Premio “Vincenzo Dona” 2017

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Il packaging, un valido strumento contro lo spreco alimentare

L’edizione 2017 del Premio Dona, dedicato al tema della casa, ha avuto il merito di percepire lo stretto legame tra le funzioni e le tecnologie dell’imballaggio e la gestione della casa e della spesa. Durante la manifestazione è stato dedicato ampio spazio a consigli utili per migliorare la conservazione del cibo e, quindi, evitarne lo spreco, ma sempre in un’ottica di sostenibilità a 360°, con un focus sulla corrette modalità per effettuale la raccolta differenziata.

 

Lo scorso 24 novembre a Roma (Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina 52) si è tenuta l’undicesima edizione del Premio “Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, evento organizzato dall’Unione Nazionale Consumatori, la prima organizzazione di consumatori in Italia, fondata nel novembre 1955 da Vincenzo Dona. Anche l’Istituto Italiano Imballaggio nel panel degli speaker. Quest’anno si è parlato di smart home. Dibattendo dei temi relativi alla casa e alla sua gestione, non poteva mancare il tema dello spreco di risorse, in particolare di cibo e, per la prima volta, Unione Consumatori dà spazio anche al tema del packaging, a cui viene riconosciuto un inedito ruolo di supporto concreto, nella prevenzione delle perdite e dello spreco di alimenti.
Assunto che il packaging è uno strumento commerciale, con la precisa funzione di proteggere, conservare e veicolare il prodotto dal punto vendita ai luoghi di consumo, è evidente che ricopra un ruolo importante nella nostra società, perché permette ai consumatori di disporre dei prodotti, a proprio piacimento. L’evoluzione di una società in rapido cambiamento, sempre più orientata a soddisfare i propri bisogni e le proprie esigenze presenta anche innumerevoli occasioni di consumo e abitudini sociali nuove. Aumentano i single e gli anziani, aumenta il tempo che si trascorre fuori casa, si modificano le modalità e le abitudini di acquisto. Ogni individuo cerca risposte che corrispondano alle proprie abitudini e aspettative, anche negli acquisti.
Ciò determina l’offerta di prodotti di piccole dimensioni e personalizzati, in particolare per ciò che riguarda il cibo, bene molto deperibile, che secondo i dati Fao, risulta essere oggetto di spreco o di perdite ingenti ancora ai giorni nostri, nonostante la carenza di cibo sia un tema molto caldo, dato che la popolazione mondiali raggiungerà in pochi anni quota 7 miliardi. Limitare, in ogni modo, lo spreco di alimenti è il leit motiv. L’imballaggio e le tecnologie ad esso legate si profilano come uno degli strumenti utili allo scopo.
La diffusione di confezioni a misura delle nostre esigenze, ha tuttavia un rovescio della medaglia: a una riduzione del cibo buttato, corrisponde un aumento del packaging. Questo ha aperto una fase di riflessione critica tra stakeholders del settore, culminata nella redazione della Carta etica del packaging, che riassume in 10 principi l’essenza packaging perfetto: responsabilità, equilibrio, sicurezza, accessibilità, trasparenza, informazione, contemporaneità, lungimiranza, educazione e sostenibilità. In questi principi, una volta tradotti in pratica, ovvero in funzioni che il packaging deve svolgere, sta la chiave del ruolo di contrasto dello spreco alimentare, in un’ottica più ampia di sostenibilità. Così come, da consumatori, non percepiamo con chiarezza che il nostro stile di vita è responsabile dell’aumento dei rifiuti di imballaggio, altrettanto con difficoltà percepiamo che l’impatto ambientale di un alimento è, generalmente, assai più alto di quello del sistema di packaging che lo contiene e lo veicola. Motivo per cui è doppiamente importante evitare che l’alimento vada perso e questo risultato si può ottenere anche grazie a tecnologie di packaging sempre più performanti.