K 2019: imballaggi, economia circolare, cultura ed educazione

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Ihr komplettes Leistungsspektrum und die ganze Vielfalt innovativer Anwendungen präsentiert die Kunststoff- und Kautschukbranche auf ihrer weltweit wichtigsten Messe, der K 2016 vom 19. bis 26. Oktober in Düsseldorf. 3.285 Aussteller von allen Kontinenten stellen ihre neuesten Entwicklungen vor. Die Netto-Ausstellungsfläche liegt bei 173.966 Quadratmetern, das Düsseldorfer Messegelände mit allen 19 Hallen ist komplett ausgebucht. Die Messe ist von Mittwoch, 19. Oktober, bis Mittwoch, 26. Oktober, täglich von 10.00 bis 18.30 Uhr geöffnet. | At K 2016, the most important trade fair worldwide from 19 to 26 October, the plastics and rubber industries present their entire performance spectrum and the whole diversity of innovative applications. 3,285 exhibitors from all continents introduce their latest development. The net exhibition area amounts to 173,966 square metres so all 19 halls of the Düsseldorf Exhibition Centre are fully booked. K 2016 Düsseldorf is open daily from 10.00 am to 6.30 pm from Wednesday, 19 October, to Wednesday, 26 October.

16-23 ottobre a Dusseldorf va in scena l’edizione 2019 della fiera K, la kermesse mondiale dedicata al settore plastico, oggi più che mai sotto l’occhio del ciclone. In fiera saranno molti i momenti dedicati proprio ai discorsi su plastic strategy, economia circolare, riciclo, perché è proprio l’industria della plastica la prima a volgere uno sguardo verso un futuro produttivo e responsabile a tutela dell’ambiente e dell’economia.

 

Dal 16 al 23 ottobre i circa 3 mila espositori registrati per l’edizione 2019 di K animeranno per 8 giorni il quartiere fieristico tedesco, con un’offerta globale di prodotti e soluzioni per l’industria della plastica. Questa edizione sarà per forza di cose catalizzata dagli argomenti più caldi che animano il settore ormai da qualche anno, ma che soprattutto nell’ultimo biennio hanno preso il sopravvento sull’opinione pubblica, complici anche le note e tristissimi immagini degli oceani sommersi dai rifiuti o degli animali intrappolati nelle reti solo per citare gli esempi più eclatanti.

L’immagine e la reputazione della plastica è dunque ai minimi termini, eppure se ci giriamo intorno non possiamo farne a meno, in ogni momento della giornata entriamo in contatto con questo straordinario materiale. L’industria della plastica è chiamata a proporre delle soluzioni in grado di dimostrare la compatibilità tra plastica e tutela ambientale, anche perché stiamo parlando di un settore economico molto importante a livello globale e dal quale non possiamo prescindere. Infatti a dispetto dell’aurea negativa che circonda il settore, la domanda di materie plastiche è in costante crescita. Nel suo report “Plastics – The Facts”, Plastics Europe rileva che la produzione mondiale di plastica ha raggiunto nel 2017 348 milioni di tonnellate, ovvero il 4% in più rispetto al 2016. In Europa la quantità prodotta nei 28 Paesi dell’UE, inclusi Svizzera e Norvegia, è salita da 60 a64,4 milioni di tonnellate (+7%), confermandosi come 2 produttore mondiale dopo la Cina. Rispetto all’ultima edizione di K, sono leggermente diminuite le imprese del settore, che in Europa sono circa 60.000, anche se gli occupati sono in aumento: nel 2017 la plastica dava lavoro a 1,5 milioni di persone per un giro d’affari di circa 350 miliardi di €.

Il settore di riferimento per le materie plastiche è quello del packaging con il 40% di materiale prodotto e destinato alla protezione durante il trasporto ma anche alla conservazione degli alimenti per una shelf-life più lunga, anche questa molto importante per la tutela ambientale da diversi punti di vista, e il minor spreco di cibo oltre che un aspetto etico ha anche una grande valenza economica. Questi numeri dovrebbero servire da monito per l’opinione pubblica, perché quando si demonizza un prodotto, bisogna tenere conto delle aziende e soprattutto dei lavoratori, l’anello debole di questa catena, che rischiano più di tutti pagare un conto salatissimo.

 

