Fotolito Veneta: un successo figlio della lungimiranza e di tecnologie flessografiche innovative

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Fondata a Verona nel 1969 da Giulio Storace, Fotolito Veneta ha basato la propria crescita su una combinazione perfetta di innovazione e lungimiranza, fino a diventare una delle aziende più importanti nel settore del packaging in Italia e non solo; opera, infatti, anche in Europa, che considera il suo mercato domestico, ed è in grado di garantire la consegna delle sue lastre flessografiche il giorno successivo all’ordine a paesi quali Gran Bretagna, Polonia, Grecia e Spagna.

Da sinistra il fondatore di Fotolito Veneta Giulio Storace, con i figli Alfredo, responsabile di produzione e Andrea, responsabile commerciale

Dopo un primo periodo di specializzazione nella fornitura di servizi di prestampa offset di alta qualità per il settore delle case editrici, Storace ha intravisto l’opportunità di crescita offerta dal packaging, ha abbracciato la tecnologia flessografica e ha incentrato l’attenzione dell’azienda su un nuovo obiettivo: offrire l’intera gamma di servizi di prestampa di imballaggi.

Andrea Storace, responsabile commerciale packaging di Fotolito Veneta, illustra in sintesi l’impatto della stampa flessografica sull’azienda di famiglia svelando un dato della produzione: “Nel 2010, la stampa flexo rappresentava soltanto il 30% del nostro fatturato, mentre oggi è arrivata al 100%”.
In particolare, il packaging alimentare rappresenta il 60% del giro d’affari di Fotolita Veneta e l’azienda annovera tra i suoi clienti prestigiosi marchi del settore, tra cui Bofrost, Dal Colle e Le Mantovanelle. Andrea prosegue e spiega che, a seguito del recente incremento della richiesta di imballaggi alimentari durante la pandemia di COVID-19, l’azienda ha registrato un surplus di ordini, fatto assai curioso in un periodo che ha comportato non poche difficoltà per la maggior parte delle aziende italiane costrette al lockdown.
E afferma: “Ci ha aiutato il fatto che alcuni dei nostri clienti, nel momento in cui è iniziato il lockdown, erano nel bel mezzo del lancio di nuovi prodotti e, pertanto, ci siamo ritrovati a studiare nuove progettazioni di packaging che hanno messo alla prova la nostra produttività e creatività”.
In quei mesi, le aziende di stampa nostre clienti hanno affrontato tirature più grandi del solito, fino a 500.000 metri, e altre più piccole che richiedevano tempi di preparazione molto brevi, e qui sono entrati in gioco i flussi di lavoro automatizzati, che hanno aiutato l’azienda a smaltire il volume di lavoro.

 

Niente flessibilità senza flexo
La tecnologia delle lastre flessografiche di Miraclon ha svolto un ruolo fondamentale nel percorso intrapreso da Fotolito Veneta per diventare uno degli attori principali nel settore dalla stampa flessografica. Dopo l’acquisto di un sistema KODAK Thermoflex nel 2000, nel 2014 l’azienda ha deciso di incorporare nel proprio ambiente di produzione la soluzione integrata di Kodak, il FLEXCEL NX System.
“Con la stampa flessografica, la standardizzazione dei lavori è un ricordo del passato: ogni azienda è diversa e ha requisiti diversi”, spiega Andrea. “Pertanto dobbiamo essere in grado di cambiare mentalità e adattarci alle richieste di ogni nuovo cliente. Questa flessibilità non sarebbe possibile senza la tecnologia FLEXCEL NX”.
I dispositivi di imaging e le lastre FLEXCEL NX sono studiati per lavorare insieme e offrire prestazioni di stampa di ottimo livello. Grazie a questa innovazione, Fotolito Veneta è in grado di adattare le sue lastre a numerosi sistemi di stampa flessografica e soddisfare un’ampia serie di specifiche. “Siamo in grado di rispondere alle singole esigenze dei nostri clienti, che si tratti di stampa su pellicola o su carta, di utilizzo di inchiostri a solvente o a base d’acqua. Adottiamo un approccio altamente personalizzato, particolarmente apprezzato dai clienti”, spiega Andrea.
Inoltre tiene a sottolineare una problematica comune che il sistema di Miraclon è in grado di risolvere: “La struttura con punti a sommità piatta (flat top) del FLEXCEL NX System risolve un problema relativo alla tradizionale tecnologia di produzione delle lastre flessografiche digitali, nella quale l’inibizione dell’ossigeno durante l’esposizione ai raggi UV determina la forma arrotondata del profilo dei punti, che sono soggetti a usura della superficie, portando a risultati di inchiostrazione e stampa imprevedibili. L’esclusiva tecnologia del FLEXCEL NX System elimina tutto l’ossigeno durante l’esposizione ai raggi UV per produrre punti a sommità piatta di massima ampiezza, con base solida e spalla ampia sull’intera gamma tonale. Il risultato è una forma di stampa omogenea, ripetibile, resistente alle variazioni di impressione e all’usura dovuta al substrato o alle operazioni di pulizia”.
Andrea e il suo staff sono rimasti talmente colpiti dai risultati prodotti dal FLEXCEL NX System che hanno deciso di ampliarne la capacità investendo nel formato più grande, il KODAK FLEXCEL NX Wide 5080 System, la cui installazione è prevista per l’autunno 2020. Di fronte alla sempre maggiore richiesta di produrre lastre più grandi per i clienti di Fotolita Veneta, il sistema 5080 garantisce produzione su grande formato, layout ottimali delle lastre, funzioni intuitive e velocità di imaging nettamente migliorata.

