Serviform: al via la settimana di open house

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L’azienda di Caravaggio è leader nell’innovazione di settore, ma non trascura i grandi obiettivi legati all’ambiente, al territorio e alla cultura

Si è aperta lunedì 25 giugno la settimana di grande interesse e ricca di ospiti per l’azienda SERVIFORM, che fa parte del gruppo Foppa. Per sei giorni l’azienda di Caravaggio ospiterà clienti e dealer italiani e stranieri per presentare ed illustrare il funzionamento delle nuove macchine e le soluzioni tecniche più aggiornate per il settore dei fustellifici.

Nella giornata di martedì 26 giugno si è tenuto anche il WAM – World Agency Meeting, un’occasione per incontrare la rete mondiale: presenti rappresentanti di oltre  20 Paesi: Giappone, Australia, Sud Africa, India, Turchia, Stati Uniti, Canada, Ucraina e ovviamente tutti i paesi europei. Sì, perché l’azienda di Caravaggio esporta il 91% della sua produzione di macchine all’estero e questo è certamente un traguardo invidiabile.

Ma Serviform non si distingue solo per questo: la capacità e lungimiranza della proprietà e del management sono noti, così come l’attenzione all’ambiente e al territorio. E’ stata tra le primissime aziende green del settore e in provincia ad adottare i pannelli fotovoltaici e l’energia geotermica e ad introdurre la raccolta differenziata in azienda;  a destinare risorse alla cultura e al territorio: restituendo alla comunità un affresco del XVI secolo, restauro finanziato attraverso l’art bonus e ancora, sostenendo la pubblicazione di libri dedicati al pittore Caravaggio e alle sue terre.
In questa occasione, ha saputo ancora una volta coniugare questo spirito green con la promozione del territorio, proponendo agli ospiti provenienti da tutto il mondo il meglio dei prodotti enogastronomici locali.
Come ha saputo farlo? Invitando la chef Paola Bertini a preparare un lunch buffet diverso ogni giorno, utilizzando esclusivamente prodotti a km zero o di provenienza lombarda: dai salumi ai formaggi, dalle verdure alla frutta, dal riso padano ai vini del lago. Inoltre, tutto il materiale di service sarà assolutamente ecosostenibile: posate in legno e contenitori monouso in carta riciclata, biodegradabile e compostabile, eco-bicchieri ricavati dall’amido di mais e decorati con inchiostri vegetali.
Un’ultima particolarità: la chef e il marito da anni sostengono con questa loro attività un’associazione di aiuto ai bambini delle scuola di Wallacha in Etiopia.
Ecco così che un’occasione formale di lavoro può diventare un vero momento di economia della condivisione.

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