ipack: imballaggi asettici al top con tecnologie all’avanguardia

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Ipack di Abu-Dhabi si è resa protagonista di una crescita vertiginosa che in soli 3 anni di attività l’ha posizionata a livelli di leadership nella produzione di imballaggi asettici per il settore alimentare. C’è molta italia in questa azienda, a partire da un manager, Romeo Bandini che abbiamo conosciuto durante l’ultimo Flexo Day 2019, per finire con la tecnologia…

La fabbrica di ipack ad Abu-Dhabi è una delle più evolute al mondo, nel settore del printing & packaging, un’efficienza produttiva e un’organizzazione ai massimi livelli, che hanno consentito a questa start-up di competere nel mondo con un colosso del nome di tetrapak. Livelli di produzione al top, con 2 miliardi di confezioni prodotte nel 2019 e un modello industriale basato su logistica, automazione 4.0, scambio dati a tutti i livelli.
“La nostra qualità di stampa ci contraddistingue. Offriamo ai nostri clienti un prodotto migliore e allo stesso tempo un servizio migliore, in termini di flessibilità. Facciamo del nostro meglio per coinvolgere i nostri clienti e trasformare le loro idee e immagini in realtà, nel rispetto delle loro esigenze in termini di dimensioni minime degli ordini. Ovviamente dobbiamo farlo pur rimanendo competitivi rispetto ai produttori cinesi e ad altri grandi produttori mondiali. A nostro avviso ciò è stato possibile grazie alle scelte che abbiamo fatto in termini di attrezzature, tecnologia e automazione. In ipack facciamo un ulteriore passo in avanti per garantire la soddisfazione del cliente e questo è esattamente il modo in cui in brevissimo tempo siamo diventati il terzo più grande attore della regione”, esordisce Romeo Bandini, direttore generale di ipack.

Gli incredibili risultati di ipack
ipack nel suo primo anno di piena operatività (2018) è riuscita a consegnare oltre 1 miliardo di confezioni. Questo è un numero sorprendente se consideriamo che aziende che hanno fatto investimenti simili in paesi come Cina e India con una popolazione 100 volte superiore a quella degli Emirati Arabi Uniti non sono riusciti a ottenere tali risultati in così poco tempo.
Un secondo risultato, di cui andare estremamente orgogliosi e che offre a ipack un vantaggio competitivo è l’implementazione di successo della stampa con gamma di colori estesa Equinox di Esko che prevede oltre ai colori di quadricromia, l’aggiunta di OVG (arancione, violetto e verde). Questa tecnologia consente alle immagini stampate da ipack sugli imballaggi di apparire più naturali e dettagliate e rende i colori più vivaci. Questo è stato tutt’altro che facile in quanto l’azienda è stata tra le prime e ancora tra le poche ad aver implementato con successo questa tecnologia con inchiostri flexo a base acqua per uso alimentare.
Un altro risultato degno di nota è che ad aprile 2018 ipack ha ottenuto la certificazione ISO – 9001 per la qualità, 14001 per l’ambiente e 20001 per la sicurezza, a maggio dello stesso anno è stata assegnata la certificazione BRC, infine nel 2019 ipack ha ricevuto il certificato FSC. Queste sono le prove che l’azienda è seria riguardo al proprio impegno nei confronti dei propri clienti, dell’ambiente e della responsabilità sociale.

Processi interni e strategie per ottenere successo
“Nel progettare la piattaforma logistico-produttiva di Abu Dhabi, siamo stati guidati dall’obiettivo di portare gli imballaggi asettici a un livello di qualità superiore con tecnologie all’avanguardia”, prosegue Romeo Bandini.
Grazie alle soluzioni produttive e logistiche adottate, al costante impegno nella Ricerca e Sviluppo e a un team multiculturale con oltre cento anni di esperienza nel settore del confezionamento asettico, ipack è riuscita a sviluppare una gamma di prodotti per l’imballaggio per alimenti e bevande innovativi, convenienti, ecologici e sicuri.

