Rotocel ottiene la certificazione FSC®

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Fra i più importanti produttori italiani di etichette adesive a bobina di alta qualità, Rotocel ha sposato da sempre una filosofia ecosostenibile, nella convinzione che sia possibile ridurre in maniera significativa il peso ambientale dell’etichetta.

Per questo motivo ha intrapreso un lungo percorso che ha portato l’azienda bolognese a ottenere, in questi giorni, la certificazione FSC®. «Per certificarsi – spiega Federica Mazza, referente FSC® per Rotocel – c’è un iter da seguire, un sistema produttivo a controllata conversione di scarti, l’utilizzo esclusivo di materie prime certificate, regole e principi rigorosi da rispettare e da rispettare sono tutti, non la maggior parte, non solo quelli più importanti. L’ente certificatore non lascia nulla al caso: se vuoi che venga riconosciuto il tuo sforzo, a farlo deve essere tutta la catena di custodia a cui appartieni, mettendo un’azienda nella posizione di poter garantire il mercato circa la provenienza del legno o della carta utilizzati per i propri prodotti e quindi dimostrare in maniera corretta, trasparente e controllata il proprio attivo contributo alla gestione forestale responsabile».
Rotocel ha sposato questa etica e oggi è stata inserita tra le aziende certificate  FSC® e produce etichette responsabili. «Abbiamo sempre sposato una filosofia sostenibile – prosegue Federica Mazza – e per noi era importantissimo ottenere questa certificazione. Siamo molto fieri, quindi, di poter utilizzare il nostro logo di certificazione FSC® con il nostro numero di licenza».

Le scelte di Rotocel sono sempre andate nella direzione della sostenibilità e quindi dell’attenzione verso l’ambiente: «Scegliamo macchine e inchiostri Hp Indigo e valutiamo con attenzione i supporti che acquistiamo», spiega Catia Cantelli, CEO di Rotocel. «Hp ha istituito un programma in collaborazione con la Good Energy Initiative per compensare le emissioni di carbonio associate alla produzione delle sue macchine da stampa, che sono certificate con il marchio Green Leaf Intertek proprio perché in linea con le normative di tutela dell’ambiente. La certificazione FSC® è solo la punta dell’iceberg, il riconoscimento ufficiale di un’attitudine verso comportamenti e scelte responsabili e sostenibili che in Rotocel abbiamo sempre avuto». L’azienda bolognese, inoltre, collabora da anni con Avery Dennison (Fasson): «ci siamo orientati verso l’utilizzo di loro supporti anch’essi certificati FSC® e di natura riciclata», prosegue Catia Cantelli. «Stiamo utilizzando anche supporti con componenti riciclate: una carta costituita al 20% di bucce d’uva, una con bucce di mela, un’altra fatta con la canna da zucchero».

Anche le caratteristiche dell’ultima macchina acquistata dall’azienda, la MGI JETVarnish 3D Web (una nuova tecnologia integrata che permette di personalizzare le finiture delle grafiche senza vincoli di impianti e che quindi può essere utilizzata anche per la nobilitazione delle etichette), sono coerenti con le scelte sostenibili di Rotocel: processando digitalmente le finiture consente di avere meno spreco di carta per l’avviamento delle diverse lavorazioni e permette di evitare impianti di natura metallica.

In un mondo connesso, come un’azienda lavora diventa più importante dei suoi prodotti. Oggi responsabilità e fiducia non sono solo qualcosa per cui le aziende devono lottare: sono fattori chiave nel processo di scelta dei consumatori. «La responsabilità stessa diventa – spiega Federica Mazza – un modo di fare business, guidando l’innovazione e ispirando maggiori efficienze e risparmi, e i risultati parlano da soli: il Meltwater Benchmark report del 2017 ha constatato che il 50% dei consumatori globali riconosce distintamente un prodotto con l’etichetta FSC® (Forest Stewardship Council), e di questi l’82% lo consiglia a famigliari ed amici. Non è moda, non è un trend tantomeno un’abitudine: è una coscienza collettiva che sta crescendo e che va sostenuta. E ogni azienda, in ogni settore, dovrebbe capire l’importanza di utilizzare etichette certificate FSC® (Forest Stewardship Council)»