L’intervista a Marco Gambardella (Bioplast), nuovo Presidente di Atif

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Marco Gambardella, presidente di Atif

Marco Gambardella di Bioplast, con i suoi 31 anni è il più giovane Presidente di Atif e succede a Sante Conselvan, che per richiesta dello stesso neo-presidente  manterrà la carica di vice-presidente insieme a Massimo Radice, altro storico past-president dell’associazione tecnica per la flessografia

 

Lo scorso 9 luglio nel corso dell’assemblea annuale di Atif c’è stato il cambio della guardia alla Presidenza dell’associazione che ha visto Sante Conselvan arrivare alla naturale scadenza del suo mandato di 3+3 anni. Perfettamente in linea con l’alternanza fra presidente fornitore e stampatore, l’elezione di quest’anno ha visto trionfare Marco Gambardella, direttore commerciale di Bioplast, azienda leader nella produzione di imballaggi flessibili biodegradabili e non, con una votazione praticamente all’unanimità dell’assemblea.
Marco ha 31 anni ed è figlio d’arte, (suo padre Gerardo è fondatore dell’azienda di famiglia), laureato in Economia aziendale e bancaria e si appresta a raccogliere con grande entusiasmo questa nuova sfida che lo vedrà protagonista per il prossimo triennio.
Gambardella tra l’altro è stato già Consigliere ATIF dal 2015 al 2018 nonché referente della Commissione Edu­cation ATIF dal 2016. Quindi con il nuovo incarico proseguirà nel suo percorso di crescita in seno all’Associazione, ereditando senz’altro un impegno difficile, poiché sostituire una persona vulcanica e piena di idee quale è Sante Conselvan, che ha dato un impulso notevole nel corso della sua carica presidenziale, non è da tutti, ma la sfida che lo aspetta è senza dubbio affascinante e il neo presidente intenderà partire con il proprio mandato, ma mantenendo la continuità con il recente passato, del quale anch’egli ha fatto parte.
“La prima volta che mi sono affacciato al mondo associativo, avevo solo 16 anni, ed è coincisa con una riunione di Atif. Ora che sono diventato Presidente non posso na­scondere una grande emozione, nonché soddisfazione personale e motivo di grande orgoglio per me, per la mia famiglia e per mio padre che ringrazio per avermi trasmesso la passione per questo lavoro meraviglioso.

Da sinistra Gerardo e Marco Gambardella con Sante Conselvan

Ringrazio prima di tutto l’amico Sante per il grande impegno profuso a favore della nostra associazione ma anche tutti i soci che rappresentano la parte attiva, l’ossatura di Atif. Mi hanno sempre insegnato che dove c’è confronto c’è cultura e dove c’è cultura c’è bellezza. In un mondo che corre, nel quale l’evoluzione tecnologica viaggia a grandissima velocità le associazioni non possono che evolversi, delineando le linee guida del futuro. Se per qualcuno la rivoluzione industriale 4.0 viene vissuta come una minaccia per i posti di lavoro, per noi rappresenta invece un’opportunità da non perdere assolutamente. La storia ci insegna che non vi è rivoluzione che non venga accompagnata da un fattore primario, il ca­pitale umano e la sua formazione.
Dobbiamo infine condividere le nostre esigenze, i nostri obiettivi e anche i problemi a livello europeo, con le associazioni degli altri Paesi, poiché più Europa significa soprattutto più Italia nel mondo”, ha detto a caldo Marco Gambardella subito dopo la sua elezione.

 

A tu per tu con Marco Gambardella, Presidente di Atif per il triennio 2018-2021
Che cosa significa per te giovane imprenditore del sud, ricoprire un ruolo così importante?
“Significa dare voce a un Sistema Paese che ha bisogno anche del Sud al fine di poter ripartire con una ripresa economica che in Italia si intravede ma non è ancora strutturale”.

Qual è il contributo che un Presidente proveniente dall’industria della stampa può portare alla vita associativa?
“Il mio predecessore ha fatto tanto e l’associazione gli è molto grata, uno stampatore alla presidenza non può che continuare a dare voce alle esigenze del settore della plastica e della stampa in continua evoluzione anzi direi rivoluzione storica”.

La tua esperienza professionale ti ha portato ad affrontare da sempre il problema della sostenibilità, dei biomateriali, del rispetto per l’ambiente. In che modo Atif può dare il proprio contributo affinché i consumatori finali abbiano una percezione positiva del mondo del packaging?
“Alzando ancora di più l’asticella della qualità e del ben fatto. Infatti grazie alla sua mission tecnica Atif potrà dare un prezioso contributo a delineare delle linee guida sempre più eco-friendly”.

Quanto è importante avere al tuo fianco in questa nuova avventura gli ultimi due Presidenti di Atif?
“È importantissimo, perché non si può progettare il futuro senza conoscere bene il passato”.

Quali sono i programmi per i prossimi tre anni?
“Evoluzione 4.0., un mondo che bisogna sviluppare qua­le volano per la crescita e per la competitività; svi­luppo  del capitale umano attraverso corsi di formazione e master Universitario; internazionalizzazione, cioè  più Atif in Europa attraverso sinergie con altre associazioni internazionali”.

Immaginati fra sei anni, alla fine dei due mandati: per che cosa vorresti essere ricordato?
“Per aver portato nelle industrie europee la cultura di Atif,  la cultura del mondo flessografico Italiano”.

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