Convegno internazionale API a Milano: i progressi e nuovi trend nel settore dell’imballaggio

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Dopo il grande successo della precedente edizione svoltasi a Napoli nel 2015, il 2° congresso internazionale sui “Progressi nell’industria del packaging” si è svolto lo scorso ottobre a Milano. Organizzato da Centro Regionale di Competenza Tecnologie e da Giflex, rappresenta un forum multidisciplinare per tutti gli operatori del settore dell’imballaggio flessibile

Molte ricerche sperimentali hanno già dimostrato le elevate proprietà barriera ai gas di strati molto sottili di CNC applicati a materiali di imballaggio flessibili convenzionali. Luciano Piergiovanni, del Dipartimento scienze alimentari, ambientali e nutrizionali dell’Università di Milano, ha aperto i lavori del convegno con un intervento sui nanocristalli in cellulosa (CNC) e del loro impiego come barriera ai gas. I valori di permeabilità all’ossigeno e al biossido di carbonio di tali pellicole rivestite, rivelano valori molto più bassi rispetto al laminato più spesso attualmente utilizzato che utilizza strati barriera convenzionali a base fossile. Pertanto, esiste un grande potenziale per la progettazione di nuovi imballaggi flessibili multistrato, che offrono prestazioni migliori e sono completamente a base bio e compostabili. Tuttavia, esistono ancora alcune limitazioni e problemi da superare prima che un laminato di questo tipo possa raggiungere il mercato e trovare applicazioni utili. Oltre ai problemi tecnologici a livello di produzione, il problema principale è rappresentato dalla sensibilità all’umidità dei CNC. Per questo motivo, sono in corso ricerche per modificare la polarità dei CNC mediante l’esterificazione di Fisher e mediante sostanze chimiche.

Imballaggi flessibili e compostabilità
Osvaldo Bosetti, Group industrial director Europe Packaging,
ha affrontato l’argomento degli imballaggi compostabili, riciclabili e biodegradabili. La sfida attuale è quella di produrre materiali compostabili al 100% con caratteristiche meccaniche e di conservazione sempre migliori. Con la sua Green line Goglio offre accoppiati biodegradabili e compostabili, caratterizzati da un cuore bio, che uniscono il Cellophane alle proprietà di sigillatura di un bio-polimero estruso nello stabilimento Goglio in Italia: per una confezione verde al 100% si possono usare anche inchiostri e adesivi bio; le capsule per il caffè biodegradabili compostabili disponibili anche con effetto barriera (quest’ultima in attesa di brevetto); valvole di degasazione biodegradabili compostabili.
Michelle Marrone e Stefano Tamarindo, Gualapack,
hanno parlato della sostenibilità e del progetto Next. La sostenibilità è un viaggio, non una destinazione finale, e risiede nella capacità di avere un comportamento definito, senza ostacolare il futuro in alcun modo. Per avere successo e prosperare nel tempo, l’industria dell’imballaggio non può rinunciare ai principi di sostenibilità ed economia circolare. Diversi studi evidenziano che l’impatto ambientale e sociale di un prodotto è determinato principalmente dal contenuto e non dal contenitore. Che dire quindi dell’imballaggio flessibile? È leggero, resistente e dura a lungo. Permette il trasporto e la conservazione nei paesi del terzo mondo e consente la produzione di porzioni più piccole quindi meno scarti, nei paesi sviluppati. In questo senso, è molto sostenibile.
Gualapack Group (GPG) sta intervenendo a questo riguardo con Next Project (New Expertise for Today). Questo si concretizza con il design del prodotto, nel perseguimento di un costante miglioramento dell’impatto ambientale. Quindi si concentra sulla riduzione dello spessore dei suoi laminati pur mantenendo le necessarie proprietà meccaniche e di barriera. Il relatore ha ricordato che alcuni tappi, i BrickCap in attesa di brevetto, sono progettati per vivere una seconda vita come giocattoli. GPG è certificata ISO 14001 e si impegna a ridurre al minimo scarti e sottoprodotti: un’unità di recupero solventi e un impianto di cogenerazione sono installati presso il sito di produzione laminati di Safta, mentre un impianto fotovoltaico solare è installato nel sito di Castellazzo S. Per quanto riguarda i prodotti, GPG ha sviluppato una gamma di laminati bio-compostabili, in cui tutti i componenti (bioinchiostro, polimero, carta e/o cellulosa) rispettano la norma di compostabilità EN13432. La linea di prodotti LamiNEXT include altri film che includono fino all’80% di materie prime rinnovabili nel laminato finale. L’ultima aggiunta alla famiglia di prodotti biologici è CheerNEXT, la busta stand-up con cannuccia, in cui laminato, cannuccia e tappo contengono fino all’80% di polietilene a base bio.

