Più cartiere più economia circolare

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“Se ci fossero le condizioni in Italia per utilizzare più carta da riciclare non
esporteremmo più materie prime secondarie ma prodotti di carta finiti con più alto
valore aggiunto”. Questo il commento del Presidente di Assocarta, Girolamo Marchi sugli
ultimi sviluppi riguardanti lo stop imposto ai lavori di avviamento della cartiera di Mantova,
ennesimo e più eclatante episodio del capitolo delle odissee burocratiche che affronta l’industria italiana.
“Ciò con benefiche ricadute in termini di maggiore occupazione” aggiunge Marchi “e con
l’attuazione dei principi dell’economia circolare, evitando inoltre che le fibre usate
percorrano anche 14/15.000 km per essere riciclate. Inoltre, non dipenderemmo più dai
clienti asiatici per l’utilizzazione delle carte da riciclare raccolte in Italia: il mercato sarebbe
più stabile anche per i nostri operatori della raccolta”.
Ma quali sono le misure per incentivare la costruzione di cartiere che riciclino la
carta? “Nessun altra se non quella di avere regole certe e chiare, condizioni paragonabili
a quelle dei nostri colleghi e concorrenti tedeschi, francesi ed europei in genere, che
tengano in debito conto anche il diritto di operare per gli imprenditori” afferma Marchi che
spiega ”L’industria italiana sta già investendo facendo leva sul surplus di export per
riportare la capacità nazionale a livelli in grado di utilizzare quasi tutta la raccolta
differenziata della carta in Italia”.
Confindustria, nelle Assise di Verona, ha presentato le sue proposte per l’Italia nell’ottica
della politica dei fattori portata avanti dal Presidente Boccia che deve andare a vantaggio
di tutto il Paese. Tra le proposte presentate c’è proprio quella di “completare la transizione
verso un’economia circolare, rafforzando il parco impiantistico nazionale”.
Nonostante ciò, spesso, i nuovi investimenti industriali (paradossalmente proprio quelli
riguardanti il riciclo e il recupero) sono immersi in un limbo di incomprensioni, che diventa
spesso un “purgatorio regolatorio”.
“E’ il caso della riconversione della cartiera di Mantova, il “ponte sospeso” firmato
dall’arch. Nervi, il cui cuore tecnologico è stato radicalmente rinnovato per riciclare
sempre di più e meglio in Italia, ma che non riesce ad avviare le macchine” spiega
Marchi che conclude ”il rispetto delle regole è imprescindibile, ma lo è anche il dialogo tra istituzioni e tra istituzioni e imprenditori, che forse in qualche caso può evitare
qualche ordinanza. Dialogare aiuta a rimanere nei tempi giusti per gli investimenti,
che sono fondamentali in ogni iniziativa imprenditoriale”.
Assocarta stima che le capacità in corso di realizzazione ridurranno in maniera strutturale
l’export di carta da riciclare (inclusa quella di Mantova) per circa 1 milione di tonnellate,
rendendo il sistema italiano più stabile e più in linea con i principi dell’Economia Circolare,
meno condizionabile dall’export. Gli ultimi dati dell’export di carta da riciclare mostrano
che quello verso la Cina è sceso infatti di oltre il 60% rispetto al gennaio-luglio 2017. I
prezzi delle qualità meno pregiate si sono dimezzati. Come noto, la sensibile riduzione
dell’export di carta da riciclare (fino a qualche mese fa pari al 1,9 milioni di tonnellate)
sconta gli effetti delle politiche cinesi di restrizione e controllo delle importazioni di questa
materia prima.
Più in generale, in tutta l’area asiatica si osserva un calo del 25% dei volumi che assorbono
più del 66% dell’export di carta da riciclare (72% nei 6 mesi 2017). Stabile, invece,
l’export verso gli altri Paesi europei, pari al 33% del totale export italiano.
E intanto l’Europa corre. In Germania: nel maggio 2018, a Sandersdorf-Brehna vicino
Bitterfeld, la Progroup ha annunciato un nuovo investimento da 350 milioni di Euro per una
cartiera che produrrà 750,000 tonnellate di carta riciclata. La cartiera avrà un centrale
energetica alimentata con i scarti provenienti dal riciclo della carta.
In Italia l’utilizzo di carta da riciclare da parte delle cartiere nel 2017 è stato di 5 milioni di
tonnellate (+2,2% rispetto al 2016): ogni minuto in Italia si riciclano 10 tonnellate di carta.
Un grande contributo per limitare il ricorso alla discarica e alle politiche ambientali del
Paese! All’obiettivo dell’Economia Circolare come Paese, imprese ed amministrazioni
coinvolte dobbiamo guardare tutti.
Il “buon andamento” dell’amministrazione non può prescindere dall’attuare in concreto
un’agenda sull’Economia Circolare. E un Paese come l’Italia non può rinunciare alla
sovranità industriale.
#nonfermiamoilriciclodellacarta

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