Economia circolare
L’idea dell’economia circolare è di per sé semplice. Il prezioso materiale, utilizzato una volta per un prodotto, alla fine del suo ciclo di vita viene trattato in modo da poter essere riutilizzato. Ancora e ancora. Non tutti i materiali sono adatti a questo scopo. Ma la cosa funziona benissimo con moltissimi materiali plastici. Un’economia circolare contribuisce a ridurre drasticamente la quantità di rifiuti. In più salvaguarda le risorse di petrolio, perché laddove si realizzano prodotti con materiale riciclato, non c’è bisogno di impiegare materiale vergine.
Molti paesi del mondo si sono ormai resi conto che, se si vuole continuare a sfruttare i benefici innegabili dei prodotti in plastica, non si può andare avanti come si è fatto finora. Nella sua strategia sulla plastica, presentata nel 2018, l’UE mette quindi al centro l’economia circolare. L’attuale piano quinquennale in Cina impone come obiettivo l’economia circolare. Paesi come l’India e l’Indonesia hanno dichiarato guerra all’inquinamento da rifiuti di plastica.  Anche in Africa, ad esempio in Nigeria, si stanno compiendo i primi passi verso il circuito chiuso. Poiché da più parti la critica nei confronti della plastica cresce anche tra i consumatori, tutta una serie di produttori internazionali di articoli di marca hanno dichiarato il proprio impegno nei confronti del riciclaggio. Aziende come Coca-Cola, Ikea, Kraft Heinz o Adidas promettono di utilizzare in futuro più plastica riciclata nella produzione dei loro articoli e dei loro imballaggi, oppure, come l’azienda cinese Gree Electric Appliances, uno dei maggiori produttori di apparecchi domestici elettronici, realizzano direttamente prodotti interamente riciclabili.
Da nessuna parte l’economia circolare è già in atto su larga scala. Affinché funzioni, occorre soddisfare molte condizioni. Innanzitutto, servono sistemi di raccolta. Per poter riutilizzare materie plastiche usate, devono essere disponibili in quantità sufficienti.      Riveste un’importanza anche il design del prodotto. Finora si è badato soprattutto alla funzionalità e, per i beni di consumo, all’aspetto. In futuro, la riciclabilità dovrebbe essere presa in considerazione già nella fase di sviluppo di un prodotto. Un’altra componente chiave di ogni economia circolare è il riciclaggio. Servono tecnologie che consentano di pulire, selezionare e triturare la plastica e di trasformarla nuovamente in granulato di plastica utilizzabile come materiale nella produzione di parti in plastica. Molte di queste tecnologie esistono già. Un problema è costituito invece ancora dalla qualità del materiale riciclato. Solo un materiale riciclato perfetto può essere utilizzato per la realizzazione di parti in plastica di alta qualità. Tuttavia, all’atto pratico non si riesce ancora a prevedere la purezza di una plastica secondaria prodotta da materiale riciclato.

 

L’importanza della rete

Nell’economia circolare si tratta, in sostanza, di collegare in rete i settori della gestione dei rifiuti e del riciclaggio con la produzione. Da questo punto di vista siamo ancora agli inizi. “L’ostacolo principale a un’economia circolare funzionante sono i diversi gruppi di attori”, afferma Henning Wilts, esperto di economia circolare presso il Wuppertal Institut per il clima, l’ambiente e l’energia, secondo cui mancherebbe il collegamento tra i processi di raccolta, riciclaggio e produzione oltre i confini aziendali. Non c’è ancora uno scambio dei dati. Pertanto, un produttore non può sapere, ad esempio, quale materiale plastico sta attualmente trattando il riciclatore e non sa dunque su quali quantità potrà contare. I singoli settori del circuito sottostanno inoltre spesso a norme legislative completamente diverse. “Nei decenni i sistemi hanno avuto ciascuno uno sviluppo a sé stante. Ricongiungerli è un compito molto impegnativo”, afferma Wilts.
Tuttavia, compiere lo sforzo necessario per eliminare gli ostacoli conviene non solo per motivi di tutela dell’ambiente e delle risorse. Nella sua economia circolare per le materie plastiche la commissione europea vede anche un contributo all’aumento della competitività e quindi un beneficio economico concreto. L’esperto Wilts concorda: “Se riusciamo a creare un’economia circolare, consentirebbe un tale risparmio dei costi e sarebbe talmente efficiente da indurre altri paesi ad adottarla”, afferma convinto. Chi inizia con l’economia circolare, funge quindi da esempio. Il riutilizzo della risorsa costituita dalla plastica diventa un argomento convincente anche per i Paesi e le regioni in cui la risoluzione del problema dei rifiuti di plastica è ancora in fase iniziale.

Tutti gli esperti concordano almeno su un punto: se si vuole introdurre un cambiamento sostenibile e globale e implementare in modo permanente un’economia circolare funzionante, serve il sostegno e la collaborazione dell’intera catena del valore, dal produttore del materiale al consumatore finale. La condotta sostenibile inizia a casa e a scuola.
È necessario che le persone di ogni nazionalità, di ogni gruppo di età, di ogni gruppo sociale siano rese consapevoli del valore delle materie plastiche. Ma è indispensabile anche che la politica e la legge s’impegnino a fondo. Un protezionismo che considera solo gli interessi nazionali e una serie di influenze nel contesto della politica commerciale non sarà utile ad attuare misure idonee e a favorire un cambiamento di mentalità generale.

Alla K2019 di Düsseldorf il tema dell’economia circolare non occuperà solo un ampio spazio negli stand degli espositori, ma sarà anche onnipresente nel programma di eventi collaterali. L’economia circolare, ad esempio, è al centro della mostra speciale “Plastics Shape the Future” sotto gli auspici di Plastics Europe, così come nel “VDMA Circular Economy Forum”. Già nell’area di ingresso della K 2019, nei “Touch Points Circular Economy”, i visitatori specializzati saranno sensibilizzati sul tema e indirizzati verso proposte adeguate nei padiglioni.

Per quanto riguarda le tecnologie di riferimento per il settore del printing e converting che verranno presentate in fiera, pubblichiamo di seguito lo speciale Anteprima K 2019 e auguriamo ai lettori una proficua visita a Düsseldorf.
Noi saremo là per i primi giorni a scoprire le novità tecnologiche e seguiremo i convegni principali. Seguiteci sui nostri social per gli aggiornamenti.

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