 

La necessità di accelerare i tempi di consegna
Anche nel packaging flessografico, così come nella maggior parte dei settori, le esigenze dei clienti relative ai tempi di consegna sono cambiate: ormai chiedere che il lavoro sia consegnato il giorno successivo all’ordine sta diventando prassi comune. La sfida consiste nel riuscire a soddisfare queste nuove esigenze mantenendo invariati gli standard di qualità.
“Indipendentemente dal volume di ordini che riceviamo e dalle migliaia di metri che i clienti stampano, dobbiamo garantire sempre la stessa qualità del prodotto finale”, conferma Andrea.
Per questo Fotolito Veneta lancerà, entro la fine dell’anno, una nuova linea di produzione più grande, nella quale la tecnologia FLEXCEL NX avrà un ruolo fondamentale. “Sarà un’ottima occasione per testare se siamo al passo con gli sviluppi futuri”, spiega Andrea. “Se vogliamo essere più veloci, dobbiamo fare l’investimento giusto. Il nostro obiettivo è arrivare a produrre il doppio delle lastre che produciamo oggi a velocità superiori con la stessa qualità”.

 

Innovazione continua
Vincitrice dei Global Flexo Innovation Awards 2019, Fotolito Veneta ha sempre attribuito una grande importanza agli investimenti nelle innovazioni tecnologiche. Di conseguenza, la famiglia Storace ha trasformato il lockdown imposto in Italia a seguito della pandemia da coronavirus in un’occasione per promuovere l’innovazione.
In quei mesi, Andrea e il fratello Alfredo, responsabile produzione di Fotolito Veneta, hanno portato avanti lo sviluppo di una soluzione di retinatura stocastica che hanno poi registrato con il nome di sistema “Diamante”.
Per i non addetti ai lavori, la retinatura stocastica è un tipo di retinatura digitale a mezzi toni che consente di variare la struttura dei punti mantenendo costante la loro grandezza. È particolarmente adatta alla stampa a colori di immagini elaborate che comportano trame complesse, sfondi che si ripetono e altre forme geometriche che tendono a generare interferenze o problemi di moiré se stampate con i tradizionali retini.
“Oggi il mercato si aspetta proprio questo dalla flexo”, aggiunge Andrea. “Siamo fermamente convinti dei suoi benefici e vantaggi, perché alcuni lavori sono difficili da realizzare anche con la tecnologia flessografica. Con questa nuova soluzione, sarà possibile stampare con una più ampia gamma di colori e una più alta definizione. Abbiamo già effettuato diverse prove e dei lavori di produzione con alcuni clienti, che stanno apprezzando questa innovativa tecnologia. Siamo sicuri che con Diamante saremo in grado di colmare il divario tra stampa flessografica e rotocalco”.