Cerutti: c’è l’Italia nelle nuove banconote inglesi

0
267

Una stretta collaborazione fra Cerutti Packaging Equipment e Innovia Security ha portato allo sviluppo delle nuove banconote polimeriche, più sicure, pulite e durature, ma la piaga dell’anticontraffazione darà impulso anche all’industria del packaging, chiamata a un ruolo fondamentale per la tutela dei prodotti

I numeri Cdella contraffazione mondiale sono spaventosi: l’ammontare del commercio globale in beni contraffatti e falsificati nel 2015 è stato di circa 1.770 miliardi di dollari. Quindi Il 7% del valore del commercio globale è contraffatto. La notizia aveva già avuto la sua eco nei mesi scorsi sulla stampa nazionale, che aveva dedicato ampi servizi al problema, incluso un collegamento televisivo direttamente con la sede di Casale Monferrato di Cerutti Packaging Equipment. L’accordo annunciato è di portata storica, e Giancarlo Cerutti con il suo Staff e i suoi Partner hanno colto l’occasione a Drupa per spiegare nel dettaglio l’importanza di questo progetto. La Banca d’Inghilterra ha deciso di s ostituire le sue banconote di carta con delle nuove banconote in materiale polimerico flessibile fornito da In­novia Security per i tagli da 5 e 10 sterline, perché garantiscono mag­giore pulizia, più sicurezza e ovviamente una durata maggiore rispetto alla carta, e lo farà affidandosi alle tecnologie di stampa fornite da Cerutti Packaging Equipment. Per Cerutti e il partner Innovia Security la stampa delle banconote su supporti polimerici non è una novità, dal momento che già in passato avevano collaborato insieme alla Banca Centrale Australiana (a questo scopo in Australia sono installate 3 macchine Cerutti) che da anni utilizza le banconote in plastistand cerutti ca; ci sono anche progetti simili in altri paesi, tra cui si a nnovera per esempio la rotativa installata a Queretaro, in Messico. Cerutti ha fornito la macchina da stampa R98X per lo stabilimento di Innovia Security di Cumbria (UK), e dal prossimo mese di settembre le nuove banconote inglesi entreranno in circolazione. Come sottolineato da Giancarlo Cerutti, questa collaborazione con Innovia potrà essere estesa anche ad altri progetti per combattere la piaga della contraffazione. Innovia Security ha la soluzione, Cerutti mette a disposizione le tecnologie per rendere concrete le proposte di Innovia, che possono poi essere applicate per salvaguardare qualsiasi tipo di prodotto, inclusi i farmaci, anch’essi c oinvolti nell’industria del falso. Mark Robertshaw, CEO di Innovia Group – Gruppo che detiene il brevetto delle banconote polimeriche, avendole inventate una ventina di anni fa per il primo progetto con la Banca Centrale d’Australia – ha sottolineato come, nonostante la spinta del commercio mondiale vada verso l’impiego sempre più massiccio di moneta elettronica, i nu­meri confermano che le banconote stampate ogni anno aumenteranno, in particolar modo nei mercati emergenti che ancora le preferiscono ai pagamenti elettronici. La moneta fisica rappresenta dunque un mezzo di pagamento ancora attuale e lo sarà anche in futuro. A oggi solo il 3% delle banconote mondiali sono in materiale polimerico, quindi il potenziale è enorme. Le banconote polimeriche ga­ran­tiscono una migliore protezione contro i falsari rispetto alle tradizionali banconote cartacee, sono più pulite in quanto possono essere lavateR e dunque durano di più. Pensiamo anche a tutti quei paesi con elevati tassi di umidità nei quali ovviamente le banconote cartacee pagano le conseguenze di un clima ostile. Proprio per la maggiore durabilità, la Banca d’Inghilterra ha diffuso uno studio che afferma che le banconote polimeriche sono anche più ecologiche, poichè la loro “carbon footprint” è minore del 60% rispetto a quella della carta, (le tradizionali banconote in fibra di cotone e lino infatti vengono stampate più frequentemente poiché si danneggiano prima e perciò vanno sostituite più spesso). Mr. Robertshaw ha mostrato agli intervenuti alla conferenza stampa alcuni esempi di banconote in plastica nelle quali sono contenuti anche elementi anticontraffazione riconoscibili solamente da un piccolo scanner portatile, che è in grado di confermare se quella banconota è stata prodotta con polimero Innovia Security, e quindi autentica. In questo progetto la tecnologia di stampa fornita da Cerutti ha un ruolo fondamentale e la partnership con Innovia proseguirà per nuovi sviluppi futuri. Anche Peter Larsson, CFO e COO di Rolling Optics, azienda high tech svedese, ha presentato gli esiti della partnership con Innovia Group. Rolling Optics ha progettato e prodotto tecnologie e processi per produrre grafiche micro-lenticolare e effetti 3D per la protezione dei prodotti e dei marchi contro la contraffazione. Questa tecnologia sarà applicata ai film BOPP di In­novia, fornendo così all’industria una tecnica sicura per proteggere i marchi.

