Industry 4.0: concluso il corso alla SDA Bocconi, è già partita la fase operativa per le aziende

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Lusinghiero il bilancio delle due giornate, il 26 e 27 settembre, in aula per lo studio sotto il profilo accademico e quindi applicativo dei concetti e criteri 4.0 nella filiera della carta, della grafica e del packaging. Diciassette partecipanti in rappresentanza di 14 aziende del settore (assortito il mix, fra cartiere, stampatori, produttori di macchine e componentistica per il printing e il converting) hanno ascoltato le lezioni e quindi preso parte alle simulazioni pratiche per gruppi del paradigma 4.0. Come applicare in azienda Industry 4.0 con IoT, realtà aumentata, blockchain, le tecnologie e la produzione, dalla fase progettuale alla distribuzione del prodotto finito: i corsisti hanno avuto modo di sperimentare i vantaggi operativi e competitivi che si innescano con la condivisione dei big data e delle informazioni. Ad esempio, con le analisi predittive sul funzionamento delle macchine (indicando quando un componente va cambiato prima che si rompa), l’ottimizzazione e velocizzazione del magazzino, oppure le opportunità d’integrazione della filiera grazie alle quali il fornitore è in grado di sapere in anticipo quando inviare la sua merce.

Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione responsabile di Industry 4.0

“Abbiamo investito in questo progetto, ottenuto una partecipazione importante, sia in termini quantitativi, sia qualitativi, e stiamo raccogliendo feedback di soddisfazione – commenta Carlo Emanuele Bona, consigliere della Federazione responsabile di Industry 4.0 -: il lavoro sviluppato è stato apprezzato e, soprattutto, ritenuto utile. Il piano nazionale di incentivazioni ha funzionato come stimolo agli investimenti e ora punta a imprimere un approccio più innovativo alla produzione, fino alla distribuzione dei prodotto, ma non basta: la misura Industria 4.0 va rinnovata con la prossima Legge di Stabilità ed estesa agli investimenti in materia di Economia Circolare”.

 

L’iniziativa della Federazione, per completezza e organizzazione di filiera, è un unicum nel panorama industriale italiano. “in questo settore particolare, il Progetto rappresenta una chiave di lettura per puntare al recupero di competitività, soprattutto in quella parte della filiera che più soffre a causa della diffusione delle tecnologie digitali – spiega Enzo Baglieri, docente della SDA Bocconi coordinatore del Corso – e solleciterà anche lo sviluppo di nuove prassi collaborative fra le aziende, agevolando le relazioni lungo l’intera catena del valore”.
Il corso, introdotto dal Direttore della Federazione e di Acimga, Andrea Briganti, ha registrato gli interventi, insieme con il coordinatore prof. Baglieri, dei ricercatori Leonardo De Rossi e Nico Abbatemarco (che hanno illustrato come individuare le tecnologie da adoperare nel processo produttivo e difendersi dal rischio di ricorrere a innovazioni non necessarie alla propria azienda con uno spreco di tempo e risorse), quindi dagli ingegneri Marco Bettucci e Andrea Antognazza che hanno guidato i corsisti nei lavori di gruppo dove l’applicazione delle tecnologie 4.0 si è prima concentrata verticalmente nel settore di pertinenza e poi orizzontalmente nella filiera. Esercizio non facile e di grande utilità applicativa, che ha messo in evidenza una delle peculiarità dell’ambiente 4.0, la necessità dello scambio di informazioni anche con chi è al di fuori dalla propria azienda, generando importanti ricadute nell’intera supply chain.
“Questa due-giorni è un punto di partenza – ha concluso Bona – dal quale prendiamo spunto per  progettare il prossimo segmento in base ai feedback che verranno dalle aziende. Affrontati gli aspetti tecnologici e fiscali di base, occorre adesso lavorare su organizzazione, competenze, sui modelli di business delle aziende, con tutte le riflessioni strategiche che servono a cogliere le opportunità sul mercato”.

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