Bio-Pro: rinnovare la materia per tutelare l’ambiente

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A destra nella foto Claudio Giacomelli, fondatore di Bio-Pro

Bio-Pro, che ha sede a Villanova di Castenaso (BO), è una start-up che coniuga l’attività di ricerca su nuovi materiali ecosostenibili e processi di ecodesign con prestazioni elevate e orientati alla creazione di valore grazie alla riduzione dell’impatto ambientale e alla riduzione degli scarti di produzione

 

 

 

Bio-Pro nasce nel 2014 a seguito del deposito di brevetto della tecnologia Paper P per la conversione termochimica biologica della cellulosa in PHA, più precisamente si tratta di una tecnologia esclusiva per la trasformazione in loco di scarti cellulosici prodotti dall’industria della stampa in bioplastica di alta qualità. Bio-Pro offre servizi di consulenza per la progettazione e manutenzione di impianti per il trattamento di rifiuti industriali e per la progettazione di imballaggi realizzati con materiali ecosostenibili, per un prodotto rispettoso dell’ambiente in ogni sua componente; fornitura di materiali e tecnologie destinati alla riduzione dell’impatto ambientale; sviluppo di certificazioni ISO 14001 e realizzazione di studi LCA; diagnosi energetiche; sviluppo di prodotti secondo i principi dell’eco-design; prove e analisi di laboratorio. Bio-Pro offre anche inchiostri flexo UV, Solventi, Collanti Hot Melt, Adesivi UV.
Synergic Solution fornisce a Bio-Pro il know-how in ambito tecnologico e software per la progettazione di imballaggi flessibili e in cartone, e concorre nello sviluppo prodotto in ecodesign. Gli stabilimenti produttivi si trovano nelle province di Bologna e Ferrara.
Claudio Giacomelli, area manager di Synergic Solution e titolare di Bio-Pro, ci illustra i principi che guidano l’attività di Bio-Pro. “È una startup innovativa alla costante ricerca di processi e prodotti che permettano alle aziende di superare l’utilizzo di risorse non rinnovabili. Seguendo i principi dell’eco-design, Bio-Pro incoraggia le imprese a divenire più responsabili nei confronti dell’ambiente, guidando i propri clienti con attività di consulenza e project management nella ricerca di processi e prodotti ecologici. E questo con un unico obiettivo: aumentare il vantaggio economico riducendo l’impatto ambientale”.

 

 

Migliorare l’ecosistema… anche quello aziendale
Bio-Pro lavora su tre fronti: R&D, progettazione e consulenza. Ricerca e sviluppo sono orientati all’individuazione di materiali e tecnologie sostenibili mentre l’attività di progettazione mira a realizzare impianti per la produzione di innovativi materiali ecosostenibili. Infine, il servizio di consulenza è offerto a tutte le aziende che desiderino minimizzare l’impatto ambientale delle loro attività: migliorando prodotti e processi, nel rispetto delle normative vigenti, ogni impresa può tendere la mano all’ambiente.
A tal fine è fondamentale effettuare un Life Cicle Assessment o Analisi del ciclo di vita di un prodotto, che viene analizzato “al microscopio”. Si tratta di uno studio (standardizzato dagli ISO 14040-44) che consente di calcolare carichi ambientali di un’attività, un prodotto o un servizio dall’estrazione delle materie prime fino allo smaltimento finale. Applicabile a qualsiasi processo produttivo, lo studio LCA quantifica gli impatti relativi a ogni fase – estrazione e lavorazione materie prime, fabbricazione, distribuzione, recupero e smaltimento dei relativi rifiuti – utilizzando differenti indicatori l’indicatore Carbon Footprint. L’obiettivo è definire una strategia di riduzione delle emissioni, ridurre il consumo di risorse e abbattere il conseguente inquinamento.

 

 

I progetti
Bionet è una rete per imballaggi di alimenti che fa bene all’ambiente, sviluppata per il confezionamento di mitili e prodotti agroalimentari. È biodegradabile e compostabile, come previsto dalle norme europee (EN 13432), e costituisce un prodotto innovativo e rispettoso dell’ambiente sia nella scelta della materia prima che nel processo produttivo. Le bioplastiche sono in grado di assicurare un’ottima tenuta, al contrario in ambienti umidi come le apposite compostiere subiscono nel tempo processi di biodegradazione per effetto dei microorganismi. Nella fase di compostaggio, in 80-90 giorni si libera anidride carbonica e acqua in accordo per degradazione di almeno l’80% della massa polimerica come richiesto dalle normative europee EN 13432 e ISO 14855.
Biofilm è una pellicola biodegradabile realizzata con poliesteri alifatici da risorse rinnovabili in grado di sostituire in modo efficace le applicazioni tipiche del film in LDPE. Biofilm presenta caratteristiche meccaniche uniche ed è una interessante soluzione per le aziende che desiderano migliorare l’impatto ambientale dei propri imballaggi.
Recentemente Bio-Pro ha partecipato nel 2017 alla manifestazione Ecomondo e nel 2018 a Marca. I prodotti della linea Bionet e Biofilm – che sono stati sviluppati per sostituire i prodotti in LDPE, in particolare reti per l’industria agroalimentare e imballi GIR-SAC per l’imballaggio dei prodotti ortofrutticoli – hanno riscosso un notevole interesse perché gli imballaggi sono in costante evoluzione e la presenza di nuovi materiali determina sempre una reazione importante.
Il processo brevettato “Paper P: dalla cellulosa alla plastica”, nasce in collaborazione con l’Università di Bologna. Attraverso una conversione termochimico-biologica, gli scarti cellulosici destinati al macero vengono trasformati in polidrossialcanoati – PHA – biopolimeri che possono svolgere le stesse funzioni delle plastiche derivate da idrocarburi. Si riducono così le emissioni e si aprono nuovi orizzonti per la valorizzazione di scarti industriali.
Il PHA è una plastica bio-degradabile di origine naturale che si può trasformare utilizzando le tecnologie esistenti e si presta ad un’ampia gamma di applicazioni: dal film protettivo all’imballo, dal manufatto ai filamenti per stampanti 3D.
“Gli scarti di lavorazione della stampa, i rifiuti a base cellulosica e gli imballaggi rappresentano un enorme potenziale economico ad oggi solo parzialmente utilizzato. Paper-P è un processo economicamente sostenibile che apre la possibilità di convertire questi scarti in un materiale completamente nuovo, in grado di sostituire plastiche derivate dal petrolio e di essere utilizzato in sinergia con i prodotti cellulosici stessi. Il processo sviluppato presenta importanti novità rispetto alle tecnologie esistenti, è in grado di produrre PHA ad un costo competitivo rispetto alle plastiche da petrolio, e rappresenta una novità assoluta a livello europeo ed internazionale”, spiega Giacomelli.

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