tutto ciò che ne consegue”.

 

Guardando al settore delle arti grafiche, quali effetti duraturi avrà la pandemia globale sul modo di fare business?
“Stiamo già assistendo a un massiccio spostamento di enfasi lontano dalle fiere. Basta guardare cosa sta succedendo alla Drupa riprogrammata: meno giorni, alcuni dei principali produttori che si ritirano e nessuna certezza reale che le restrizioni di viaggio consentiranno o incoraggeranno i visitatori a partecipare. Tante aziende hanno il proprio showroom o demo center dedicato, dove possono invitare i clienti su base esclusiva a una frazione del costo di esposizione a una fiera, ed è difficile prevedere come tutti gli eventi pianificati per il prossimo anno potranno svolgersi. Una volta usciti dal calendario, anche la volontà e la necessità di farli tornare potrebbero sparire. OMET ha recentemente aperto un nuovo demo center a Lecco appositamente costruito e chiamato “OMET Drome”, che fornisce un’esperienza ampia e migliore ai converter che desiderano testare il loro lavoro su un’ampia varietà di tecnologie di stampa. Perché hanno bisogno di andare a una fiera e mettere a rischio la loro salute, quando è molto più facile creare e mantenere un ambiente “sicuro” lì?”.

 

Come vede la tecnologia rispondere alle mutevoli richieste del mercato?
“Penso che i prossimi cinque anni vedranno grandi cambiamenti: la generazione più giovane in arrivo è alla ricerca di una società più pulita e più verde e questo finirà per riflettersi nel modo in cui tutte le merci sono imballate, indipendentemente da come cambiano le abitudini di acquisto. I rifiuti continueranno a essere l’argomento caldo, e spetterà alle aziende adottare processi produttivi snelli utilizzando le tecnologie più recenti. Per quanto concerne i fornitori di macchinari, in OMET notiamo che mentre la stampa digitale continua a crescere in volume, le tecniche flexo e offset stanno cambiando e miglioreranno. La nostra nuova linea ibrida XJet, sviluppata in collaborazione con Durst, è decisamente all’avanguardia in questo settore di mercato e, combinata con l’esperienza di OMET nei processi di conversione e finitura, rende la produzione in un unico passaggio di etichette e imballaggi flessibili una proposta commerciale altamente redditizia.

 

Quindi, sei ottimista o pessimista riguardo al futuro in generale?
“Molto ottimista per il nostro settore di mercato! Ho sempre pensato che il narrow web fosse particolarmente agile nella risposta ai cambiamenti della domanda e, sebbene le larghezze del nastro siano aumentate e le macchine da stampa siano diventate più sofisticate, credo che non abbia perso nulla della sua capacità. OMET proseguirà con la capacità unica di ampliare il proprio appeal sul mercato. Dispone della gamma di tecnologia più completa rispetto a qualsiasi altro produttore del settore e di esperienza nei diversi mercati, dalle etichette autoadesive a quelle in pellicola, imballaggi flessibili, cartoni pieghevoli e materiali speciali. Soprattutto, OMET si impegna davvero con i propri clienti e si adatterà alle loro esigenze individuali, quindi è difficile vedere qualcosa di diverso dalla crescita continua”.