La nuova visione del settore di BOBST traccia la strada verso il futuro del mondo del packaging

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La visione di BOBST sta forgiando una nuova realtà nella produzione di imballaggi basata su connettività, digitalizzazione, automazione e sostenibilità. BOBST aggunge alle sue macchine nuove funzioni intelligenti, software e piattaforme basate su cloud per una produzione di imballaggi assolutamente all’avanguardia.

Jean-Pascal Bobst

“Il nostro obiettivo è realizzare una trasformazione profonda e tempestiva del settore del packaging, dove l’intera catena della produzione diventerà più agile e sostenibile. Abbiamo costruito questa trasformazione su quattro pilastri principali: connettività, digitalizzazione, automazione e sostenibilità”, commenta Jean Pascal BOBST nella conferenza stampa virtuale nel corso della quale oltre alla nuova visione strategica sono state presentate anche 8 novità tecnologiche per il settore degli imballaggi in cartoncino, litholaminazione e imballaggi flessibili.
In BOBST la visione è di un futuro in cui tutta la linea della produzione di imballaggi sarà connessa. Proprietari di brand, aziende di trasformazione, costruttori di utensili, impacchettatori e venditori al dettaglio faranno tutti parte di una catena della fornitura ininterrotta, con la possibilità di accedere ai dati in qualsiasi momento del flusso di lavoro. Tutte le macchine e gli utensili si “parleranno”, trasmettendo ininterrottamente i dati attraverso una piattaforma basata su cloud che dirige l’intero processo produttivo con sistemi di controllo della qualità.
È per questo che BOBST proporrà sempre di più ad aziende di stampa e trasformazione nuovi servizi per ottimizzare le prestazioni delle macchine, aumentare la produttività generale degli impianti ed evitare tempi di fermo macchina inattesi, per un’efficienza e un’agilità di altissimo livello. L’obiettivo è automatizzare impianti e flussi di lavoro grazie a sistemi intelligenti in grado di realizzare operazioni chiave che aumenteranno la qualità e faranno risparmiare tempo, manodopera e costi.
Infine, e una delle sfide maggiori per il futuro, sarà dato ulteriore impulso alla sostenibilità, offrendo prodotti eco-compatibili con caratteristiche di protezione barriera e riciclabilità in grado di soddisfare le esigenze di proprietari di brand e consumatori.
Per connettere i clienti in un flusso di lavoro digitalizzato e automatico, offrendo nel contempo macchine top di gamma e servizi di prima classe che permettano alla visione di diventare realtà, BOBST Connect diventerà una componente chiave della piattaforma non-stop. BOBST Connect permetterà di gestire l’intero processo di produzione, dal PDF del cliente al prodotto finito al report di qualità.
“La digitalizzazione dei processi di stampa è l’elemento più visibile dei progressi compiuti nel settore degli imballaggi”, sottolinea Jean-Pascal Bobst, CEO del Gruppo Bobst. “Nei prossimi anni assisteremo probabilmente a una significativa accelerazione della stampa digitale e della trasformazione. Mentre le soluzioni diventano disponibili, la sfida maggiore per aziende di stampa e trasformazione non risiede nelle singole macchine, bensì nell’intero flusso di lavoro, operazioni di trasformazione incluse”.
“In BOBST implementiamo un flusso di lavoro interamente automatizzato e controllato dal file all’etichetta, alla busta stand-up o alla scatola finali – un approccio che riesce a soddisfare appieno le esigenze di proprietari di marchi e trasformatori. Grazie alle innovazioni già disponibili e a quelle che verranno proposte da BOBST e altri partner di settore in futuro, ci stiamo muovendo nella direzione giusta”, aggiunge Jean-Pascal Bobst. “La nostra visione è semplice, coraggiosa e ambiziosa, con l’obiettivo di forgiare il futuro del mondo degli imballaggi, con passione e a fianco dei clienti”.

Alla domanda come mai BOBST abbia annunciato recentemente di non partecipare a drupa 2021, Jean-Pascal Bobst ha prontamente fatto presente che quando si parla di sostenibilità c’è poi bisogno di azioni concrete a supporto, per cui la multinazionale svizzera ha deciso di saltare l’appuntamento di Dusseldorf, ma non solo, confermando la propria presenza solo nelle fiere asiatiche. Si andrà incontro a un biennio nel quale gli spostamenti saranno senz’altro ridotti rispetto al passato, e di questo gli eventi fieristici ne risentiranno senz’altro, con meno persone disposte a viaggiare. BOBST ha solo accellerato un processo decisionale che ipotizzava da tempo, nel quale i propri demo center giocheranno un ruolo sempre più centrale per presentare le numerose novità che ogni anno immette sul mercato.

Questo però non è un addio né alle fiere, né tantomeno alla drupa, dove in futuro BOBST potrà tornare a esssre presente, seppure con nuove modalità. “Cambierà il nostro modo di partecipare alle fiere; non porteremo più le tecnologie da far vedere, ma ci concentreremo sul dialogo coi nostri clienti e gli operatori del mercato interessati ad approfondire le nostre novità tecnologiche, con seminari, conferenze, discussioni one-to-one. Le macchine potranno essere visionate in ogni momento presso i nostri demo center, o in collegamento web”, ha concluso Jean Pascal Bobst.