Giflex protagonista a Print4All con due convegni dedicati alla migrazione di sostanze negli imballaggi flessibili e alla sostenibilità

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Alla recente fiera Print4All di Milano, Giflex ha animato il programma di convegni collaterali all’esposizione con due mezze giornate dedicate ai temi caldi sui quali l’associazione dei produttori di imballaggi flessibili ha speso tempo e risorse per dare il proprio contributo allo sviluppo di un settore, a volte erroneamente bistrattato come quello degli imballaggi flessibili plastici

 

 Il primo incontro ha visto la presentazione della caratterizzazione scientifica di Giflex sul tema degli oli minerali negli imballaggi flessibili alimentari. Per l’occasione erano presenti anche i tre laboratori (CSI, Merieux NutriSciences e Neotron) che insieme a Giflex hanno sviluppato il protocollo d’analisi per la ricerca e la quantizzazione dei MOSH e MOAH negli imballaggi flessibili. Il protocollo messo a punto da Giflex sarà senz’altro utile all’industria alimentare in quanto le prime metodologie per quantificare MOSH e MOAH erano state messe a punto per carta e cartone e mostravano alcune limitazioni quando applicate agli imballaggi flessibili plastici.
“Abbiamo sviluppato un protocollo dedicato agli idrocarburi che consente di stimare l’impatto verso gli alimenti attraverso la migrazione. Questo approccio consente di valutare tutte le possibili combinazioni di strutture per imballaggi flessibili plastici e soprattutto nel caso di barriera ai MO. I risultati delle migrazioni possono essere più realistici rispetto a un contenuto totale ed essere oggetto di una opportuna valutazione delle necessità dell’azienda alimentare”, commenta Andrea Cassinari, Coordinatore del Comitato Tecnico Giflex.
 Nel secondo appuntamento intitolato “100% flessibile, 0% discarica”, è stato invece il Comitato Sostenibilità e Marketing di Giflex a prendere la parola per fare chiarezza sui recenti documenti pubblicati dall’autorità europea in tema di “plastic strategy” e sulle ricadute che potrà avere questa politica sul futuro dell’imballaggio flessibile.
L’imballaggio flessibile ha un ruolo attivo nella lotta allo spreco alimentare, anche se spesso l’opinione pubblica è portata a considerare gli imballaggi più come un problema di tipo ambientale, senza valutarne gli effettivi benefici: se non ci fossero le confezioni, quanto cibo verrebbe sprecato? Nel 2015 uno studio condotto in Francia in 33 mense scolastiche ha dimostrato che con l’utilizzo di confezioni monoporzione di formaggio si è ridotto lo spreco alimentare del 60% rispetto alle fette tagliate direttamente al momento da una forma di formaggio. Certo alla fine della vita di ogni confezione ci si presenta il problema relativo allo smaltimento. Che fare dunque?
A tal proposito è stato presentato il progetto Ceflex (www.ceflex.eu), interamente dedicato al  fine vita degli imballaggi flessibili e che vede coinvolti tutta la filiera dai produttori di materie prime fino alla grande distribuzione per trovare le migliori soluzioni per una seconda vita dei prodotti flessibili. “Giflex sta lavorando da anni per riuscire a ottenere un posizionamento positivo dell’imballaggio flessibile nel dibattito sulla sostenibilità ambientale e nel processo dell’economia circolare. Dobbiamo rassicurare i consumatori che l’imballaggio flessibile è un utile strumento per un consumo responsabile e sicuro dei prodotti alimentari, rispettando sempre l’ambiente”, dice Gustavo De Ponti, Responsabile del Comitato Sostenibilità e Marketing.

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