 

Giancarlo Cerutti
Giancarlo Cerutti nella conferenza stampa a Drupa

A tu per tu con Arturo Bergamaschino, Consigliere di Amministrazione con incarichi operativi di Cerutti Packaging Equipment

Può descriverci la macchina fornita a Innovia per lo stabilimento di Cumbria, UK, che stamperà le nuove sterline polimeriche?
“Abbiamo iniziato a lavorare con Innovia nel 1998, quindi si tratta di un progetto di lunga data. La macchina che è stata fornita e installata in Inghilterra è la R98X per stampa rotocalco, che, da qualche mese, produce le banconote in polimero (dotate di una particolare “finestra anticontraffazione”) le quali saranno in circolazione in Inghilterra da settembre. Si tratta di un processo di produzione particolarmente complesso che prevede varie fasi, dalla realizzazione del film trasparente fino alla stampa finale. Solo la tecnologia Cerutti consente questo tipo di processo, già utilizzato per la stampa di banconote in vari paesi del mondo: Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Canada, Cile, Mes­sico, Mozambico, Nicaragua, Nigeria, Zambia, Vietnam, Romania. Allo stato attuale sono in via di sviluppo altre caratteristiche che aumenteranno ulteriormente la difficoltà nel produrre banconote false. Questi ulteriori aggiornamenti saranno implementati sul nostro impianto in Inghilterra nel 2018”.

 

QuanGdo potremo vedere anche gli euro in materiale plastico?
“Tutti paesi del mondo sono interessati a eliminare il fenomeno della produzione di banconote false, quindi in potenza questa tecnologia ha delle ottime probabilità di essere applicata a livello globale.. naturalmente anche in Europa”.

 

 

F

Anche il packaging necessita di queste soluzioni per la protezione dei prodotti, quali le sfide per il futuro?
“Certamente, infatti stiamo lavorando su due livelli, da un lato diminuire la contraffazione relativamente alla cartamoneta, e dall’altro tutelare il consumatore, contrastando per esempio il consumo dei farmaci contraffatti, che in alcuni paesi sono il 70% del totale dei farmaci venduti. La stessa tecnologia utilizzata per le banconote, ma a un livello meno sofisticato, è già utilizzata in Europa e fuori dall’Europa nell’ambito della protezione del brand. E si può anche applicare al settore del tabacco, della cosmetica e dei profumi. Quindi il mercato degli imballaggi avrà sempre più bisogno di soluzioni anticontraffazione e noi abbiamo le tecnologie più idonee”.

 

Drupa 2016 è appena finita: il vostro bilancio?
“La fiera è andata molto bene, al di là di ogni più rosea previsione, e, anche se il numero dei visitatori è diminuito, abbiamo avuto contatti molto qualificati e ricevuto ordini. La maggior parte dei visitatori provenivano da Medio e Estremo Oriente e i segnali che abbiamo percepito sono stati molto positivi. In fiera abbiamo puntato su una presenza tecnologica differenziata, perché unitamente alle nostre macchine rotocalco abbiamo esposto anche soluzioni per il converting speciale, settore nel quale stiamo investendo molto e dove saremo sempre più presenti, per rispondere alle esigenze di un mercato che deve processare prodotti complessi e differenziati. Senza dimenticare di lavorare sull’integrazione della tecnologia digitale e laser non solo sulle macchine rotocalco ma anche sulle accoppiatrici”.

 

D

Goglio: ambasciatore mondiale dell’industria italiana della stampa e della trasformazione

Fondato nel 1850, il Gruppo Goglio ha sempre creduto che l’imballaggio rappresentasse l’innovazione dei prodotti e delle tecnologie, e, come ha ricordato Franco Goglio, President e Managing Director di Goglio Spa, la relazione fra la sua azienda e Cerutti è sempre stata improntata allo sviluppo di soluzioni innovative. Negli anni ’50 si stampavano imballaggi in rotocalco con macchine di banda 600-800 mm, e Goglio fu una delle prime aziende a sottoporre a Cerutti la richiesta di poter avere una macchina con larghezza di stampa di 1 metro. Fu così che nacque il modello “Cerutti America”, che, oltre a stampare con una banda più larga, era una delle primissime macchine rotocalco con cambi bobina automatici: una tecnologia che garantiva una capacità produttiva di 300 m/min, standard molto elevati per l’epoca. “Grazie a questa innovazione, la nostra realtà riuscì a crescere ulteriormente nel mercato, sviluppando nuove soluzioni di imballaggio ad alta barriera in grado di sostituire altre tipologie di imballaggi come il vetro e la banda stagnata. Oggi abbiamo macchine con banda sempre più larga sia in stampa che in accoppiamento (come quella esposta nello stand Cerutti, una parte della nostra ultima accoppiatrice da 2250 mm di larghezza banda!) per poter sviluppare continuamente nuove soluzioni di imballaggi per le esigenze del futuro, da poter installare anche nello stabilimento in Cina del Gruppo. Vogliamo offrire ai nostri clienti delle soluzioni personalizzate: Cerutti è riuscita a soddisfare le nostre richieste, quasi delle sfide, che a volte sembravano im­possibili, ma che grazie a tecnologia, in­novazione, ricerca e impegno, sono di­ventate soluzioni reali”.