In Europa 4,5 milioni di tonnellate di imballaggi potrebbero essere sostituiti da imballaggi di fibra cellulosica

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Massimo Medugno DG Assocarta è intervenuto all’#Eco-Forum sull’Economia Circolare delle regioni Campania e Lombardia organizzati dagli organi regionali di #Legambiente.

Massimo Medugno, Direttore Assocarta

“Con un tasso di circolarità del 57% – che negli imballaggi raggiunge oltre l’80% – le cartiere italiane sono un punto di “snodo” per l’economia circolare che viene quest’anno ulteriormente riconosciuto da un Indicatore di Circolarità di Materia pari a 0.79 in una scala da 0 a 1. Un valore elevato, ottenuto grazie alla capacità del settore di investire in materie prime rinnovabili e di prendersi cura dei suoi prodotti reimmettendo nel ciclo produttivo carta e imballaggio da riciclare” afferma Medugno.
I principali indicatori che testimoniamo l’impegno ambientale e circolare del settore cartario contenuti nel Rapporto Ambientale Assocarta 2020 – realizzato in collaborazione con Legambiente – sono stati illustrati da Medugno oggi nel corso degli #Ecoforum Campania e Lombardia. “Su scala europea circa 4,5 milioni di tonnellate di imballaggi (il 25% del totale circolante) potrebbero essere sostituiti da imballaggi di fibra cellulosica“ (Il potenziale di sostituzione del packaging di plastica nella UE. Fonte: A Net Zero Transition for EU Industry – SITRA e University of Cambridge, Giugno 2020). Per l’Italia questo significa un potenziale, solo sul mercato nazionale, pari a circa 600 mila tonnellate di sostituzione di materia non rinnovabile o non riciclabile” spiega Medugno.

“Per fare ciò è indispensabile un quadro normativo coerente, stabile e prevedibile, con chiari traguardi per una transizione energetica competitiva in termini di costi, per promuovere e premiare gli investimenti in decarbonizzazione e garantire l’accesso all’energia pulita” sottolinea Medugno.
Nonostante le difficoltà normative e autorizzative, a margine dei due #ecoforum Medugno racconta due #buonenotizie di settore. La prima relativa alla riapertura della Cartiera di Mantova (ex-Burgo) acquisita da ProGest Group. La cartiera sfornerà 400 mila tonnellate/anno a partire da carta da riciclare. La seconda riguarda la regione Campania: “L’uso degli strumenti automatici di misura della qualità della carta da riciclare ha trovato nelle aziende in Campania degli attori” spiega Medugno “Lo scopo è: identificare le procedure operative per l’analisi della qualità della carta da riciclare attraverso l’impiego di strumenti automatici di misura; Obiettivo dell’analisi strumentale è superare i limiti dovuti alla soggettività e alla complessità delle analisi di tipo manuale ed empiriche e, quindi, eventuali controversie tra fornitore e cliente, a vantaggio di entrambe le parti. Si tratta di cominciare a trattare la carta da riciclare….come una materia prima”

La direzione indicata a livello europeo nel #GreenDeal trova delle solide basi nell’industria cartaria che già garantisce la sostenibilità delle materie prime, ha migliorato le prestazioni dei processi e verificato la compatibilità ambientale dei prodotti. L’obiettivo del settore è quello di fornire ai consumatori una più ampia scelta di prodotti, rispettosi del clima, facilmente disponibili e convenienti.
A questo propositoIl Rapporto Ambientale 2020 contiene alcune proposte di politica industriale per un settore sempre più “circolare” messe a punto con Legambiente che riguardano: il miglioramento dell’efficienza energetica e l’approvvigionamento da fonti energetiche sostenibili (l’industria ha finora trainato lo sviluppo della gestione sostenibile delle foreste e continuerà a farlo, con l’invito ad usare carta riciclata anche per usi alimentari come nel resto d’Europa); incremento della capacità di riciclo sostenendo la presenza di impianti sul territorio nazionale e garantendo l’accesso ai mercati dei prodotti riciclati; miglioramento della qualità della raccolta differenziata, punto debole del sistema di riciclo; valorizzazione degli scarti del riciclo, favorendo nuove forme di riciclo attraverso la ricerca di nuove tecnologie e l’investimento in nuovi impianti, garantendo allo stesso tempo ogni altra forma di recupero, compreso quello energetico; quadro normativo coerente, dall’end of waste alla promozione del regime dei sottoprodotti.