La carta tissue ha una nuova casa in Ungheria: Lucart inaugura l’impianto di Nyergesújfalu

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Con un’area di oltre 50.000 metri quadri e un nuovo impianto di converting, Lucart servirà il mercato della carta tissue in Ungheria e dell’Est e Centro Europa

Lo scorso 19 settmebre a Nyergesújfalu l’inaugurazione dell’impianto di Lucart in Ungheria alla presenza di un ampio pubblico tra cui, oltre ai lavoratori Lucart, vi erano: l’Ambasciatore Italiano in Ungheria, Massimo Rustico, il Segretario di Stato in Ungheria, Pál Völner, e del Sindaco di Nyergesújfalu, Magdolna Mihelik. Il nuovo impianto, con un investimento di oltre 19 milioni di euro, darà un forte impulso allo sviluppo economico dell’area servendo il mercato CEE attraverso l’Europa.
Oggi per noi è stato davvero un giorno di festa” – ha dichiarato Massimo Pasquini, Amministratore Delegato di Lucart“Meno di due anni fa, in linea con la nostra strategia di internazionalizzazione, abbiamo scelto l’Ungheria come canale di ingresso nell’Est e Centro Europa, e adesso, con il nuovo nuovo stabilimento, possiamo realmente vedere il futuro della carta tissue in Ungheria, un futuro fatto di qualità, innovazione e sostenibilità. Con questo investimento possiamo considerare conclusa la prima fase del programma di sviluppo di Lucart in Ungheria. La seconda fase, focalizzata sul l’acquisizione di nuovi clienti e fatturato sta iniziando ora e crediamo possa portare a futuri investimenti, anche più significativi”.
“Lucart è una realtà italiana di eccellenza. In un contesto sempre più competitivo abbiamo bisogno di società come Lucart, che investono in ricerca e innovazione, realizzando prodotti volti a soddisfare i bisogni dei consumatori, con grande attenzione al fattore umano e attraverso in migliore uso delle risorse disponibili nel nostro pianeta” – ha dichiarato Massimo Rustico, Ambasciatore Italiano in Ungheria“Questa è la visione di cui abbiamo bisogno per garantire un futuro migliore per le generazioni che verranno. Questo genere di investimenti non solo rafforza i legami tra i nostri due Paesi, ma al tempo stesso la condivisione di competenze e conoscenze dà avvio a processi di crescita socio-economica e di trasformazione dei territori. Con questo nuovo impianto, l’Ungheria diventa un tassello importante nella catena di produzione della carta tissue, mentre Lucart fa un passo in avanti nella propria attività di industrializzazione, che è sempre più un elemento cruciale per la competitività delle imprese nell’economia moderna. Il mercato ungherese conferma la propria attrattività nei confronti degli investitori stranieri e mi auguro che questo progetto possa essere il primo passo per una collaborazione duratura e di successo”.
“La chiusura della fabbrica di carta a Lábatlan è stata una grande perdita per la regione. È un grande piacere per me ora che il nuovo impianto, basato su antiche tradizioni, crei nuovi posti di lavoro e porti le più recenti tecnologie a Nyergesújfalu” – ha commentato il Segretario di Stato in Ungheria, Pál Völner“Sono grato per la fiducia degli investitori e per il fatto che abbiano scelto questo territorio per costruire questo impianto moderno con processi all’avanguardia anche dal punto di vista ambientale. Infine, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo di questo progetto”.
Dopo l’acquisizione di Bokk Paper Kft. nel 2016 e la sua ridenominazoone in Lucart Kft, il Gruppo ha lavorato all’integrazione della nuova branch ungherese all’interno della strategia commerciale e di marketing di Lucart. Poco dopo, Lucart ha acquisito un’area a Nyergesújfalu, che si estende su una superficie di oltre 50.000 metri quadri, all’interno della quale la società ha appena completato un nuovo impianto di converting di circa 12.000 metri quadri. La nuova area industriale e gli edifici sono stati costruiti dalla società ungherese Kesz nel tempo record di 8 mesi. L’impianto, con un investimento complessivo di oltr 19 milioni di euro, è dedicato all’attività di converting di bobine di carta jumbo, provenienti dagli stabilimenti Lucart in Italia e Francia e dai produttori locali, in prodotti finiti com carta igienica, rotoli di carta industriale, lenzuolo medico e asciugamani per i mercati Away from Home e Consumer.
“Nyergesújfalu, sul versante industriale del Danubio, è prioritario per lo sviluppo dell’economia locale, per la creazione di nuovi posti di lavoro e per il sostegno delle imprese – ha aggiunto il Sindaco di Nyergesújfalu, Magdolna Mihelik”Le condizioni per una cooperazione positiva e costruttiva sono state stabilite: il nostro parco industriale, in continua evoluzione, offre grandi possibilità per una crescita dinamica di Lucart Kft. attraverso innovazioni sostenibili, mentre la stabilità del governo locale si sta rafforzando e molti dipendenti che vivono nell’area o a Nyergesújfalu potrebbero trovare opportunità professionali e buone condizioni di lavoro”.
Attualmente Lucart Kft impiega 70 persone, on prospettive di future assunzioni legate all’incremento del fatturato dell’azienda.
Inoltre, la società ha appena ottenuto la certificazione EU Ecolabel. Durante la cerimonia, infatti, il Presidente del Comitato EU Ecolabel ungherese, Robert Barta Geza, ha consegnato il certificato a Lucart. Come accaduto in Italia nel 1998, quando Lucart è stata la prima società a ottenere il marchio comunitario di qualità ecologica (EU Ecolabel), nel 2018 Lucart Kft sarà la prima società a produrre prodotti in carta tissue certificati EU Ecolabel in Ungheria.
Oltre alla certificazione EU Ecolabel, lo stabilimento è in grado di produrre prodotti certificati FSC® e PEFCTM che garantiscono la provenienza delle materie prime da foreste gestite in linea con rigorosi criteri di sostenibilità, da fonti riciclate o controllate.
Lucart è un’azienda pioniera in Europa dal punto di vista della sostenibilità: nel 2010 la società ha lanciato il progetto Natural in collaborazione con Tetra Pak® creando il Fiberpack®, un progetto virtuoso e pluripremiato che rappresenta l’evoluzione della carta. Questo progetto ha permesso a Lucart di riciclare più di 3,6 miliardi di cartoni per bevande che, se allineato uno accanto all’altro, coprirebbero una distanza pari a 21 volte il giro della Terra.

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