Imballaggi flessibili intelligenti
Chiara Botta, dipartimento di chimica dell’Università di Milano,
ha presentato il potenziale dei componenti optoelettronici organici nello sviluppo di sistemi di packaging intelligenti. Si parla da decenni delle etichette intelligenti per il confezionamento degli alimenti, ma l’idea non è ancora stata messa in pratica su larga scala. Le etichette intelligenti svolgono funzioni diverse e sono classificate in: interattive, con RFID che permette uno scambio indiretto di dati tra l’emittente e l’etichetta; attive, si concentrano sulla protezione e mirano a prolungare la durata di conservazione; indicatori, etichette la cui funzione principale è comunicare al cliente che si è verificato un evento particolare, come l’esposizione a gas, luce, temperatura, tempo o antifrode. Il potenziale delle etichette intelligenti potrebbe essere sfruttato appieno se combinato con l’elettronica non tradizionale, ossia l’elettronica organica (creata da semiconduttori organici). Dispositivi elettronici organici come OLED, sensori e RFID porterebbero alcuni vantaggi quali basso costo, libertà di progettazione, flessibilità/conformabilità e leggerezza/spessore.
Cristina Nerin, Università di Saragozza,
ha spiegato come il packaging attivo possa essere considerato come la via più versatile e interessante per aggiungere valore al packaging flessibile. Diverse tecnologie come estrusione, rivestimento e laminazione possono essere utilizzate per conferire al materiale di imballaggio proprietà particolari, in modo da ritardare i processi di ossidazione e inibire la proliferazione microbica nel cibo confezionato. I test effettuati hanno rivelato e confermato che: confezioni multistrato antiossidante con neutralizzatori di radicali liberi rappresentano un approccio efficiente e più facile da produrre e utilizzare; i radicali liberi dell’ossigeno possono diffondersi in tutto lo strato di LDPE; gli agenti antimicrobici si diffondono attraverso gli strati di plastica e arrivano al cibo confezionato, in modo da poter ritardare e inibire la crescita microbica; gli adesivi possono essere utilizzati con successo come veicoli per produrre l’imballaggio attivo, purché gli agenti attivi siano incorporati nell’adesivo; non ci sono differenze nelle linee di confezionamento quando si utilizzano questi materiali attivi multistrato; ogni prodotto richiede un materiale attivo specifico e un’adeguata ottimizzazione.

Nuovi materiali
Politecnico di Milano e Ghelfi Ondulati
hanno presentato il frutto delle loro ricerche congiunte: Polypaper, un nuovo materiale composito per imballaggio ad alta sostenibilità ambientale, ottenuto da fibra di cellulosa riciclata e riciclabile nella filiera carta, cartone e, grazie alla natura della matrice utilizzata (polivinilalcool – PVA, materiale polimerico in grado di sciogliersi in acqua) è conferibile a riciclo nella filiera di carta e cartone. Poly-paper è realizzabile come i polimeri termoplastici, quindi può sostituire vari componenti in plastica in un imballaggio, inoltre può essere facilmente integrato con imballaggi di carta e cartone, essendo riciclabile con essi grazie alla facile separazione dei due componenti: la quantità di PVA viene sciolta in acqua e le fibre di cellulosa possono essere estratte. Si coniugano quindi gli aspetti fondamentali dei due principali materiali da imballaggio: dalla famiglia dei polimeri emerge la versatilità produttiva, mentre dai materiali cellulosici il riciclo consapevole e il valore di responsabilità ambientale.

Nuovi trend: “imballaggio connesso”
Goliar
do Butti, Beegraphic, ha presentato il concetto di “imballaggio connesso”, che rappresenta la prossima generazione nel packaging. L’idea è di trasformare una confezione stampata da un semplice contenitore in uno strumento di comunicazione aggiornato. La soluzione è StealthCode®, distribuito in Italia da BeeGraphic, per creare una comunicazione dinamica, aggiornata e personalizzata. StealthCode®,  integra Digimarc® Barcode (identificatori univoci che possono essere aggiunti al packaging, a materiali stampati) e una piattaforma tecnologica composta da un’App gratuita per l’esperienza del cliente e la comunicazione dinamica, che rileva la presenza del codice e ne conferma l’autenticità, e un potente back office che, tenendo traccia di ogni singolo codice, raccoglie i big data per arricchire l’esperienza del cliente adottando strategie di marketing personalizzate. Gli ovvi vantaggi sono: migliorare il servizio clienti, connettersi con i clienti, aumentare il flusso di prodotti, massimizzare la prevenzione delle perdite.
Digimarc® Barcode mantiene ed estende i vantaggi del tradizionale UPC (Universal Product Code): è impercettibile per l’occhio umano, quindi conserva il valore estetico del packaging; è incorporato su tutta la superficie di una confezione, quindi può essere scansionato più rapidamente con qualsiasi orientamento e non richiede inchiostro, materiali o attrezzature speciali, quindi non è necessario modificare i processi di stampa standard.
Termoplast e l’università Federico II di Napoli
hanno presentato al pubblico il risultato di uno studio portato avanti da tempo grazie alla loro collaborazione, per soddisfare le esigenze di mercato: una nuova famiglia di film 9 strati in bolla chiamata “Super Performance”.
Grazie alla tecnologia di coestrusione a 9 strati, Termoplast vuole dare al mercato nuove possibilità di sviluppare imballaggi alimentari con prestazioni migliori in termini di tenuta (vedi immagine dove il nuovo film è indicato come SUPER PF in rosso), proprietà barriera e meccaniche. Questo può aiutare le aziende che stampano e accoppiano (trasformatori) una vasta gamma di film per imballaggi alimentari, a studiare un imballaggio all-in-one per semplificare la struttura dell’accoppiato ridurre lo spessore e migliorare la funzionalità.

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