Un progetto catalizzatore per tecnologia all’avanguardia
“Nella costruzione del nuovo stabilimento di Abu Dhabi abbiamo scelto di seguire l’implementazione della tecnologia a valore aggiunto come motore di sviluppo”, spiega Romeo Bandini, che sottolinea come sia stata “una scelta tutt’altro che ovvia, in un contesto come quello degli Emirati Arabi Uniti, dove gli investitori tendono a favorire i processi che prevedono molta manodopera rispetto all’automazione. Al contrario, in ipack abbiamo deciso di seguire la strada dell’innovazione con la certezza che questa scelta avrebbe generato valore sia internamente che per tutti i nostri clienti”.
A livello IT, ci sono quattro ecosistemi software che interagiscono all’interno della piattaforma di logistica-produzione di ipack. Il WMS (Warehouse Management System) integrato dalla Technolog di Parma comunica con il sistema Enterprise Resource Planning (ERP) dell’azienda, dal quale importa i dati relativi alle risorse da gestire, con il Manufacturing Execution System (realizzato da Autoware-Italia) per sincronizzarsi con l’avanzamento della produzione, e con il software di controllo del traffico dei veicoli a guida automatica (AGV realizzato da Proxaut-Italia) per la gestione dei prodotti in lavorazione e l’inventario finale.
“L’uso delle attrezzature di movimentazione AGV rispetto a quelle tradizionali rende l’ambiente di lavoro più sicuro ed efficiente e aiuta a mantenere elevati livelli di igiene, adeguati al tipo di prodotto asettico realizzato da ipack. Inoltre, la soluzione adottata da ipack è flessibile e facilmente espandibile per esigenze future”, sottolinea Alberto Benedetti, responsabile vendite di Proxaut, l’azienda italiana che ha sviluppato per ipack il progetto di movimentazione automatica.
Attualmente ci sono quattro veicoli AGV che operano all’interno della piattaforma di logistica-produzione di ipack: due hanno una capacità fino a 2.500 kg per la movimentazione di grandi bobine di materia prima e semilavorati, mentre gli altri due, con una capacità di carico fino a 1.500 kg, sono dotati di forche per la movimentazione di pallet di materia prima, materiali di consumo e prodotti finiti.
“Per far fronte alla forte crescita che l’azienda sta vivendo”, afferma Romeo Bandini, “stiamo valutando la possibilità di aumentare la flotta di veicoli AGV. Acquistando due nuovi veicoli potremmo ottenere un aumento del 50% della capacità di gestione del flusso, rispondendo così ai futuri aumenti dei volumi e in previsione di una possibile espansione del reparto di produzione con l’installazione di una seconda linea”.

I reparti di produzione sono il miglior biglietto da visita aziendale
La produzione di packaging per alimenti e bevande dell’azienda è suddivisa in 4 aree: stampa, laminazione, taglio e pallettizzazione, per una capacità produttiva in grado a oggi di gestire circa 300 milioni di pacchetti al mese, il tutto integrato e interconnesso. “Quando i nostri clienti ci vengono a far visita, noto nei loro sguardi stupore e ammirazione e l’approccio nei nostri confronti cambia immediatamente, da scettico diviene positivo. Si vede che non sono abituati a vedere strutture produttive come la nostra e in effetti per noi la nostra sede è il più potente strumento di marketing per proporci con successo sul mercato”, racconta Romeo Bandini.
Il WMS non ha solamente il compito di gestire le materie prime, i semilavorati o i prodotti finiti, ma gestisce anche il magazzino materiali di consumo e dei ricambi utili alle tecnologie di produzione, nonché il magazzino, dove vengono stoccati gli impianti stampa, garantendo la completa tracciabilità dei cliché anche sul livello di usura degli impianti stessi, e dei metri lineari prodotti.
Al centro del reparto stampa lavora una flessografica Uteco che stampa in eptacromia, una scelta che sposa in pieno la filosofia produttiva di ipack di limitare al minimo indispensabile l’intervento umano sulle tecnologie di produzione. La macchina è anch’essa inserita all’interno di questo meccanismo perfetto, alimentata automaticamente dagli AGV per il massimo delle performance raggiungibili.
“Il nostro stabilimento è l’ideale per una produzione di packaging asettico e l’automazione ci consente di fare meno errori e concentrarci così sulla qualità. Abbiamo creato un’organizzazione snella con poche persone per lo più impegnate in processi in grado di valorizzare la produzione. Un’organizzazione del genere oggi è vincente sul mercato se è capace di connettersi sia internamente ma anche e soprattutto all’esterno, verso i propri fornitori e clienti per rispondere così alle richieste del mercato che spinge sempre di più verso automazione e logistica integrate con la produzione”, afferma Romeo Bandini.

Resistere alle sfide del business durante la pandemia COVID-19
Come tutti sappiamo, la pandemia, ha sottolineato l’importanza del settore dell’imballaggio per garantire che gli articoli confezionati (come alimenti e bevande) siano consegnati in modo sicuro ai consumatori finali, mantenendo i massimi standard di qualità e igiene. Sicuramente gli investimenti di ipack in tecnologia e automazione insieme alle misure extra immediatamente implementate dalla direzione, sono stati fondamentali nel prevenire qualsiasi contaminazione all’interno e all’esterno del luogo di lavoro e nel mantenere una fornitura costante di materiale senza lasciare indietro nessun cliente nonostante gli ostacoli e le restrizioni imposte dalla pandemia.
“Un ringraziamento speciale va a dipendenti e azionisti ipack, per l’impegno eccezionale, il continuo supporto e la flessibilità dimostrati in questo momento difficile”, conclude Romeo Bandini.